Terlano e Andriano, il linguaggio del territorio

Nuove annate e grandi vini all’insegna della forte identità, espressioni di due mondi diversi a qualche chilometri di distanza

Cantina Terlano e Cantina Andriano sono poste sulla sinistra e destra orografica dell’Adige. Nel 2008 la Cantina Terlano ha acquisito la Cantina Andriano aggiungendo ai propri 190 ettari, gli 80 di Andriano, con l’obiettivo di non fare una semplice somma identitaria, ma di sviluppare le doti del terroir di Andriano. Sembra impossibile, anche se in realtà è piuttosto consueto in Italia, le due Cantine poste sulle due sponde dell’Adige vantano condizioni pedologiche e climatiche diverse: ad Andriano i terreni sono argilloso-calcarei, dotati di presenza di dolomite; il clima è sicuramente mediterraneo ma la disposizione del vigneto vede il sud-est e gode dell’aria fresca della montagna posta alle sue spalle che pone in ombra alcune vigne prima del tramonto del sole, abbassando la temperatura nei periodi estivi particolarmente caldi. A Terlano le vigne sono poste a sud, sud ovest su terreni vulcanici sciolti quarziferi, sabbiosi, caratterizzati da un clima mediterraneo di giorno, con sole fino al tramonto, percorsi da venti freschi che scendono dalle Alpi, alle spalle del vigneto, di notte. Insomma due zone sostanzialmente diverse la cui espressione vinicola è stata fortemente valorizzata in termini di identità e distintività. Abbiamo assaggiato quattro vini bianchi e l’occasione era quella della presentazione delle due etichette di punta di Cantina Terlano, il Terlaner I e il Rarity. A presentare le etichette i due personaggi che da molti anni identificano queste realtà: Klaus Gasser, direttore marketing e vendite – a sinistra nella foto -, e Rudi Kofler, enologo – a destra nella foto. Il primo vino è il frutto della ricerca, stagione dopo stagione, dell’espressione più pura del territorio di Terlano attraverso la scelta delle uve e delle parcelle migliori per un’etichetta che possa confrontarsi, evidentemente con un proprio linguaggio, con i più grandi bianchi del mondo. Il Rarity è un frutto unico, figlio di un concetto di maturazione messo a punto da Sebastian Stocker, enologo della Cantina negli anni Settanta, quando nacque l’idea, e alimentato dal suo erede Rudi Kofler: è la lunghissima maturazione del vino sulle fecce fini in acciaio. Il segreto è sicuramente nelle uve e nel territorio; la scelta dell’uomo è fondamentale per definire quante fecce fini conservare nel vino, a che temperatura, con che modalità… Insomma, un vino figlio del luogo, del genio e della conoscenza.

Cantina Andriano

Doran 2018
Alto Adige Chardonnay Riserva Doc
14% vol

Il mosto fermenta in tonneau, dove svolge la malolattica e matura per dodici mesi sui lieviti. Segue l’assemblaggio in acciaio, dove il vino resta per tre mesi prima dell’imbottigliamento. Accoglie goloso porgendo le dolcezze di vaniglia e di nocciole gentilmente tostate, ma rapidamente aggiunge una decisa articolazione minerale  che ricorda arenaria e selce con riflessi affumicati, insieme al frutto deciso sia di pesca e cedro che di frutto della passione e mango, con respiri floreali e di pepe bianco. Freschissimo, sapido ha tessitura continua di stile progressivo non tagliente, riprende la dolcezza per evolvere sul frutto sempre più agrumato e i minerali ricchi di salgemma.

Cantina Andriano Doran Chardonnay

Andrius 2019
Alto Adige Sauvignon Blanc Doc
14% vol

La fermentazione si svolge in acciaio a temperatura controllata e il vino poi matura sui lieviti per sei mesi: il 70% della massa in acciaio, il 30% in botte grande. Il frutto è nitido e marcato nel declinare uva spina, gelso  e melone bianchi, cedro che dialogano con sentori di melissa in foglia e fiore, di frangipani e sambuco, di menta e salvia, percorsi dalla mineralità di salgemma, da sentori di mandorla e nocciola secche. Diretto, fresco e sapido, crea una scia gustativa decisa e di buona succulenza. Coerente appena in bocca, evolve sui sentori minerali, salgemma in primis, conservando l’agrume dolce di cedro.

Cantina Andriano Andrius Sauvignon

Cantina Terlano

cantina rarity terlano
La cantina di maturazione dei vini Rarity

Terlaner I Grande Cuvée 2018
Alto Adige Terlano Doc
Uve: pinot bianco 65%, chardonnay 32 %, sauvignon 3%
14,5% vol

Le uve sono pressate a grappolo intero e il mosto chiarificato per decantazione naturale. La fermentazione in botti di legno da dodici ettolitri. Il vino poi effettua la malo lattica a matura sui lieviti per dodici mesi sempre in legno. Minerale di pietra focaia e tostato di pane, presenta subito una nota acuta di frutto che richiama nitido a melone e mela cotogna, con un’articolata speziatura di vaniglia, cumino, cannella, mentre si avvertono sentori di pasticceria soffice, si arricchisce il frutto e si arriva a cenni di gianduia… con una delicata nota di menta. Largo l’impatto, dotato di una tensione acido sapida succulenta e di un ritmo incessante che sulla progressione vitale riporta la ricchezza del naso con persistenza interminabile dai risvolti mentolati. Destinato a una lunga emozionante vita.

cantina Terlano terlaner I

Rarity 2008
Alto Adige Terlano Doc
Uve: pinot bianco 60%, chardonnay 30%, sauvignon 10%
Le uve sono pigiate a grappolo intero e dopo sedimentazione naturale il mosto ha fermentato in acciaio a temperatura controllata. La massa è passata poi in botti grandi per la malolattica  e la maturazione sui lieviti per un anno. È seguita la ulteriore lunga maturazione sui lieviti fini in serbatoi d’acciaio nell’ambiente della Cantina chiamato la “camera dei sogni”. Annata fresca e tardiva, con un ottimo autunno per un vino che dopo oltre dodici anni è entrato in una fase veramente emozionale che durerà molto.
Ha un piglio giovanile nel porgere aromi netti di melone, uva spina, frutto della passione percorsi da un tensione minerale di selce, gesso, salgemma, con florealità di frangipani, sentori di melissa e menta, toni di frutta secca, di pane anche vagamente tostato, insieme a note di pasticceria soffice al cacao… Al palato è fresco, sapido e avvolgente, una nuvola gentile e persistente sul palato. Straordinaria la lunghezza del retrolfatto che poggia su un equilibrio gustativo interminabile, arricchito dalla larga percezione minerali di salgemma e dal frutto davvero molto persistente. Da brividi oggi e chissà per quanto tempo ancora.

cantina terlano rarity 2008