Viaggio in Ciociaria mangiando in un’antica torre del 1100

Un antico edificio del comune di Sgurgula, dopo una profonda ristrutturazione, diventa ristorante di cucina ciociara e locanda con 8 stanze

La famiglia Recchia ha voluto recuperare un simbolo della storia del frusinate, la Torre Mola Colonna dimora medievale del 1100 che svetta nel piccolo borgo di Sgurgola. Oggi questo antico edificio, completamente ristrutturato nel pieno rispetto dell’architeuttura orignale, si chiama Locanda la Torre ed offre una proposta gastronomica che celebra la cucina di territorio ed i prodotti locali.

Viaggio in Ciociaria mangiando in un’antica torre del 1100

Frusinate: territorio ricco di storia e cultura

Certose e abbazie, borghi medievali, parchi naturali lussureggianti, cittadine ricche di storia, rocche, castelli, itinerari nella natura e una generosa tradizione enogastronomica. Quella del Frusinate è una terra antichissima e ricca di fascino, dove le radici contadine si intrecciano con la spiritualità e la storia; ed è qui che l’antica dimora medievale del 1100 – dove perlatro nacque Maria Righetti, madre dell’indimenticabile Alberto Sordi – diventa protagonista di un nuovo corso in cui accoglienza, gusto, storia e territorio si fondono per dar vita ad un grande progetto di ristorazione ma non solo. Questa torre, pur avendo accolto diverse “destinazioni” nel corso degli anni, alla fine ha patito l’abbandono ma grazie alla famiglia Recchia ed alla omonima holding di cui è titolare, si appresta a diventare un fiore all’occhiello della Ciociaria in fatto di ristorazione ed accoglienza grazie anche alle 8 camere in corso di finitura che presto saranno a disposizione di chi vorra fermarsi per la notte.

Viaggio in Ciociaria mangiando in un’antica torre del 1100

Tutta la quite della campagna

La location – che si sviluppa su due dei piani della torre medievale – si propone di ridefinire la funzione storica della locanda, con un’ospitalità attenta, autentica ed elegante e una cucina della tradizione che dà voce al territorio, perché realizzata con ingredienti locali e a km0 che sostengono le piccole economie di zona. Già varcando la soglia del ristorante – da una sessantina di coperti, che arrivano a cento con la bella stagione – ci si rende conto che il lusso più genuino risiede nella semplicità e nelle cose che regalano benessere. Gli interni, infatti, riflettono la quiete della campagna, grazie all’impiego di cromie avvolgenti e di materiali come il legno, che dialoga con le sfumature calde del marmo e della originale pietra medievale, mantenuta a vista sul pavimento. Il divano in pelle dai toni neutri, che corre lungo la parete principale del ristorante, aggiunge un tocco di esclusività all’ambiente, abbracciando l’ospite con eleganza. Tutti questi elementi si intrecciano con la luce che filtra dalle ampie finestre, donando all’ambiente e all’avventore una sensazione di quiete e armonia.

Viaggio in Ciociaria mangiando in un’antica torre del 1100

Il ristorante, la sala e l’accoglienza

Il ristorante celebra la cucina ciociara, con piatti di ricordo verace resi raffinati e che pongono il focus sulle tradizioni contadine locali. A dirigere la cucina ci sono gli chef Federico De Angelis e Antonio D’Antonio; il primo originario di Pofi (FR), classe 1986, Antonio invece è nato nella vicina Segni, classe 1969 con una lunga esperienza alle spalle maturata anche nei grandi alberghi della capitale, come Excelsior e St. Regis. Insieme a loro c’è la sous chef Maria Pontarelli, e tutti e tre hanno dato vita ad menu semplice e gustoso, lasciandosi ispirare dagli ingredienti locali. Fare rete e quindi lavorare con le grandi eccellenze del territorio chiamando a rapporto agricolotiri e allevatori della zona. Quali? L’azienda Scarchilli, con il suo Cacio di Morolo, Ara del Tufo per i salumi, Pellegrini per la carne e il pomodoro dell’azienda agricola Bracci. Insomma, una squadra di eccellenze per mettere in tavola una cucina generosa, come sa esserlo solo quella di campagna, che ha il sapore dei pranzi della domenica in famiglia.

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La proposta gastronomica: made in ciociaria e tutta da condividere

Andando al cuore della proposta, ci sono piatti “comfort” come Parmigiana di melanzane (che diventa zucca a seconda della stagione) servita nella cocotte, come da tradizione; Panino Ciociaro, variante fast e gourmet della storia agricola locale, disponibile solo a pranzo e comunque in stagione visto che è farcito con salsiccia e broccoletti. Un pasto unico, accompagnato da chips fatte incasa. Bella anche l’idea di portare in tavola piatti pensati per essere condivisi, così come accade nei pranzi in famiglia o tra amici quando è lo spirito conviviale a farla da padrone. Per questo tutti gli antipasti sono pensati per essere messi al centro e degustati con gli altri commensali, come nel caso dell’immacabile selezione di salumi e formaggi locali ma anche la pizza con la porchetta, già da tagliata a spicchi pronta per essere gustata. Tra i primi piatti è d’obbligo assaggiare i Fini Fini o “Maccaruni”, una pasta all’uovo antichissima tipica della Ciociaria il cui nome ne richiama la fattura. Sono delle fettuccine sottili e finissime, queste della Locanda vengono realizzate da un pastificio di Aquino (altro grazioso borgo ciociaro) e vengono servite con un semplice sugo al pomodoro. A seguire, Polpette al sugo ma anche pollo con i peperoni o agnello alla scottadito. Chiusura in docezza affidata a dolci classici ed intramontabili come il Tiramisù. costata con marmellata di visciole e biscottini ciociari da “pucciare” nella crema al mascarpone. Il bere si sceglie da un’ampia carta dei vini, curata dal sommelier Del Monte, che raccoglie più di 150 referenze tra etichette regionali e grandi vini italiani. Conto a persona per un pasto completo: circa 45 euro, esclusi i vini.

Locanda La Torre
Via Cascata Sul Fiume Sacco SP 154 100
03010 Sgurgola (FR)
Tel. 0775.1362028
www.hotellocandalatorre.com