Anima di Marramiero in verticale

La vera indole delTrebbiano d’Abruzzo

 

Anima di Marramiero in verticale

Il più diffuso dei vitigni italici, nelle declinazioni presenti nelle varie zone della penisola e altrove, il trebbiano è sempre stato sinonimo di produzione di quantità, di vini di poca personalità, ma assolutamente corretti. Non si deve dimenticare che il trebbiano, con il nome di ugni blanc, è l’uva che dà origine a uno dei distillati più famosi del globo, forse il più nobile, il Cognac, frutto della distillazione di un vino neutro perché tale è stato sempre considerato il vitigno. È evidente che la declinazione abruzzese del trebbiano sia profondamente diversa da quella della Charentes, anche se nella realtà dei fatti la grandezza del vitigno si misura dalla tavolozza di vini che il mercato propone: sulle colline abruzzesi esiste una gamma larghissima di prodotti, dai più semplici, frutto di produzioni da guinness dei primati in campo enologico, che superano di gran lunga i 300 quintali di uva per ettaro di vigna, ai più complessi. La cosa che sbalordisce è che i vini da battaglia, quelli da produzioni folli si possano ancora chiamare tali, fatto assolutamente desueto nel campo delle uve da vino che oltre certe produzioni per pianta non riescono a fare grado. Detto questo, andiamo a scoprire cosa sia in grado di fare un Trebbiano d’Abruzzo di qualità, frutto di una vinificazione in bianco semplice, che non prevede legno. Infatti, nel campo dei grandi Trebbiano da botte si è già dimostrato moltissimo e Marramiero stesso propone un vino molto noto, Altare, di cui è stata più volte verificata la longevità, valore ormai incontestabile di questa eccellente etichetta.

L’emozione di AnimaAnima di Marramiero in verticale

La prima annata commercializzata del Trebbiano d’Abruzzo Anima è stata la 1995 e curiosamente nasce dopo l’etichetta più importante dei tre bianchi aziendali conformi alla Doc, l’Altare. “Il progetto nasce dopo quello di Altare – spiega Antonio Chiavaroli, direttore dell’azienda -. L’uva raccolta per Altare proviene da un vigneto che ha più di 45 anni di vita. La qualità è straordinaria con rese molto basse, in quanto un vigneto di questa età riesce a raggiungere un equilibrio perfetto con il terreno e l’ambiente circostante. Visto che il nostro progetto prevedeva la produzione solo di un numero limitato di bottiglie di Altare, che è un vino barricato, abbiamo incominciato a vinificare l’uva eccedente in acciaio ottenendo dei risultati straordinari. Quindi, l’annata successiva siamo andati avanti con quest’altra tipologia a cui è stato dato il nome Anima”. A questo punto Antonio non può non soddisfare la nostra curiosità riguardo il nome, piuttosto importante: “È molto semplice, da quella vigna si ottiene una resa in uva molto bassa e quindi è come se avessimo voluto cogliere solo l’anima di quei pochi acini”. Dicevamo che l’azienda propone tre Trebbiano d’Abruzzo e il terzo, il più semplice, fa parte della linea Dama, caratterizzata da un rapporto qualità prezzo particolarmente vantaggioso, ed è nato insieme all’Anima. Tre vini legati in modo indissolubile da un unico progetto qualità. “Le uve che producono Anima e Altare provengono dalla stessa vigna ormai di oltre quarantacinque anni mentre il Dama proviene da vigneti più giovani con delle rese più alte”, chiarisce Antonio Chiavaroli. Sì, un vigneto di quarantacinque anni a tendone e niente più potremmo dire, perché non ci sono segreti particolari, “salvo” un’attenzione maniacale nel gestire l’uva al fine di mantenerne la totale integrità. È un bianco tutto acciaio che fruisce del controllo della temperatura; unico passaggio diverso dalla classica fermentazione in bianco è la macerazione delle bucce con il mosto per ben ventiquattro ore a 10 °C, un processo che potrebbe  lasciare nel vino dei segni negativi se le uve non fossero perfette e a maturazione veramente ottimale, cosa che un tal vigneto riesce a garantire. Insomma, un vino senza legno che manifesta una longevità insolita, diffusa a latitudini nettamente più alte, ma assolutamente poco frequente in Italia centrale.

