Sparkle 2025 – Editoriale
Benvenuti nella ventitreesima edizione di Sparkle, la guida ai migliori vini italiani con le bollicine sottili
L’aggettivo “sottili” è sostanziale perché raccontiamo i vini spumanti ottenuti naturalmente ovvero quelli dotati di anidride carbonica endogena. Dopo tanti anni sentiamo l’esigenza di ribadirlo, i prodotti gassificati sono una sorta di bibite alcoliche che con la produzione spumantistica di qualità non hanno mai spartito niente, tanto che la normativa comunitaria li considera vini di serie B. Anche il prezzo dei gassificati è molto più basso e rientrano in una gamma di prodotti che a nostro avviso si possono considerare anacronistici, visto che oggi beviamo per puri motivi edonistici e di ogni prodotto sul web si possono trovare tutte le informazioni e quindi anche le caratteristiche produttive. Ciononostante, oggi siamo certi che la nostra guida sia ancor più utile al consumatore che non vuole essere beffato. Il vino dealcolato, infatti, è un tema di grande attualità poiché il mercato lo chiede e la normativa per produrlo ancora non c’è in Italia. Si diffonde la produzione all’estero di spumanti dealcolati, ovvero spumanti privati dell’alcol e rigassificati. È un tema tecnico su cui si sorvola: togliendo l’etanolo da un vino spumante si porta via anche la carbonica, che si deve aggiungere alla fine gassificando. Insomma, sono bibite gassate che qualcuno sta proponendo anche a oltre cento euro in Francia, facendosi beffe del consumatore. Il mercato mondiale, comunque, richiede spumanti dealcolati, non certo quelli che simulano il lusso, e allora diventa ancora più forte la necessità di presidiare l’informazione. Non solo, è importante comunicare al meglio i prodotti di territorio, anche quelli con radici storiche importanti, per sottolinearne l’unicità. I grandi distretti spumantistici subalpini in questo sono favoriti, vivendo una coesione d’intenti in ciascuna denominazione. Tutti quei vini che invece sono commercializzati come Vs e Vsq dovrebbero trovare il modo di creare delle associazioni territoriali, se non hanno una indicazione geografica a cui sarebbe bene aderire per creare un movimento di territorio, incrementando il posizionamento nella piramide della qualità. Insomma, Sparkle c’è e continuerà a raccontare i vini spumanti tradizionali, in cui l’anidride carbonica è un prodotto della fermentazione.
Dati economici
In un mercato che sta diventando sempre più competitivo, il vino spumante si difende molto bene. Ci riferiamo alla produzione, ovvero alle dichiarazioni di spumantizzazione effettuate in Italia dai produttori nell’ultima campagna vitivinicola, dal primo agosto 2023 al 31 luglio 2024. Il sistema tiene perfettamente, avendo vissuto un piccolo assestamento di pochi milioni di bottiglie. I vini che rispondono alle Doc crescono, quelli a Docg, scendono di poco, come anche gli Igt, i generici e i varietali. Insomma i produttori affrontano il mercato con ottimismo.
| Tipologia | DOCG | DOC | IGT | GENERICI | VARIETALI | Totale |
| 2023/2024 | 214,4 | 587,3 | 7,5 | 203,8 | 67,9 | 1.080,9 |
| 2022/2023 | 217,8 | 575,1 | 8,4 | 209,6 | 75,1 | 1.086,1 |
| Variazione | -1,6% | 2,1% | -10,7% | -2,8% | -9,6% | -0,5% |
Passiamo ora alla prestazione esportativa dei primi otto mesi del 2024. Come sempre ci siamo rifatti ai dati ufficiali Istat che confermano la tendenza positiva: da gennaio ad agosto abbiamo esportato poco meno di un miliardo e mezzo di euro in vini spumanti, l’8% in più sullo stesso periodo del 2023. In volume l’export è cresciuto di più, 12%, sintomo di una diminuzione, seppur misurata, del valore medio al litro, ora a 4,28 euro, il 3% in meno dello scorso anno. Si potrebbe obiettare che si sta registrando un aumento dell’inflazione, ma i dati ufficiali la limitano al 1,1%. Insomma, la produzione c’è e anche l’export. Quanto ai consumi interni, non esistono dati ufficiali, ma le analisi statistiche sono anch’esse leggermente positive per i vini spumanti, sia nella Gdo che nell’Horeca. Come sempre, gli ultimi quattro mesi dell’anno rappresentano per tutte le tipologie di vino un periodo florido, a maggior ragione per le bollicine, che quest’anno puntano al record di esportazioni, superare il muro dei due miliardi e duecento milioni.
