Il Granaro – Osti per passione
Da otto anni, a Magliano Romano, un verace locale a conduzione familiare, propone la sua cucina tradizionale e gustosa non priva di ricercatezza e interessante anche nel prezzo
Qualche volta anche a noi che facciamo questo mestiere va di sederci a un tavolo per il semplice piacere di farlo, senza preoccuparci di recensire alcunché. Ed è proprio con questa intenzione che, reduci da una piacevole passeggiata fuori porta, abbiamo varcato la soglia de Il Granaro a Magliano Romano. Attratti forse dalla grande targa “Esercizio consigliato dal Parco di Veio”, apposta a fianco dell’ingresso, e dall’estrema semplicità del dehors, abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a un indirizzo semplice sì, ma non uno qualunque. E, una volta all’interno, ecco la conferma nell’allestimento curato delle tre semplici salette, caratterizzate dalla presenza alle pareti di alcune belle foto del paese all’inizio del Novecento.

Del servizio si occupa Giulia validamente affiancata dal padre Adolfo, appassionato di salumi e formaggi, al quale si deve l’interessante proposta che avrete modo di assaggiare nei trionfali antipasti, imperdibile rassegna del meglio offerto dalla produzione nazionale. Un autentico trionfo di cui ricordiamo, tanto per citare, la finocchiona, la lombatella al finocchietto, la mortadella di maiale e cinghiale al 50%, la bresaola di Angus e gli ottimi salamini anche di Chianina. Non meno degni di nota i prodotti caseari, tra cui spiccano delle piccole sfere di ricotta ovina di rara freschezza, un erborinato di capra prodotto da una piccola azienda della Tuscia e affinato nei frutti di bosco, nei cereali o nel fieno, uno stravecchio sempre di capra, ma della Val di Sole e di rara saporosità nonché un formaggio misto al tartufo in cui il tubero esplode in tutto il suo gusto e profumo.

Ai fornelli, sovrintende mamma Loredana, casalinga fortunatamente strappata al focolare domestico otto anni fa, quando la famigliola decise di intraprendere la non facile strada della ristorazione. Ed ecco è un’altra cosa sorprendente di questo piacevole posticino: l’assoluta naïveté dei tre, che nella loro non facile impresa hanno investito tutta la passione di cui sono capaci. Riuscendoci appieno, almeno stando a giudicare dai piatti che vi vedrete arrivare in tavola. Noi, ad esempio, abbiamo assaggiato dei notevolissimi strangozzi zucchine, guanciale e conciato romano, formaggio tra i più antichi, prodotto nell’Alto Casertano già al tempo dei Romani e oggi diventato Presidio Slow Food, e dei non meno eccellenti gnocchi al ragù di pecora, perfettamente in linea con la tradizione locale da sempre legata all’allevamento degli ovini, come attesta del resto anche l’antico nome del paese: Magliano Pecorareccio.

Altra specialità della casa sono l’ottima carne, i funghi porcini di cui Adolfo fa scorta in stagione per poterli poi servire anche al di fuori del periodo e il tartufo uncinato, reperibile anch’esso per gran parte dell’anno. Va sottolineato, poi, il fatto che qui non si usano soffritti, ma soprattutto né aglio né cipolla. Tuttavia, i sapori ci sono tutti e questo la dice lunga sulla qualità della materia prima e sull’abilità della cuoca. Anche la carta dei vini stupisce, in termini di varietà e livello della proposta, incentrata com’è su etichette per lo più italiane con giusto qualche incursione all’estero, sempre in ragionato abbinamento con i piatti della casa. Il prezzo medio si aggira intorno ai 30 euro.

La visita (effettuata il 5 febbraio 2025), la degustazione e l’articolo sono stati elaborati con il contributo di Henry Ross e Clarita.
Osteria Il Granaro
Piazza Principe di Piemonte, 11 – Magliano Romano
Da martedì a sabato: 12,30 – 15/20 – 22,30; domenica solo a pranzo. Chiuso domenica sera e lunedì.
Tel. 347 5937823