Viaggi – Intervista al Presidente dei Bettoja Hotels “Restiamo aperti, lo dobbiamo a chi presta servizio a Roma”

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Quello del turismo è certamente uno dei settori più colpiti dall’emergenza COVID-19. Il 90% degli hotel del nostro paese sono stati costretti a chiudere, in linea ovviamente con le disposizioni istituzionali, ma alcune strutture hanno dovuto chiudere anche prima del LockDown per mancanza di prenotazioni.
Abbiamo intervistato Maurizio Bettoja, presidente del Gruppo Bettoja Hotels che raggruppa al suo interno tre hotels 4 stelle nel centro della capitale. Le tre strutture, con grande sforzo, sono aperte ovviamente in misura ridotta.
Queste le parole del presidente.

In percentuale, qual è la diminuzione del lavoro?

La diminuzione è altissima, intorno al 90 \ 95%; ovviamente lavoriamo in forte perdita, ma non abbiamo mai chiuso in quasi 150 anni e due guerre mondiali e abbiamo deciso di tenere duro e mantenere la nostra tradizione.

A chi è rivolto il servizio adesso? Chi prenota le stanze?

Si tratta di persone che per motivi di lavoro devono recarsi a Roma – abbiamo dipendenti delle FF.SS., funzionari del Ministero della Salute, e molte persone che alloggiavano in alberghi chiusi o che stanno tentando di rientrare nei paesi d’origine. Cerchiamo di continuare a dare un servizio necessario.

Qual è l’organizzazione interna  attualmente? Quanti dipendenti sono coinvolti, quanti sono ospiti negli hotel. 

Abbiamo un personale ridotto e proporzionato all’occupazione camere; cerchiamo di effettuare una turnazione per permettere a tutti di lavorare ed “attutire” la cassa integrazione. I clienti sono circa il 5% rispetto ai numeri normali. Attualmente sono aperti un piano per albergo, più il ristorante del Massimo d’Azeglio ma per i soli clienti alloggiati, che altrimenti non avrebbero dove prendere i pasti.

Come avete potenziato e diversificato le operazioni di igienizzazione e sanificazione delle stanze e degli spazi comuni?

Applichiamo attentamente le direttive governative con l’uso di mascherine e guanti, per tutelare sia i nostri dipendenti che i nostri ospiti; abbiamo predisposto barriere in plexiglas per gli addetti al ricevimento e cordoni distanziatori, sanifichiamo le superfici regolarmente e disinfettiamo con l’ozono le stanze di tutti gli ospiti in arrivo. Abbiamo distribuito cartelli informativi e dispenser di disinfettante per ospiti e dipendenti.

Quali sono i vostri programmi per quando si potrà tornare alla normalità? Pensate di mettere in atto un potenziamento o diversificazione dell’offerta?

Ci sarà una graduale ripresa dell’attività ricettiva, stiamo comunicando al mercato che siamo sempre operativi, riteniamo che la ripresa comincerà dalla clientela di lavoro e dal turismo interno italiano: abbiamo predisposto pacchetti primaverili ed estivi e tariffe e offerte speciali e flessibili. Seguirà la clientela orientale, mentre quella europea e statunitense avrà tempi più lunghi. Comunque tutto dipende dall’andamento del contagio e modificheremo o amplieremo le strategie secondo le opportunità e la situazione.

 

Di Valentina Venturato

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Valentina Venturato

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