Tenuta di Trinoro 2021, il primo di Benjamin Franchetti
La 25a edizione del primo vino aziendale esce a 33 anni dalla fondazione dell’azienda da parte di Andrea Franchetti. Verticale di 5 annate
Per la prima volta il vino simbolo dell’azienda, che ne porta il nome in tutto il mondo, esce senza il contributo del fondatore, Andrea Franchetti scomparso proprio a fine 2021. È frutto di un lavoro maniacale in vigneti fitti e con potatura corta, posti in Val d’Orcia, non lontano da Sarteano, tra 400 e 620 metri di altitudine. Questa cuvée di vini, realizzati con uve differenti, prendeva e prende corpo dopo un periodo di maturazione di ciascun vino in purezza e dopo la realizzazione di un mosaico, mai uguale a se stesso nelle diverse annate, in cui la visione, le scelte e quindi il contributo del proprietario è essenziale.

Di padre in figlio
Per la prima volta questo processo non ha visto al timone Andrea, ma il figlio Benjamin. Classe 1987, ingegnere, ha avuto modo di accompagnare molte volte il padre nelle scelte aziendali, sin dal 2015, ottenendo con la 2021 un risultato eccellente e sorprendente che la sua passione spiega così: “È come se l’anima di mio padre vivesse nelle uve che la compongono, e questo mi rassicura”. In verità Benjamin ha manifestato una piena capacità di prendere le redini dell’azienda, grazie anche a un team che vede nell’enologo Lorenzo Fornaini, in azienda dal 2018, una delle colonne portanti. “Sono chiari lo stile e la qualità che cerchiamo – continua Benjamin -. Ogni anno mettiamo sul tavolo circa cinquanta vinificazioni diverse. Non ci sono ricette predefinite: solo l’annata e il terroir”, in cui la variabile uomo, aggiungiamo noi, ha un peso sostanziale per arrivare a creare un vino sempre eccezionale e mai uguale a se stesso, con capacità evolutive fuori dal comune, che ne fanno durare veramente a lungo la fase emozionale, quando ogni sorso suggestiona.

La degustazione
Il Tenuta di Trinoro è figlio della passione di Andrea Franchetti per Bordeaux, dove decise di studiare il vino a fine ani Ottanta. Su quel modello piantò le uve bordolesi a Trinoro, partendo da cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot e petit verdot, dando però nel tempo più spazio al cabernet franc e a merlot, già da qualche anno unici protagonisti del vino.

2021
Uve: merlot 60%, cabernet franc 40%
Numero bottiglie: 8.590
Annata precoce e poi caratterizzata da gelate combattute con accensioni di candele in vigneto, poi calda e siccitosa, tanto da dover ridurre le rese, e nel finale fresca e vitale. Fermentazione in acciaio, maturazione in barrique per 8 mesi e poi affinamento della massa in vasche di cemento e imbottigliamento a maggio 2023. Estroverso e accattivante di frutto inchiostroso, con pasticceria, tratti vegetai e di tabacco chiaro, per un insieme gioioso e goloso che evolve fiorito in contrasto con le spezie scure. Bocca già distesa, setosa, bilanciata, succulenta e invitante, di grande vitalità. Grande l’equilibrio che dà l’impressione di voler durare per sempre.
2020
Uve: cabernet franc 92%, merlot 8%
Numero bottiglie: 6.000
La pioggia ha caratterizzato le stagioni, salvo agosto che è stato molto caldo e siccitoso, poi scirocco e pioggia in settembre fino a un cambio repentino verso il fresco nella seconda metà. Condizioni che hanno fatto emergere la forza del cabernet franc. La vinificazione è equivalente al 2021, ma la maturazione in bottiglia è stata maggiore, oltre un anno. È intenso e garbato di frutti neri e rossi con tratti fioriti, in contrasto con grafite, inchiostro e pepe di Sichuan, e toni agrumati, seguiti da uno sviluppo ancora floreale e ciprioso. Bocca succosa e compatta, vitale e salina, dal tannino setoso e generoso, più scura del naso.
2015
Uve: cabernet franc 50%, merlot 36%, cabernet sauvignon 10%, petit verdot 4%
Numero bottiglie: 8.400
Annata bilanciata, con il caldo concentrato solo nel periodo di crescita delle viti. Mai siccitosa e caratterizzata da temperature in agosto, settembre e ottobre particolarmente fresche. Una situazione perfetta. Vinificazione equivalente alla 2021. Leggiadro e gioioso di frutto polposo, prima rosso e poi nero, che arriva al nettare e alle confetture. Respiri fioriti dolci che arrivano ai fiori bianchi, con pasticceria soffice anche al cacao ed elegante speziatura. Bocca vitale, avvolgente, ritmata, raffinata e coinvolgente, lunga e coerente, meno avvenente del naso, tutta finezza. Veramente importante.

2013
Uve: cabernet franc 50%, merlot 33%, cabernet sauvignon 13%, petit verdot 4%
Numero bottiglie: 7.200
“Annata fredda, ma serena e con poca pioggia. L’uva è stata sana, dura, con pochi zuccheri, di acidità alta, ma matura”, usando le parole di Andrea Franchetti. Vinificazione equivalente alla 2021. Esprime profondità accattivante nella fusione dialettica tra frutti, spezie, pasticceria e fiori, ancora ben presenti. Goloso nel porgere il frutto articolato, percorso da vaniglia, cannella e nuance di salsa di soia, con crostate, tratti di petali appassiti e nette note di bacche di mirto. Bocca vivace e salata, di dinamica travolgente, succosa, meno golosa del naso, percorsa da una percezione di arancia e mirto, mentre il naso ora porge golosità di salame al cioccolato e praline. In forma strepitosa.
1998
Uve: cabernet franc 80%, cabernet sauvignon 10%, petit verdot 10%
Numero bottiglie: 12.000
Seconda annata prodotta di questo straordinario vino. È figlia di un inizio stagione perfetto tra temperature medie e umidità. Poi un ondata di fresco a giugno ha decisamente ridotto la generosità iniziale dell’annata. Ribaltamento totale ed è arrivato il caldo africano, con punte altissime, durato fino al 20 agosto. Tanto che sono state innaffiate tutte le piante, bloccate dal caldo. Ulteriore cambio, con fresco e un po’ di pioggia, e le piante pronte a ripartire, fruendo del bel tempo per arrivare a una vendemmia durata tutto ottobre. Qui si usavano ancora lieviti indigeni per la fermentazione. Goloso e profondo, è avvenente e gaio di frutto rosso dolce, anche in nettare, con pasticceria alla frutta secca, rosa appassita, pepe, grafite e pan pepato, percorsi da respiri balsamici, mentre scopriamo crostate e scorza d’arancia caramellata. Bocca salina e compatta, viva e vitale, di ritmo incalzante e grande eleganza, lunga nella progressione di chiaroscuri in cui emerge frutto e grafite. Emozione.