LE VIRTÙ DEL RICICLO ALIMENTARE

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Un convegno dal titolo “Le virtù del riciclo alimentare. Esperienze, prospettive, valori”

L’incontro, promosso dall’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione De Victoriis Medori De Leone, è stato organizzato grazie all’idea e all’impegno del Prof. Ernesto Di Renzo – antropologo e coordinatore del Master universitario in Cultura alimentare e delle tradizione enogastronomiche dell’Università di Roma Tor Vergata – e della storica dell’alimentazione June di Schino, dell’Università di Roma Tre. Al centro dell’attenzione l’importante e attuale discorso del riciclo delle risorse alimentari: dalla valorizzazione delle gastronomie locali alla salvaguardia delle identità territoriali; dal recupero di specie agronomiche inidonee a compiacere le logiche del profitto, all’incentivazione di sistemi economici improntanti sullo scambio circolare e la compensazione dilazionata.

Insieme agli organizzatori, altri relatori dell’interessante dibattito sono stati gli interpreti di spicco del mondo accademico e istituzionale: Annalisa Cicerchia dell’Università di Roma Tor Vergata, Pasquale Fimiani, della Procura Generale della Corte di Cassazione, e Lidia Borzi, Presidente dell’ACLI Roma. Moderatore d’eccezione Carlo Hausmann, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, la cui presenza lascia intendere l’importanza e l’interesse che il tema trattato genera anche dal punto di vista delle istituzioni. “Fino all’affermarsi della società consumistica di stampo capitalistico e occidentale –evidenzia Ernesto Di Renzo, docente di antropologia dell’alimentazione – tutti i gruppi umani e le culture tradizionali hanno improntato i loro comportamenti e la loro propensione ai consumi verso forme di ottimizzazione delle risorse. Forme condivise e sancite dai valori religiosi e dalle consuetudini sociali dove concetti come quelli di riuso, riciclo, non-spreco, circolarità dei beni e delle prestazioni hanno svolto una funzione fondante nel campo delle attività economiche, delle forme dell’alimentazione, della gestione delle pratiche di produzione delle risorse. E il patto che legava l’uomo alla terra si è definitivamente infranto a partire dal momento in cui gli atteggiamenti antropocentrici e la massimalizzazione dei profitti hanno indotto le persone ad abbracciare comportamenti fondati sull’usa e getta e sul “non importa chi o cosa viene dopo”. Ossia la negazione della sostenibilità. Le emergenze che attanagliano aggi il pianeta, le risorse alimentari e le relazioni umane hanno portato di nuovo all’attenzione l’importanza del riuso, che da norma consuetudinaria si va facendo sempre più principio etico dalla cui adozione dipende il futuro della terra e dell’umanità intera”.

Foto di Carlotta Benvenuti

 

 

“La recente legge 19 agosto 2016 n. 166 sul cosiddetto spreco alimentare – aggiunge Pasquale Fimiani, Magistrato presso la corte di Cassazione – segna il definitivo ingresso anche degli alimenti nella complessa e ancora incompiuta disciplina giuridica della “economia circolare”, che indica un modello economico sostitutivo di quello ereditato dalla rivoluzione industriale, improntato sul “prendi, produci, usa e getta”, incentrato invece sulla valorizzazione della qualità dei prodotti in funzione della durata della loro vita, sulla prevenzione della formazione dei rifiuti e sul loro recupero o riutilizzo, rendendo evidente il passaggio del “riuso” da valore etico a cardine di un nuovo sistema economico e normativo.”

L’annoso fenomeno  dello spreco alimentare è stato affrontato anche dalla storica dell’alimentazione June di Schino, la quale ha fatto un viaggio a ritroso sull’arte del riuso. Di Schino ha anche ricordato l’importo in euro, 16 miliardi, che ogni anno finiscono letteralmente nelle pattumiere e che grazie ad Andrea Segrè e al suo progetto del “last minute market”, si sta tentando di ridurre, anche con il favore della recente legge ricordata dal dottor Pasquale Fimiani.

Ad Annalisa Cicerchia invece è spettato il compito di illustrare le mille soluzioni per riutilizzare degli scarti alimentari, che con alcune tecniche innovative possono tornare a vivere sotto forma di vasellame o di tessuti simili alla seta.

Al congresso è stata affiancata una significativa mostra fotografica dal titolo “Facce di Pane”, che ha preso spunto da un’iniziativa delle ACLI, rivolta allo spreco di pane nella capitale: molti forni importanti  di Roma donano le loro eccedenze per metterle a disposizione della popolazione più disagiata.

 

ispirata a un’importante iniziativa condotta dalle ACLI a Roma e volta a contrastare lo spreco alimentare di pane e il riuso tra le persone maggiormente svantaggiate. All’iniziativa aderiscono importanti forni della città che mettono a disposizione le loro eccedenze per aiutare chi si trova in condizione di disagio economico ed esistenziale. Anche l’Asial è rimasta nel tema del convegno offrendo un catering ispirato ai prodotti laziali legati alle consuetudini del riuso alimentare. Occorre che tutti ricordino che il riciclo alimentare è una pratica utile al futuro dell’umanità.

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enrico pozza

Redazione


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