Trento Extra Brut
Spazia dalle note floreali a quelle minerali passando per il frutto e la pasticceria soffice da forno. In bocca è appena più teso e verticale, a nostro avviso per la recente sboccatura. Da proporre su un crudo di baccalà con pepe rosa.
- Annata sa
- Denominazione Trento Doc
- Uvaggio chardonnay
- II fermentazione bottiglia
- Alcol 12.5
- Voto 3.5
- Produzione 11200
- Prezzo (€) 18.00
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Degustazione
Nel calice mostra un colore paglierino chiaro attraversato da bollicine di bella finezza. Approccia la prima fase con leggiadri riconoscimenti floreali di mughetto e glicine, che subito sono raggiunti dai toni di panificazione, pan di Spagna con bagna e di frutta secca. Le rinfrescanti note agrumate ricordano l’arancia, il kumquat e il cedro, tutto anche nella veste di gelatine. Al loro fianco ritroviamo il melone e la pesca bianchi, la pera, la mela e la susina, mentre tutto è attraversato da sentori di fieno e toni minerali di gesso e selce. Il sorso è già abbastanza bilanciato, con la sapidità e l’acidità appena in evidenza, ma la sboccatura dell’anno in corso fa presagire maggiori equilibri futuri. Ne risente leggermente il retrolfatto, che ripropone le note tostate e un frutto più croccante, per poi chiudere con gli agrumi e il tono minerale.
