Mondaino – Il Palio del Daino e la macchina del tempo

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Per chi ama atmosfere festaiole e gustose rievocazioni il momento più entusiasmante per visitare questo borgo riminese è in agosto, dal 18 al 21, per il Palio del Daino, un vortice temporale, uno stargate, che riporta l’intero paese in pieno Rinascimento. Si tratta di un evento incredibilmente realistico, che si ripete dal 1988, pretestuosamente nato attorno alla figura del poeta Giovanni Muzzarelli, personaggio di punta alla corte di Guidubaldo da Montefeltro, amico del Bembo e dell’Ariosto, che fu governatore della Rocca dal 1514 al 1516, il cui fantasma, in seguito a una fine improvvisa quanto misteriosa, sembra aleggiare nei dintorni della Rocca.

Di anno in anno l’allegra contesa tra le quattro contrade, Borgo, Contado, Montebello e Castello è diventata sempre più imponente, con un giro giornaliero di ottomila persone, tanto da ottenere riconoscimenti a livello europeo. “È una festa unica – ci racconta il presidente della Pro Loco Nazario Gabellini -, a cui fa eco il consigliere anziano Giuseppe Masini, perché è difficile trovare un’intera realtà cittadina che, per quattro giorni, riesca a fare un totale balzo nel tempo, dall’abbigliamento, curato nei minimi dettagli, alla moneta antica che sostituisce l’euro, alle fiaccole al posto delle luci, alle proposte gastronomiche, passando per giochi, gare e realistiche ricostruzioni dell’ospedale, del lupanario, delle taverne (che riescono a soddisfare oltre duemila coperti al giorno), dei mercati e anche del cimitero… Tutto all’insegna di un rigore filologico ormai risaputo.

Per mesi il paese lavora ai costumi, ma è quasi pittoresco l’immancabile spuntare di un orologio da qualche manica… L’attrazione maggiore oltre ai giochi sono gli spazi dedicati agli antichi mestieri riportati in vita da artigiani che arrivano da tutta Italia a lavorare il vetro,  il ferro, il cuoio, il pane, le pergamene, il legno… E poi la musica itinerante. Mondaino, infatti, è conosciuto come il paese della Musica – non scordiamoci che qui sono nate le famose fisarmoniche Galanti, inventate alla fine dell’Ottocento da un mondainese, Antonio Galanti, la cui famiglia continua a produrre eccellenti  strumenti musicali elettronici con il  marchio Viscount”, conclude il presidente.

Un tripudio straniante che inizia il  primo giorno con la benedizione dei  quattro gonfaloni da parte del parroco e che culmina con i fuochi spettacolari dell’ultimo giorno, a simulare l’incendio della Rocca malatestiana. Nel frattempo giochi e contese, danze e spettacoli si susseguono nell’accogliente piazza Maggiore, la più originale del riminese per la forma semicircolare delineata dal porticato neoclassico.

Da questo spazio tondeggiante parte dritta la strada centrale del paese tanto che gli abitanti la chiamano piazza Padella. Il bello è che anche i turisti hanno modo di indossare costumi rinascimentali per entrare a far parte del gioco temporale, lavorando nelle botteghe, imparando antichi mestieri…

….(continua)

 

 

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