La guida
Sono 940 i vini in Sparkle 2025, con sessantotto etichette in più della passata edizione. Senza dubbio ci sono nuove realtà in tutti i distretti nordici, ciascuna in guida con due-tre referenze e questo spiega l’incremento. L’alternanza anno per anno è legata spesso alla mancata produzione di alcuni vini a causa di eventi climatici in vigne dedicate. La variabilità del meteo in una stessa area è uno degli aspetti del cambiamento climatico che sta rendendo più frequenti gli eventi estremi in zone dove mediamente le condizioni sono buone.
A trainare il mondo del vino spumante di qualità è ancora una volta la Lombardia che quest’anno tira fuori i muscoli e raggiunge quota 339 vini, davanti al Veneto a 260; in terza piazza, come sempre, il Trentino che arriva a 131, esibendo ancora un trend positivo.

Le 5 sfere sono 87, quattro in meno della passata edizione. Il primato è ancora una volta della Lombardia con 33 allori, seguita dal Trentino con 19 e dal Veneto con 16. Poi il Piemonte a quota 7, Alto Adige e Abruzzo a 3, Puglia con 2, Friuli, Toscana, Lazio e Sicilia un 5 sfere. Nel campionato per denominazione conduce anche nel 2025 la Franciacorta, con 29 premiati, sul Trento che ne ottiene 20. Sfogliando la prima parte di Sparkle 2025, dopo l’elenco delle 5 sfere e la bacheca dei vini che hanno ottenuto nella storia della guida almeno tre allori, ecco la sezione dei vini Acquisto Attento, che si sono distinti per il rapporto tra prestazione in guida e prezzo al pubblico allo scaffale e poi la bacheca delle aziende, ovvero la classifica del numero di 5 sfere conseguite da ciascuna in ventitré anni di storia, un elenco molto interessante. A chiusura della guida non manca la piccola ma significativa sezione Vintage, dedicata alle vecchie annate, che illuminati produttori ci mettono a disposizione per far comprendere ai consumatori il potenziale delle grandi bollicine, in grado di raggiungere degli stadi puramente emozionali, che vi auguriamo di poter provare almeno una volta.
Vino dell’emozione
Per la ventunesima volta decretiamo il vino che crea più suggestioni, sottolineando sempre che non si tratta del super 5 sfere, dell’etichetta migliore, ma dell’assaggio in cui ci togliamo da dosso i panni del degustatore indossando quelli del consumatore, che valuta in modo puramente edonistico, mettendo da parte gli aspetti tecnici e abbandonandoci alla pura seduzione. Siamo evidentemente dei privilegiati perché assaggiamo uno a fianco a l’altro alcuni dei vini che hanno superato la finale delle 5 sfere e che sono stati indicati come più emozionanti dai singoli degustatori. Il sensuale e spietato match ha decretato Vino dell’emozione di Sparkle 2025 il Franciacorta Riserva Nobile Alessandro Bianchi Rna 15 anni Extra Brut 2007 di Villa Franciacorta. È la ventunesima volta che attribuiamo questo premio, cominciammo proprio con questa azienda nella guida 2005, con il Brut millesimato che poi l’azienda battezzò Emozione. Inizia così un nuovo ciclo.

Il vino deve essere emozione e non alimento e con questa consapevolezza vi esortiamo a bere con parsimonia e attenzione le bollicine tradizionali, senza mai dimenticare di aggiornarvi sulle pagine cartacee e web di Sparkle 2025.