Venissa 2010, il grande bianco della Laguna

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Una storia nata dieci anni fa quando Gianluca Bisol iniziò il recupero di Venissa, la vigna dell’isola di Mazzorbo, a fianco a Murano, proprio nel cuore della laguna di Venezia. Un luogo suggestivo dove la vite è stata storicamente coltivata ed evidentemente abbandonata per ovvie problematiche logistiche ed economiche. Oggi Venissa è un vino, realizzato da un’uva tradizionale della Laguna, recuperata in alcuni campi, oggi finalmente tornata in produzione, la dorona. Un vitigno diverso e poco produttivo, un ambiente unico, un’atmosfera magica e poi il vino che poteva essere anche una cosa semplice, vista la dote e l’aura che si porta addosso. Invece il grande bianco, irripetibile, simile solo a se stesso. Un assaggio giocoforza condizionato, ma quando si ha il bicchiere davanti, dopo il primo sorso e poi il secondo e il terzo, non si pensa più alla magie dei luoghi perché è il vino che parla e chi è appassionato viene irretito dal calice. Un bianco intrigante, frutto della collaborazione di un enologo rossista che ha trattato le uve come fossero a bacca nera, Roberto Cipresso, e di un altro “prosecchista”, abituato a toccare le uve con la maggiore delicatezza possibile, Desiderio Bisol; due estremi che si ricongiungono in questa bottiglia preziosa, prodotta in 4.880 esemplari da mezzo litro.

Qualche dato tecnico: vigna di un ettaro, pianeggiante, con giacitura est-ovest su terreni lagunari, limoso-sabbiosi, poveri in scheletro e leggermente calcarei. Quattromila piante occupano la superficie, potate a Guyot; la produzione per pianta nel 2010, prima annata imbottigliata, è stata di 1,1 chilogrammi di uva. La fermentazione è stata svolta in vetro, con una macerazione delle bacche di 30 giorni. Il vino ha maturato 12 mesi in vetro.

Assaggio: di colore giallo dorato deciso, è subito coinvolgente al naso nelle articolate note minerali, con la cipria che accoglie, rinforzata da salgemma e iodio, bilanciate da dolcezze di nocciola secca e anche leggermente tostata e caramellata, fuse con toni di noce e mallo di noce, nespola, nocciolo di pesca, mela cotogna, pesca, pera poco matura e ancora selce, sesamo, miele e pandolce, tutto avvolto da un respiro floreale di fori di campo e camomilla. La bocca è morbida e avvolgente, di sapidità tattile, con la salinità che cresce instaurando un dialettica ritmata con la morbidezza, per un insieme dinamico e fresco che suscita gli aromi del naso in una veste più misurata, con decisi ricordi di uva e nespola, tutto di grande piacevolezza e complessità.

Per chi volesse assaggiare il vino, sono state ideate quattro serate, ciascuna per sole 25 persone: il 13 marzo da Claudio Sadler a Milano (Ristorante 2 Stelle), il 14 marzo Enoteca Pinchiorri a Firenze (3 Stelle – Chef Annie Feolde), il 20 marzo a La Pergola a Roma (3 Stelle – Chef Heinz Beck) e la serata finale il 19 aprile a Venissa, il magico luogo del vino e di una grande ristorante – promessa stella Michelin per il 2012 – con un menu creato dalla Chef Paola Budel.

Per prenotazioni: mailing@bisol.it – tel. 0423 904737 – cell 331 2664481 – www.venissa.it

venissa – Photo Paolo Spigariol
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Valentina Venturato

vventurato


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