Mattoda’, nuovo Aglianico per Fonzone

È firmato dall’enologo D’Attoma, con cui l’azienda ha avviato un percorso di viticoltura sostenibile per vini sartoriali di territorio

Una sfida che l’enologo ha raccolto e che la famiglia Fonzone ha sostenuto con entusiasmo, al punto da battezzare il nuovo vino Mattoda’, un nome che rende omaggio a D’Attoma rievocandone il cognome e che, al tempo stesso, sottolinea la volontà di creare un rosso capace di interpretare in maniera originale l’aglianico, un vitigno unico nel suo genere, nella Doc Campi Taurasini. L’enologo toscano ha iniziato la sua consulenza con Fonzone nel 2019, portando la sua esperienza di vini biologici e biodimanici, oltre all’uso di contenitori alternativi in cantina come i vasi vinari in cocciopesto, anfore di varie provenienze e cemento. Ad affiancarlo, seguendone le linee guida, l’enologo residente Francesco Moriano, profondo conoscitore del territorio irpino.

Mattoda’, nuovo Aglianico per Fonzone
La cantina al tramonto

Ora facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cosa rappresenta il nome Fonzone, la zona in cui si trova e quali vitigni coltiva. Su un colle di circa trenta ettari, nelle campagne di Paternopoli (in provincia di Avellino), all’interno della Docg Taurasi, sorge una moderna cantina che domina un paesaggio mozzafiato scandito da vigneti di aglianico, falanghina, fiano e greco. Sono nel cuore dell’Irpinia, terra di grandissimi vini apprezzati in tutto il mondo, ed è qui che la famiglia ha scelto di coltivare le varietà autoctone del territorio con una viticoltura di precisione, finalizzata a una produzione di altissima qualità. Fondata nel 2005 da Lorenzo Fonzone Caccese, medico chirurgo con la passione per il vino, sin da subito l’azienda ha deciso di sposare un approccio sostenibile, sia in vigna che in cantina, per realizzare vini che assecondino i ritmi di madre natura, preservando la biodiversità. Oggi, la nuova generazione della famiglia, rappresentata dai figli e dalle rispettive mogli (nella foto di apertura con Luca D’Attoma), ha raccolto il testimone dimostrando di proseguire con entusiasmo quel cammino alla ricerca dell’eccellenza avviato dal fondatore.

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Di Fonzone aveva parlato il collega Antonio di Spirito sul numero 188 Gennaio 2023 di Cucina & Vini in un articolo sulle versioni Riserva di Fiano di Avellino e Greco di Tufo, in cui aveva incluso i vini Sequoia e Oikos, entrambi 2020, quest’ultimo proveniente in particolare da un vigneto di oltre quaranta anni a Montefusco di greco antico.

Mattoda’, nuovo Aglianico per Fonzone
Vigneti aziendali nel comune di Paternopoli

Tornando al nuovo vino da solo aglianico, il vigneto si estende lungo i due versanti di una collina ben ventilata, posta a un’altitudine che varia dai trecentosessanta ai quattrocentotrenta mentri e circoscritta dai torrenti Fredane e Ifalco. Le ottime esposizioni, i terreni argillosi e le bassissime rese consentono di ottenere uve di grande qualità che vengono raccolte in piena maturazione e vinificate nel rispetto rigoroso delle caratteristiche varietali dell’aglianico. Mattoda’ è un rosso avvolgente, con una spiccata personalità che rispecchia quella dell’enologo toscano, dal colore rosso rubino brillante, con al naso note di mirtillo selvatico accompagnate dal profumo della sua foglia, seguite da un tocco mentolato. In bocca l’ingresso è dolce nei tannini, piacevole con sentori di pepe verde, note di eucalipto, bacca di vaniglia intera, per poi avere una vena balsamica al retrolfatto già di buona lunghezza.

Mattoda’, nuovo Aglianico per Fonzone

Per il suo lancio la famiglia Fonzone ha coinvolto, per una cena nella moderna cantina, Gennaro Esposito di La Torre del Saracino che ha preparato per il Mattoda’ il piatto “variazione di maialino nero con involtini di verze e zucchette, torzelle e cardoncelli” all’interno di un menù all’altezza della fama dello chef. L’abbinamento assolutamente riuscito ci ha convinto della godibilità del nuovo Aglianico testimone della sinergia tra D’Attoma, il territorio e la famiglia Fonzone.

Photo @ Fonzone