Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti

Complesso e non complicato, Hey French è un vino di grande piacevolezza. Profumato, non scontato, è facile da bere e da abbinare

Sorprendente fin dall’etichetta, “Hey French – You Could Have Done This But You Did Not” (Ehi francese, avresti potuto farlo tu ma non l’hai fatto), è il nuovo vino bianco dell’azienda Pasqua, con un nome un po’ tributo e un po’ sberleffo, e una grafica che ricorda i graffiti della street art.

Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti

Pasqua si trasforma in House of The Unconventional

Un vino che colpisce ancora prima della degustazione, grazie a questa grafica di grande impatto firmata è CB Hoyo, artista autodidatta di origini franco-cubane che trova nella rottura degli schemi, nella contestazione al mondo dell’arte di cui egli stesso fa parte e nella sperimentazione costante la sua cifra stilistica. Un approccio che non poteva non attirare l’attenzione della versione 2.0 dell’ azienda vinicola Pasqua, da quando infatti è entrata in campo la terza generazione di questa storica realtà veronese fondata nel 1960, è iniziato un benefico terremoto. L’amministratore delegato Riccardo Pasqua, insieme ai fratelli Alessandro (presidente di Pasqua Usa) e Andrea (head of business development) hanno dato vita all’immagine della nuova azienda Pasqua, intesa come House of The Unconventional: un laboratorio di ricerca e creatività con l’obiettivo di svecchiare coi fatti e non solo a parole, una concezione del vino fin troppo polverosa e datata.

Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti

La vigna sul Monte Calvarina

Il vino “Hey French” è un Igt, un bianco multi: multivintage perché si compone ogni anno di cinque annate e multivarietà, perché è un blend di garganega (in prevalenza), sauvignon blanc e pinot bianco coltivati in un piccolo vigneto di soli cinque ettari a Soave, a seicento metri metri di quota, uno dei suoi cru più famosi: Monte Calvarina, un vulcano spento (nella foto di apertura). “È stato il progetto che più ha cambiato il corso della nostra storia – ha raccontato Riccardo Pasqua durante una degustazione delle prime cinque annate tenutasi a Verona nei giorni scorsi -. Era il 2013 e volevamo far capire al mondo che eravamo un’azienda capace di fare anche un grandissimo vino bianco (i Pasqua finora sono stati famosi soprattutto per la loro produzione di vini rossi della Valpolicella, n.d.r.). Avevamo individuato sul Monte Calvarina la vigna che ci interessava, piantata a garganega, sauvignon blanc e pinot bianco. Ma come fare per distinguersi dagli altri?” È l’interrogativo di tutti i produttori, e alla fine ciascuno trova una sua risposta.

Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti
Vista del vigneto

Quel multivintage nato da un’ispirazione francese

I Pasqua, la loro risposta l’hanno trovata nello scardinamento di alcune delle regole più sacre, come quella che dice che un grande vino nasce solo da una grande annata o da un grande vitigno o da entrambi. Ispirati dai migliori Champagne che da sempre lo fanno e lo dichiarano, e da altri produttori di vini fermi che lo fanno ma non lo dicono, nel 2015 decisero di produrre un multivintage, mettendo insieme più annate, da tre a cinque, dei tre vitigni. Il risultato è un prodotto che è più della somma delle sue componenti: non un trio d’archi ma una piccola sinfonia, dove i musicisti non sono solo i tre vitigni, ma anche le differenti annate utilizzate. “L’etichetta è un omaggio ai francesi, dai quali abbiamo preso inspirazione – continua Riccardo Pasqua – ma anche una sfida”. Oggi questo bianco prodotto in venticinquemila bottiglie l’anno è diventato l’etichetta più identificativa di un’azienda che nel 2023 è stata premiata dal magazine Wine Enthusiast come la più innovativa di quell’anno: un riconoscimento che fino ad allora non era mai stato assegnato a nessuna cantina italiana.

Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti

Dall’inizio incerto al grande successo di oggi

E mentre la critica internazionale ha accolto con molto entusiasmo questo bianco fuori dagli schemi, i mercati inizialmente hanno reagito con un po’ di freddezza. Ma era solo questione di tempo: se le prime tre uscite di “Hey French” hanno richiesto un po’ d’impegno per essere capite, le successive sono terminate in pochi mesi. “È un vino che piace molto ai giovani sommelier, ai giovani ristoratori, ai giovani in genere, ed è appunto a loro che ci rivolgiamo”, ha concluso il manager. Che questa sia una strada vincente lo dimostra il fatto che il caso Pasqua sta facendo scuola anche presso altri produttori, in Italia e fuori. Il multivintage non è più un tabù, o qualcosa da applicare solo agli spumanti. “Noi volevamo riuscire a esprimere il carattere del terreno vulcanico del Monte Calvarina, ma l’imprevedibilità del cambiamento climatico ci rende sempre più difficile interpretare le singole annate – ha spiegato l’enologo Carlo Olivari -. Con l’approccio multivintage smitizziamo la centralità dell’annata e la restituiamo all’altro grande protagonista di un vino, il terroir”.

Hey French di Pasqua, il bianco che non ti aspetti

La degustazione

“Hey French” Quinta Edizione
Veneto Bianco Igt
Nel bicchiere colpisce il colore dorato scuro, al naso si avvertono gli agrumi gialli e rossi, note tropicali di ananas, fiori di camomilla, erbe di campo e odori dell’orto (salvia, foglie di pomodoro). In bocca è cremoso, succoso, fruttato con una vena di freschezza salina e una bella rotondità. Molto pulito e persistente nel finale, è un vino che si abbina con facilità a quasi ogni piatto, perché ama la compagnia del cibo.