Anima di Marramiero in verticale

Il racconto dell’assaggio che vi stiamo proponendo giunge evidentemente a questa conclusione ma le spiegazioni di una così inaspettata, almeno per noi, longevità sono da identificare: “I motivi sono molteplici – riprende Antonio Chiavaroli -, quali le caratteristiche geologiche del terreno composto da un medio impasto tendenzialmente argilloso, la sua esposizione a nord est, gli oltre quarantacinque anni di età del vigneto, l’attenzione per la coltivazione con il nutrimento naturale che diamo ai nostri filari, una produzione limitata dei grappoli per pianta, la nostra professionalità e la maestria dell’enologo (Romeo Taraborrelli,ndr) con il quale interpretiamo insieme, ogni anno, cercando di preservarlo, ciò che la natura con tanta generosità ci mette a disposizione; il vero segreto è proprio quello di assecondare la natura e di essere il meno invadenti possibile”. C’è da aggiungere che tutti i vini aziendali si caratterizzano per una longevità particolarmente marcata, dai più semplici (la linea Dama può letteralmente lasciare a bocca aperta assaggiando vecchi millesimi)  al più nobile, il Montepulciano d’Abruzzo Dante Marramiero, che l’azienda ha deciso di commercializzare almeno dieci anni dopo la vendemmia (si trova sul mercato il 1998). Una dote del genere non può essere evidentemente casuale specialmente quando la si riscontra in un vino come l’Anima che non è il top di gamma. “Il nostro obiettivo – riprende Antonio – è stato sempre di esaltare l’eccellenza della produzione dei vitigni autoctoni abruzzesi, montepulciano e trebbiano prima di tutto a cui si è aggiunto adesso il pecorino. Eravamo certi che, viste le caratteristiche delle nostre vigne dovute all’età, al terreno, al microclima tra il Gran Sasso, la Maiella e il mare Adriatico, se avessimo mirato all’eccellenza in vigneto, assecondando e rispettando la natura e lasciando le rese basse, saremmo riusciti a ottenere dei prodotti emozionanti, sia con affinamento in acciaio che in legno. L’obiettivo quindi, fin dall’inizio, è sempre stato quello di lavorare per produrre degli ottimi vini che dessero emozioni e che fossero espressione della nostra terra, con la consapevolezza che solo da una grande vigna in un grande territorio si possono ottenere dei simili risultati”. E riferendosi in particolare ad Anima, “ce lo aspettavamo fin dall’inizio che tutta quella complessità potesse emozionare nel tempo; e ancora adesso, ogni volta che facciamo una degustazione di annate precedenti, nonostante siamo consapevoli di andare a trovare quelle caratteristiche nel bicchiere, per noi è una nuova emozione”.

Anima di Marramiero in verticale

La degustazione

L’assaggio si è svolto nella sala degustazione aziendale, alla presenza di Enrico Marramiero, proprietario dell’azienda e Antonio Chiavaroli. In genere non amiamo effettuare questo tipo di degustazioni con i proprietari per non subire alcun tipo d’influenza. Al di là della gentilezza proverbiale dei padroni di casa che hanno effettuato i loro assaggi in totale silenzio, il loro atteggiamento per nulla di circostanza, ma abbandonato totalmente alla passione, quel trasporto che accomuna chi produce a chi consuma con cuore e ragione, ha reso la degustazione serena, consentendo una discussione finale alla ricerca del migliore e di quello che invece non poteva  dare di più. Insomma ciascuno ha vissuto in silenzio le proprie emozioni, che abbiamo confrontato a fine carrellata.

Come sempre però, riportiamo solo i nostri appunti senza dilungarci troppo sulle connotazioni cromatiche perché i vini hanno rispettato perfettamente la legge dell’età, partendo da un giallo luminoso con riflessi verdolini fino ad arrivare al giallo oro. Altra informazione tecnica, i vini riportavano tutti in etichetta la gradazione di 13,5% di alcol in volume e oggi il Trebbiano d’Abruzzo Anima è proposto in circa quarantamila bottiglie per millesimo. Per chiudere, un’informazione ludica di servizio; se andate in cantina da Marramiero (accoglienza è garantita) vale la sosta, a dieci minuti di macchina, il ristorante Poggio del Sole a Pianella (tel. 085972233, www.alpoggiodelsole.it) dove potrete mangiare della carne alla brace “da urlo”, godendovi per cominciare un calice di Anima, premiandovi poi con il top della casa, il grande Monteulciano Dante Marramiero

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ANIMA 2009

Disponibile e irruente

Giovanissimo e subito loquace, è fresco e intenso di macchia mediterranea, caratterizzato da agrumi (cedro e arancia), salvia, mela, pera e ananas, con tracce di gelso e sfumature di menta, tutto avvolto da floreali di acacia. La bocca è fresca, di bel passo salino/minerale, buona struttura, non ancora perfettamente amalgamata nell’insieme, ma già lunga nella fusione  di agrumi e macchia, con intriganti note di basilico. Un vino che dichiara un grande potenziale evolutivo.

ANIMA 2008

Equilibrio e grande piacevolezza

Il naso è lusingato da un bel blend di fiori, macchia mediterranea, spezie accennate e frutto, con quest’ultimo declinato nei vari aspetti, fresco, in gelatina, candito. Pera, mela, pesca, arancia, cedro, nespola, melone,… e poi nocciola e mandorla, vaniglia, con una garbata nota di fiori d’acaica e sfumature minerali a legaree fondere l’insieme. L’amalgama olfattivo si ripropone a livello gustativo in un contesto dinamico, fresco e salino, lungo di frutta e macchia, con sentori di mandorla, acacia e miele.

