Suvereto e Val di Cornia fanno sul serio

Il Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine, nato a fine estate scorsa, punta a valorizzare il binomio vino e territorio in Italia e all’estero

Vino e territorio, nell’accezione più ampia, è il programma di comunicazione migliore che un’area italiana possa mettere in piedi. Siamo nella parte più meridionale della Maremma livornese, con una piccola propaggine di quella pisana, di fronte all’Isola d’Elba, in un territorio ricco di argilla, di minerali, di vento, di sole, dotato anche di grandi riserve idriche sotterranee, caratterizzato da ampi panorami marini molto suggestivi, che nelle giornate più luminose allineano Elba e Corsica. E siamo evidentemente in Toscana, dove il vino e i luoghi sono rinomati nel mondo e dove quindi un “nuovo” territorio fa più fatica a emergere. Quindici chilometri da Bolgheri, sessanta da Montalcino e da Siena, il territorio di Suvereto e della Val di Cornia è “marcato” bene dai colossi del vino Toscano, ma la sua agilità gli darà certamente ragione: ventisette (nella foto di apertura una foto di gruppo dei produttori) sono le aziende associate al Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine per una superficie vitata attuale di circa trecentosessanta ettari e una naturale vocazione all’export, oggi attestato al 60% della produzione, che si evince dal nome dell’associazione. Tre le denominazioni tutelate dal Consorzio: Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg e Val di Cornia Doc, ma tanto vigneto, intorno ai cinquecento ettari, denunciato a Igt, un potenziale produttivo che nel tempo potrà essere incluso, almeno parzialmente, nelle denominazioni tutelate dal Consorzio. Presidente dell’organizzazione è Nico Rossi, di Gualdo del Re, azienda storica, vicepresidenti Stefano Casadei, di Tenuta Casadei, e Simona Bisti di Tua Rita. “È solo unendo le forze che Suvereto e la Val di Cornia potranno ritagliarsi quel ruolo che gli compete nel panorama enologico e turistico”, ha detto il presidente durante la conferenza stampa di presentazione del Consorzio lo scorso 15 dicembre a Suvereto, una frase che sintetizza il grande progetto di lavoro che i ventisette produttori hanno in programma di sviluppare.

La zona ebbe un vero exploit a inizio anni Duemila quando la potenza e il frutto dei Merlot e dei tagli bordolesi del territorio fece veramente scalpore. L’energia nel vino qui è cosa che facilmente si trova, la difficoltà è quella di imbrigliarla in un calice bilanciato e di buona eleganza, meno muscolare di quanto chiedeva il consumatore degli anni Duemila. Abbiamo assaggiato tanti vini, in particolare i blend di Cabernet Sauvignon e Merlot e i prodotti in purezza, qualche Sangiovese, qualche uvaggio dei tre vitigni e l’impressione d’insieme è eccellente, in termini di nitore fruttato dei vini, ma anche di capacità di estrarre tannini eccellenti e non sovrabbondanti come nel passato.

Ventisette sono le aziende che convivono nel Consorzio, ciascuna con una sua filosofia e con profili anche molto diversi, dalle piccole realtà biodinamiche a quella più grandi e organizzate, a quella più nuove che stanno interpretando il territorio riprendendo sistemi di affinamento antichi, ormai tornati in auge, come la terracotta e il cemento grezzo. È il caso di Tenuta Casadei, realtà internazionale del gruppo Famiglia Casadei che comprende il Castello del Trebbio in Chianti Rùfina e Olianas, nel Sarcidano in Sardegna. Internazionale perché vede coinvolta anche la famiglia americana Cline della Sonoma Valley, e di grande attualità perché basata sulla minimizzazione reale dell’impatto della stessa sull’ambiente, andando oltre i concetti di biologico e biodinamico, le cui certificazioni sono detenute dall’azienda, con la finalità della ricerca della migliore espressione di ciascuna vigna. Di grande ausilio in questa tensione virtuosa sono le tecniche di vinificazione e maturazione del vino, dove l’utilizzo dei tini in cemento non vetrificato e delle anfore in terracotta interrate è integrato nella filiera di produzione con le classiche botti in legno, a partire dalle barrique. Tutto questo vinificando le parcelle viticole separatamente, miscelandole sono in una fase successiva. Un mondo tutto da scoprire…

tenuta casadei
I cavalli invece dei trattori nei filari di Tenuta Casadei