A Proposito del Gusto, 50 Dissertazioni sul cibo e sul vino

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In libreria il nuovo lavoro di Ernesto Di Renzo, antropologo all’Università di Roma Tor Vergata

Si parla molto di cibo. Basta fare un po’ di zapping e, inevitabilmente, si incrocerà qualche trasmissione dove si spadella, si gareggia a base di mousse e stracotti, ci si inventa piatti strani per la cui realizzazione sarebbe consigliabile l’apporto della Nasa, salvo poi urlare “Houston, abbiamo un problema”.

E anche in libreria, a fronte del dato oggettivo che in Italia si legge sempre meno e sempre peggio, i volumi dedicati alla cucina sono tra i pochi che mantengono un discreto livello di vendite. Come in tutte le cose, alcuni di questi testi sono francamente inutili, altri galleggiano in uno stagno di mediocrità, pochi emergono sul serio e risultano meritevoli di un’attenta lettura.

Tra questi spicca “A proposito del gusto”, di Ernesto Di Renzo, che già cattura con il sottotitolo: 50 dissertazioni sul cibo e sul vino, dal fare quotidiano al coronavirus. Lo si legge di un fiato, nemmeno fosse un romanzo, perché cattura l’attenzione e offre una prospettiva sul cibo e sul vino, ma essenzialmente sull’assunzione degli stessi, originale e intrigante. Il merito, oltre che alla casa editrice Cinquesensi che ha creduto nel progetto, va ascritto certamente all’autore. Ernesto Di Renzo è un abruzzese delle montagne, come lui stesso tiene a sottolineare, trapiantato da anni a Roma per motivi di lavoro. Di Renzo, infatti, è antropologo presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ricerca e approfondisce i significati culturali che l’uomo costruisce intorno al cibo e agli infiniti modi in cui decide di mangiarlo. Le sue lezioni sono, per gli studenti, un importante momento di approfondimento su un tema spesso trattato in modo superficiale.

“I gusti e il modo di mangiare non hanno a che vedere solo con la lingua, le papille gustative, il cervello e, naturalmente, con il bisogno di nutrirsi – spiega Di Renzo – altrimenti mangeremmo tutti le stesse cose e nell’identica maniera. Va piuttosto approfondito il modo in cui gli uomini caricano gli alimenti, i piatti e lo stile di assunzione di significati culturali e di valori immateriali. Senza dimenticare come l’atto di mangiare non sia mai stato per il Sapiens un atto finalizzato unicamente alla sopravvivenza, quanto piuttosto una pratica volta a dare pienezza di contenuti al suo essere e volersi sentire umano”.

Ed è proprio questo il percorso che Di Renzo propone nel suo volume che viaggia tra la passione che gli Islandesi nutrono per la carne putrefatta dello squalo elefante e quella che i Giapponesi manifestano per il fogu, il famigerato pesce palla la cui costosissima degustazione, sotto forma di sashimi, ha ogni anno un costo rilevante sia in termini di yen che di vite umane. Un vero e proprio viaggio nel gusto che affronta temi come la naturale avversione che spesso si prova nei confronti di certi alimenti che pure costituirebbero la base di una sana alimentazione, fino ad addentrarsi su temi attuali, come i flussi di acquisto e le modalità di consumo che hanno caratterizzato questo periodo dolorosamente segnato dal Covid-19.

Il professor Di Renzo, nelle 176 pagine del suo saggio, ci conduce per mano alla ricerca delle ragioni dei molti modi in cui le persone si rapportano al cibo e al consumo dello stesso. Modi originali, spesso curiosi, talvolta addirittura pericolosi, che rivelano quanto i gusti siano differenti in rapporto alle epoche storiche e alle latitudini geografiche. Confermando il celebre detto “De gustibus non disputandum est”.

 

A Proposito del Gusto, 50 Dissertazioni sul cibo e sul vino è in vendita su Amazon.it al prezzo di 20 Euro

 

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Francesco D'Agostino

editor


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