ANIMA 2007

Seduzione

Affascinante per una mineralità che non si deve cercare e che si manifesta in varie forme fino ad arrivare a sfumature di idrocarburi. Ma non manca tutto il resto, dal cedro all’ananas, con arancia, gelso, sambuco e ancora floreali di acacia, anche appassita e sotto forma di miele, mandorla, nocciola e dolci alla crema pasticcera. La bocca è vivacissima, croccante, di struttura media e grande progressione e lunghezza fruttata e minerale con suadenti sfumature mellite.

ANIMA 2006

Pieno e profondo

Ha subito un approccio tostato, ma poi il timone passa alla frutta secca, con l’acacia, il cedro, l’ananas, l’arancia e il miele, tutti sfumati da complessi toni minerali di ardesia, con cenni di grafite. Un vino che ammalia man mano che se ne scopre il bouquet. In bocca è equilibrato, sempre fresco e salino, doti che lo rendono capace di grande evoluzione in bottiglia.Non si smentisce al retrolfatto, dove è espressivo ma più fresco e caratterizzato da un minerale più “chiaro”, di grande persistenza.

ANIMA 2005

Coinvolgente e salino

Non si nasconde e attacca subito con dei sentori di miele millefiori che dominano al primo approccio, poi propone note di distillato di prugna e si allarga al cedro, maturo e candito, alle mineralità di selce e arenaria, dotato di un bel frutto di ananas e pera, con accenni golosi di pasticceria alla crema. La bocca è morbida, suadente, fresca e molto salina, tale da sostenere ritorni fruttati di ananas e agrumi percorsi da nette impronte minerali, con sentori di frutta secca al miele, confetti di mandorle e nocciole.

ANIMA 2004

Pieno e nel pieno della sua vita

Netto il suo stile fatto di un naso articolato, intenso, profondo e coinvolgente, in grado di proporre tostature, floreali d’acacia, miele e un grande frutto, sfumato da erbe aromatiche, come salvia e timo, fino a  declinare pancarré e pandolce. Il frutto è fresco e candito di ananas, cedro, pera, pesca, gelso e arancia, con nocciola e mandorla, ardesia e selce. La bocca non è da meno, è piena, progressiva, equilibrata earticolata, profonda, lunga e di grande soddisfazione.

ANIMA 2003

Un vino che non t’aspetti, ancora

in piena forma, capace di sedurre

Toni di pane tostato si fondono con idrocarburi per poi liberare cedro, ananas, arancia, acacia appassita, selce, mandorla, grafite, con belle striature di macchia mediterranea. La bocca non tradisce le difficoltà di un’annata bollente grazie a una dote salina smodata, perfettamente amalgamata alla struttura importante, per un insieme complesso che invita al riassaggio. La mineralità è come uno scrigno che libera il frutto fresco, candito, disidratato e secco, sempre accompagnati da miele e floreali appassiti.

ANIMA 2002

Una bocca da manuale, sensuale e fin troppo invitante

Ha naso dolce di miele e caramella mou, con note di zafferano, sentori tostati, mineralità scure e poi cedro candito e in marmellata, arancia matura e in caramella, pompelmo e pasticceria da forno. In bocca è largo, avvolgente e coinvolgente, pieno ed equilibrato, in grado di sviluppare un retrolfatto complesso e profondo che ripercorre i temi del naso con grande persistenza.

ANIMA 2001

Goloso, coinvolgente, coerente e armonioso

Intenso, molto dolce e minerale, unisce miele, idrocarburi, cedro candito e mandorlain confetto in un insieme accattivante. La mineralità declina selce e ardesia, si avverte l’arancia, anche in marmellata, il sambuco, l’uva passa e il melone bianco che descrivono un insieme di grande dinamica, percorso da fragranze di pasticceria da forno. La bocca è morbida, calda, di buon equilibrio e grande ritmo, sostenuto da un tratto salino importante, in grado di giustapporsi all’alcol, formando un insieme di bella piacevolezza, sintesi di miele, idrocarburi e cedro. E il cerchio si chiude.

ANIMA 2000

Un vino veramente vivo, dalla salinità prorompente

È intenso e dall’appeal subito tostato che rivela poco dopo la mineralità articolata, ma incentrata sugli idrocarburi, sfumata da miele, cedro in gelatina, ananas, pera, nocciola e mandorla. La bocca è equilibrata, morbida, viva, sapida, dinamica, calda, dolce di miele, fresca di cedro, golosa di mandorla e nocciola, dai tratti decisi di selce e idrocarburi. Di grande progressione e lunghezza grazie al bel supporto salino che dà impulso e vitalità alla carica fruttata.

ANIMA 1999

Accattivante e coinvolgente, undici anni tutti in sensualità

Intenso, dolce di ananas, pera, pesca e gelso, freschi, passiti e in confettura, con cedro candito, mandorla e nocciola, secche e tostate, vaniglia, acacia appassita, miele, selce sfumata da cenni di grafite, toni di panificazione e di pane tostato. La bocca è morbida, salina, un po‘ calda, ma ancora di grande piacevolezza, in un mix di mineralità complessa, frutto candito, tostature e spezie,non larghissimo ma veramente molto lungo.