Il 33esimo Mondial des Vins Extrêmes a settembre in Valle d’Aosta
L’unico concorso di vini da viticoltura eroica a Sarre il 20 e 21 settembre. Cerimonia conclusiva a novembre al Forte di Bard
Come è noto il Mondial des Vins Extrêmes nasce per promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole isolane o montane, in forte pendenza o terrazzate, dove si coltivano soprattutto vitigni autoctoni. Il concorso è organizzato dal Cervim (Centro di ricerca, studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticoltura montana) in collaborazione con l’assessorato all’agricoltura e risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta e Ais – Associazione italiana sommelier sezione Valle d’Aosta, è inoltre patrocinato dall’Oiv – Organisation internationale de la vigne et du vin, oltre a essere autorizzato dal Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), facendo inoltre parte di Vinofed, la federazione che riunisce i grandi concorsi enologici internazionali.

Viticoltura estrema: patrimonio da tutelare e valorizzare
Anche quest’anno le apposite commissioni d’assaggio, composte ciascuna da 5 membri tra cui enotecnici, enologi, giornalisti e degustatori esperti, si riuniranno il 22 e 23 settembre in Valle d’Aosta per la valutazione dei vini e dei distillati in gara. La consegna dei riconoscimenti si terrà invece il 22 e 23 novembre durante Vins Extrêmes, salone internazionale dei vini da viticoltura eroica – rassegna nata per favorire l’incontro e la condivisione di storie legate alla coltivazione della vite in aree impervie – accanto a degustazioni guidate, laboratori del gusto, tavole rotonde e convegni. “Siamo fermamente convinti che la viticoltura estrema sia un patrimonio da tutelare e valorizzare, non solo per il suo legame con il territorio ma anche per il contributo alla biodiversità e alla sostenibilità. Il Mondial des Vins Extrêmes rappresenta un importante riconoscimento per i vignaioli che lavorano con passione in luoghi difficili ma di ineguagliabile bellezza, premiando il loro impegno e offrendo a ciascuno di essi opportunità di crescita e confronto – ha dichiarato nell’occasione il presidente del Cervim Nicola Abbrescia –. Siamo inoltre felici di svolgere la cerimonia di premiazione durante un evento che si conferma una fondamentale occasione di incontro ma anche una selezione di grande interesse per gli addetti ai lavori e per il pubblico di appassionati e curiosi”.

Sostegni concreti ai viticoltori valdostani
“Mi inorgoglisce pensare che sia la Valle d’Aosta a organizzare l’unico concorso al mondo dedicato alla viticoltura eroica e che sia la nostra piccola regione a sostenere un ente prestigioso come il Cervim. Quest’organismo svolge un’importante attività di ricerca e collabora con numerosi enti internazionali per la tutela e la promozione di vini preziosi, spesso provenienti da vitigni autoctoni, contribuendo a dare visibilità anche a piccoli ma coraggiosi e appassionati produttori – ha poi affermato Marco Carrel, assessore all’agricoltura e risorse naturali della Regione Valle d’Aosta –. Credo fermamente che il sostegno dato ai viticoltori valdostani sia stato concreto: l’Assessorato è intervenuto con misure e aiuti economici specifici indispensabili per permettere agli attori di questo settore di svolgere un ruolo centrale nel presidio e nella salvaguardia dei nostri versanti estremi e difficili, ma ha anche intessuto legami sempre più stretti con altre regioni italiane che condividono paesaggi e realtà simili alle nostre, anche nell’ottica di potenziare e ottimizzare le azioni e i progetti intrapresi dal Cervim a difesa e valorizzazione della viticoltura estrema a livello nazionale e internazionale. Il confronto avvenuto con i colleghi rappresenta un tassello importante per continuare a fare sentire la voce dei territori più disagiati e portare sui tavoli politici nazionali le nostre istanze”.

Il concorso
Ci sembra importante sottolineare che questo concorso ha visto crescere negli anni l’interesse da parte delle aziende e la media dei vini iscritti. Sono ammessi al concorso i vini di origine comunitaria Dop e Igp; possono partecipare inoltre i vini Igp provenienti dai Paesi terzi, nonché vini spumanti di qualità. Per i Paesi terzi sono ammessi i vini che rispettano le norme internazionali per l’etichettatura adottate dalla Oiv, ferma restando l’indicazione geografica.

I vini devono essere prodotti da uve di vigneti che presentino almeno una delle seguenti difficoltà strutturali permanenti: altitudine superiore ai 500 metri., pendenze superiori al 30%, sistemi viticoli su terrazze o gradoni, oltre a viticolture delle piccole isole.
I vini vengono divisi in 9 categorie:
- vini bianchi tranquilli annate 2024 (con residuo zuccherino fino a 6 g/l);
- vini bianchi tranquilli annate 2023 e precedenti;
- vini bianchi tranquilli semidolci (con residuo zuccherino da 6,1 a 45 g/l);
- vini rossi tranquilli annate 2023 e 2024;
- vini rossi tranquilli annate 2022 e precedenti;
- vini rosati tranquilli;
- vini spumanti;
- vini dolci (con residuo zuccherino superiore a 45 g/l);
- vini liquorosi.
Possiamo concludere che la particolarità del Mondial des Vins Extrêmes risiede principalmente nella varietà dei vini in degustazione, prodotti per lo più da vitigni autoctoni, caratterizzati da terroir che segnano in modo particolare i profumi e i sapori e che rendono questo concorso unico nel panorama enologico mondiale, richiamando l’interesse di numerosi esperti che ogni anno si candidano per le commissioni d’assaggio.
Photo @ Cervim