Pinot bianco, varietà cult per Cantina Terlano

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Un incontro virtuale su Zoom ci ha consentito di degustare non solo la nuova annata di Rarity 2007 dove il Pinot Bianco si è esaltato nell’evoluzione, ma anche il Nova Domus e il Terlaner I, entrambi 2017, dove il vitigno è il protagonista principale

Di Giovanna Moldenhauer

Rudi Kofler e Klaus Gasser con il Terlaner Primo

L’enologo Rudi Kofler ha così introdotto la nuova Rarità: “Una prerogativa della Cantina di Terlano sono le cosiddette ‘Rarità’, ossia bottiglie speciali di vini bianchi invecchiati, maturati per almeno dieci anni sui lieviti fini all’interno di cisterne d’acciaio in pressione. Ciò che più affascina di questi vini è la freschezza sorprendente della loro giovinezza, un elemento che rende questo Pinot Bianco oltremodo avvincente, nonostante la sua veneranda età. È un vino che si presta alla perfezione per maturare a lungo in bottiglia. In questo vino come anche nelle annate del Vorberg riserva si evince che Terlano ha un terroir molto congeniale ai grandi vini bianchi e a questa varietà. Questa Rarità ne è senza dubbio una prova tangibile”.

È un doveroso tributo citare l’autore delle Rarità, Sebastian Stocker, ex enologo della cantina di Terlano dal 1955 sino al 1993, che decise di imitare l’esempio dei colleghi francesi cominciando così a far maturare più a lungo i vini sui lieviti fini. La prima annata in vendita è stata quella del Pinot Bianco 1979. Oggi, le annate migliori scelte per le Rarità si fanno prima affinare in botti di rovere per un anno, dopodiché si travasano in piccoli fusti d’acciaio da duemilacinquecento litri, dove rimangono da dieci a trenta anni, avendo così tutto il tempo per sviluppare sui lieviti fini tutti i loro aromi e la loro struttura complessa. Quando l’enologo ritiene che abbiano raggiunto il grado ideale d’armonia ed equilibrio, questi vini vengono imbottigliati, e fatti invecchiare per altri quattro-cinque anni prima di essere pronti per la mescita.

Klaus Gasser, direttore marketing e vendite, ha confermato che il vitigno è molto esigente in vigna dove è necessario controllare la sua vigoria e poi ha raccontato il processo produttivo di questo 2007. Le uve sono state raccolte ai piedi delle montagne tra i cinquecento e seicento metri di altitudine, da vigne di un’età media dai quaranta ai cinquanta anni. Dopo la vendemmia e la successiva selezione manuale sono state pigiate delicatamente a grappolo intero; la sfecciatura del mosto per sedimentazione naturale e poi la fermentazione lenta a temperatura controllata in cisterne d’acciaio. Il vino ha effettua la fermentazione malolattica ed è stato travasato in botti di legno grandi per maturare dodici mesi sui lieviti fini. Travasato nei serbatoi d’acciaio qui è resttoa ad affinare sui lieviti per undici anni.

Il secondo vino presentato è stato il Nova Domus Riserva 2017. Rudi lo ha presentato così: “É un uvaggio di pinot bianco al 60%, chardonnay 30% e sauvignon blanc. Questo Terlaner classico ricalca tutti i pregi della sua zona di produzione e si presenta come vino vigoroso, ricco di sfaccettature e impreziosito da note minerali. Esprime pienamente tutto il suo potenziale solo dopo molti anni d’invecchiamento in bottiglia”. Il pinot bianco è raccolto leggermente più maturo delle altre varietà da vigneti a cinque-seicento metri di altitudine, a quote tra i trecento e i trecentocinquanta metri le altre due varietà. I vini di ciascuna varietà hanno con una resa media di solo quarantadue ettolitri per ettaro. La vinificazione prevede una pigiatura delicata a grappolo intero e sfecciatura per sedimentazione naturale. La fermentazione è lenta a temperatura controllata in botti di legno grandi da trenta ettolitri. Pinot bianco e Chardonnay fanno la fermentazione malolattica prima di maturare per dodici mesi sui lieviti fini in botti di legno grandi; l’assemblaggio con il Sauvignon tre mesi prima dell’imbottigliamento.

Siamo ora alla presentazione e degustazione di Terlaner I Grande Cuvée 2017, sesta annata di questa etichetta. Per questo vino Rudi scrive: “Eravamo alla ricerca di una sintesi perfetta, espressione dell’anima più pura della Cantina Terlano. Un vino che rappresentasse pienamente la nostra secolare tradizione, che riunisse in sé l’eccellenza dei nostri migliori vitigni e dei cru più pregiati. La nostra ricerca ha raggiunto il suo scopo: Terlaner I Grande Cuvée”.

Dal 70% di pinot bianco, 27% di chardonnay e 3% di sauvignon blanc, raccolti in una selezione di vigneti, come per il Nova Domus, posti ad altitudini diverse e con una resa di circa tranticinque quintali per ettaro. La vinificazione prevede la pressatura delicata a grappolo intero, la chiarifica del mosto con una sedimentazione naturale a freddo. La fermentazione lenta avviene in botti di rovere da dodici ettolitri con fermentazione malolattica parziale a seconda delle annate e affinamento per dodici mesi sui lieviti nelle botti di legno tradizionali. L’assemblaggio è avvenuto a maggio 2019 in tank in cemento e l’imbottigliamento il successivo 30 agosto.

La degustazione

Alto Adige Terlano Pinot Bianco Rarity Doc 2007

Esordisce con un colore giallo paglierino chiaro, con tenui riflessi verdolini e una bella lucentezza nel calice. I profumi sono sorprendenti e sfaccettati dalla camomilla alla melissa, poi di albicocca disidratata e cacao. Ma non solo anche note di crosta di pane e pasta lievitata. Come ogni vino di Terlano con diversi anni sulle spalle il sorso è emozionante, morbido e potente, con un’acidità vigorosa e ancora sapidità. In bocca resta un gusto elegante, carico e di decisa profondità. Un vino pronto, godibile, ma che ha ancora tanto tempo per raccontare la varietà a chi potrà assaporarlo anche tra altri dieci anni.

 

Alto Adige Terlano Nova Domus Doc 2017

Ha una tonalità giallo chiaro con leggere sfumature verdoline. La struttura aromatica di questo storico uvaggio è ricca di sfaccettature. Dopo erbe e spezie, come anice, menta e salvia, ecco il l’articolazione fruttata, soprattutto di albicocca, mandarino, melone e frutto della passione. Il tutto impreziosito da note minerali e salate date dal contesto unico della zona di produzione. L’ingresso in bocca è complesso e strutturato, con un gusto cremoso e morbido che si contrappone alle note aromatiche e minerali, dando vita a una simbiosi accattivante che permane a lungo al palato. Un vino già profondo, ma che necessita ancora di alcuni mesi di bottiglia per esprimersi al meglio.

 

Alto Adige Terlano Terlaner Primo Grande Cuvée Doc 2017

Il calice di colore giallo paglierino brillante ci svela profumi complessi, dagli agrumi al pepe bianco, alle erbe aromatiche con a chiudere una delicata nota fumé. La sua eleganza e il suo eccellente equilibrio poggiano su una struttura importante e una tessitura raffinata, che gli conferiscono un carattere unico. La sua eccezionale persistenza non descrive solo una semplice piacevolezza, ma rappresenta soprattutto l’espressione più pura di un terroir minerale unico al mondo. Anche qui è insito nel vino un ottimo potenziale di invecchiamento di almeno dieci anni.

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Francesco D'Agostino

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