Pecorino Romano, tre borse di studio per formare i manager del futuro
C’è tempo fino al 31 agosto per candidarsi. Il bando è rivolto ai giovani diplomati residenti nelle zone storiche di produzione
Rafforzare la filiera del Pecorino Romano Dop partendo dalla formazione e dai giovani: il Consorzio di tutela promuove un bando da oltre 70 mila euro per sostenere gli studi universitari e favorire il ricambio generazionale.

Un investimento sul futuro dei giovani e della filiera
Il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano Dop ha messo a disposizione tre borse di studio da 8.000 euro l’anno, destinate a finanziare la formazione universitaria delle nuove generazioni fino a un valore massimo di 24.000 euro per ciascun beneficiario nell’arco di un triennio. C’è tempo fino al 31 agosto per candidarsi a questo percorso, rivolto ai giovani fino a 27 anni diplomati e residenti nelle zone storiche di produzione della Dop, ovvero la Sardegna, il Lazio e la provincia di Grosseto. L’obiettivo dell’iniziativa, deliberata dal consiglio di amministrazione dell’ente nell’aprile 2026, è creare un ponte virtuoso tra la formazione di alto livello e le aziende del territorio, incentivando l’ingresso di nuove energie in uno dei settori simbolo dell’agroalimentare italiano.
Il percorso di studi a Parma e il ruolo della Sardegna
Le agevolazioni sono riservate agli studenti che frequenteranno il corso di laurea a orientamento professionale in Tecnologie e gestione dell’impresa casearia presso l’Università di Parma, a oggi l’unico percorso accademico in Italia specializzato in questo ambito. La misura assume un significato di primaria importanza soprattutto per la Sardegna, territorio in cui viene realizzato circa il 95% della produzione complessiva di Pecorino Romano. Per accedere alla selezione, i candidati dovranno presentare la propria domanda attraverso una realtà della filiera, come caseifici o aziende agricole, accompagnata da una lettera di supporto. Successivamente, le domande e i curricula saranno valutati da una commissione congiunta composta da rappresentanti del Consorzio e docenti universitari tramite un colloquio finale.

Competenze avanzate per le sfide del settore
Come sottolineato dai vertici del Consorzio, il presidente Gianni Maoddi e il direttore Riccardo Pastore, il ricambio generazionale rappresenta una sfida cruciale per la competitività e la continuità del comparto. Il programma didattico dell’Ateneo di Parma non forma soltanto tecnici della produzione, ma punta a forgiare professionisti completi in grado di occuparsi di gestione aziendale, innovazione dei processi, strategie commerciali e ruoli direttivi. Questa visione strategica intende coniugare la tutela della tradizione filiera con le più moderne competenze manageriali e tecnologiche, consentendo ai giovani di costruire un solido futuro professionale senza dover abbandonare la propria terra d’origine.