A Garbatella arriva Stecca: cibo, vino musica e condivisione
Nuovissima apertura in uno dei quartieri più autentici di Roma. Un locale in cui la condivisione diventa l'ingrediente principale
Garbatella si conferma essere uno dei quartieri di Roma più vivi e interessanti per l’offerta enogastronomica. Sono diverse le insegne che proprio in questo rione hanno aperto nel 2025, Osteria Sauli ad inizio anno ed anche Pizzeria Inferno giusto un paio di settimane fa. Alla lista di locali interessanti si aggiunge questo nuovissimo progetto nato da una coppia di grandi cuochi e amici, che hanno deciso di mettersi in gioco e lanciarsi in una nuova esperienza. Porte aperte da Stecca il nuovo locale di Flavio De Maio e Franco Franciosi.

Una storia di amicizia
Abbiamo anticipato nel titolo come nasce Stecca. Da un’amicizia profonda e da stima reciproca, quella tra Flavio De Maio e Franco Franciosi: due percorsi professionali distinti (De Maio viene dal mondo dell’informatica, Franciosi dall’architettura) ma allo stesso tempo due uomini che in età adulta hanno trovato nella cucina un approdo consapevole e totalizzante. Ed è proprio la maturità ed anche la solidità della loro amicizia che li ha spinti ad investire in un progetto comune concreto: Stecca è uno spazio di connessione e relazione dove cibo, vino, musica e parole rappresentano la trama nella quale gli ospiti trovano la loro dimensione. Insomma, una condivisione “ad hoc” ed è proprio in questa visione sartoriale che si colloca il significato di Stecca, espressione romana che significa condivisione “in parti uguali”. A Roma, tra amici si usa dire “ce lo stecchiamo” che indica certamente la divisione, ma anche la condivisione piena e paritaria di un’esperienza. Che è poi, la base sulla quale poggia ogni amicizia autentica proprio come quella tra Flavio e Franco. Nel progetto di Stecca, contribuiscono anche Daniela Franciosi sorella di Franco, che si occupa della carta dei vini e Marco Andreini, socio storico di Flavio De Maio già a Al Velavevodetto.

La scelta di Garbatella e il design del locale
Tra i rioni romani che, nel tempo, sono riusciti a mantenere intatta la loro autenticità c’è certamente Garbatella. Forse tra i quartieri più giovani, nasce infatti nel 1921, passa alla storia come la città giardino pensata per accogliere le famiglie di operai della vicina stazione ostiense; Garbatella dalle sue origini fino ad oggi appare come un quartiere che accoglie, coinvolge, ingloba. Qui ci si sente a casa anche se si arriva da un’altra zona di Roma o se, come spesso accade, si passeggia da turisti. “A Garbatella abbiamo ritrovato lo stesso spirito che ci ha guidati in tutto il progetto: il valore della condivisione e della collettività ” – racconta Flavio De Maio, che è nato e cresciuto proprio a Garbatella e dunque con Stecca intreccia la sua storia personale con quella del luogo, restituendo qualcosa a questa comunità. C’è invece la firma di Franco Franciosi nell’ideazione degli spazi di Stecca, il cuoco-architetto si è lasciato ispirare dai grandi designer degli anni ’50 e ’60 come Arne Jacobsen, Charles Eames, Le Corbusier. La sala principale accoglie 24 coperti con sedie in rovere naturale, c’è ovviamente un bancone in cui accomodarsi negli otto sgabelli omaggio agli arredi utilizzati dagli architetti negli anni ’50-’60 per lavorare al tecnigrafo. Il soffitto trae ispirazione dai quadri di Hopper pur lasciando spazio ad accorgimenti tecnici importanti, come l’alloggiamento dei sistemi fonoassorbenti. E in ultimo il pavimento, studio attento sulla memoria del quartiere con una interpretazione contemporanea della graniglia.

Cosa si mangia e quanto si spende da Stecca
La romanità di Flavio incontra l’Abruzzo appenninico di Franco, il risultato è una proposta in continua evoluzione. “Per me Stecca è un altrove creativo – spiega Franciosi – è l’incontro tra due mondi che amo profondamente: da un lato la montagna, lenta e silenziosa e dall’altro la metropoli, col suo battito vitale.” Il menu tra sala e bancone, segue due binari distinti ma complementari. In sala, c’è il menu del giorno in continua trasformazione che raccoglie una ventina di piatti che spaziano dagli 8 ai 16 euro per gli antipasti, dai 16 ai 24 euro per i primi, dai 18 ai 25 euro per i secondi, mentre i dolci si collocano tra gli 8 e i 12 euro. Al bancone tutto diventa ancora più dinamico, affidandosi all’improvvisazione e alla sorpresa del momento con un’offerta che prevede un numero variabile di assaggi: da tre a sette, con prezzi compresi tra 15 e 35 euro, a seconda del percorso scelto e della curiosità del momento. Bella la sezione dedicata ai piatti da “steccare” messi quindi al centro della tavola, sono tutte proposte per due, quattro o otto persone, con prezzi a partire da 20 euro. In tutta la proposta di Stecca, il pane assume un ruolo da protagonista, preparato ogni giorno secondo i principi della panificazione di Mammaròssa, in questo locale di Garbatella non è solo alimento, ma simbolo di legame: si spezza per essere condiviso ediventa elemento che unisce e accoglie.

Vino & Musica
La cura della carta dei vini è affidata a Daniela Franciosi, sorella di Franco e responsabile storica della cantina di Mammaròssa che per questa avventura romana ha dato vita ad una carta viva e dinamica. Il cuore è certamente l’Italia con un’attenzione particolare ad Abruzzo e Lazio, ma lo sguardo si apre anche oltre i confini nazionali, come la Francia e lo Champagne. Grande attenzione ai vini in mescita, pensati soprattutto per gli ospiti che scelgono il bancone, con una selezione che cambia nell’arco della settimana; la scelta del bere alla mescita è comunque a disposizione anche di chi è in sala. E in ultimo, ma certo non per importanza, parliamo della musica che da Stecca non è solo sottofondo, ma un linguaggio parallelo al gusto ed è protagonista dell’offerta del locale tanto quanto il cibo e il vino. Per garantire la migliore esperienza acustica, è stato progettato un impianto audio su misura, concepito come uno strumento musicale vero e proprio. Il sistema porta la firma di Rodolfo Angelosante, che si è ispirato ai leggendari Jazz Kissa giapponesi, ed opera in tri-amplificazione con amplificatori Lazzari in classe A ad alta corrente, garantendo dinamica e micro-dettaglio. In questo contesto, il bancone e la sala diventano palcoscenico e cassa armonica e la musica è ulteriore ingrediente della convivialità che caratterizza Stecca.
STECCA
Parla, mangia, ascolta, bevi
Viale Guglielmo Massaia, 28
00154 Roma
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