Franciacorta Barone Pizzini

Barone Pizzini: ecco il Rosé Brut

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Barone PizziniDegustazione Barone Pizzini Rosé Brut

È l’eredità conquistata in oltre centoquaranta anni di ricerca, impegno, fatica, studio e preoccupazioni. Di origine asburgica, il capostipite è il barone Giulio Pizzini Piomarta Von Thurberg, la famiglia giunge nel 1870 a Rovereto e fonda l’Amministrazione Agricola Barone Pizzini, già allora organizzata con criteri all’avanguardia. In seguito è il barone Edoardo Pizzini Piomarta Delle Porte che la iscrive al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Brescia. Oggi l’azienda è diretta con maestria da Silvano Brescianini e nella proprietà sono entrati, da inizio anni Novanta, imprenditori bresciani del mondo del vino.

Convinti assertori che al centro dell’azienda devono essere posti le persone, l’ambiente e il territorio, già dal 1998, precursori in Franciacorta, iniziano la sperimentazione della viticoltura biologica, certificazione che poi arriverà a distanza di soli tre anni. Negli anni Duemila l’azienda esce dai confini della Franciacorta e acquisisce terreni in Toscana, a Scansano, e nelle Marche, a Maiolati Spontini, ma anche in questo caso non prescinde dal rispetto della natura e dei suoi cicli, tant’è che nella tenuta marchigiana di Pievalta, Demeter certifica le uve da viticoltura biodinamica. Oggi la Barone Pizzini scrive nelle sue etichette, con giustificato vanto, “Residuo Zero” perché nei suoi vini non c’è traccia di diserbanti chimici o pesticidi di sintesi. Neanche la costruzione della cantina (2006) è sfuggita alle rigide leggi del rispetto dell’ambiente e quindi sono stati utilizzati legno e pietra, istallati pannelli fotovoltaici, sistemi naturali di condizionamento e fitodepurazione delle acque, una cantina che “… come i vigneti che la circondano, si nutre di ciò che il cielo e la terra le danno”, come amano asserire.

Provaglio d’Iseo, Corte Franca, Adro e Passirano ospitano le venticinque particelle che compongono i quarantasette ettari vitati di proprietà. Dislocate a un’altitudine media di due- cento metri, le vigne hanno quindici anni di vita, eccezion fatta per quelle desti- nate alla produzione del Satèn e del Bagnadore, che in questo caso hanno circa venti anni. Quanto al Franciacorta Rosé, è frutto della vinificazione di acini ancora interi che sono pressati sofficemente, poi il mosto è posto a fermentare in vasche inox, mentre la maturazione avviene parte nei contenitori d’acciaio e parte in barrique. Dopo la presa di spuma, questo Franciacorta affina sui lieviti per trenta mesi, sei in più di quanto imponga il disciplinare. Anche questo frutto di sapienza ed esperienza.

FRANCIACORTA ROSÉ BRUT DOCG 2009
12% vol – € 24,00
Uve: pinot nero
Bottiglie prodotte: 20.000
www.baronepizzini.it

Sboccato a marzo 2013, è di taglio “maschile” e di bella personalità nel rivelarsi lentamente e di grande piacevolezza; la bocca è fine e manifesta tutta la sua giovinezza. Di un bel corallo intenso con perlage sottile, al naso mette in evidenza la componente fruttata di ciliegia e visciola, raccontando ancora di ribes nero, sfumato da cenni di rosa, macchia, articolate note minerali di scisto, selce e cenni di ardesia e ancora delicate tostature di pandolce all’uva, prugna, mandorle e nocciole secche. Bocca fresca, dotata di bella cremosità, giocata sull’eleganza e sostenuta dalla componente acido-sapida che accompagna l’assaggio. Subito il frutto rosso del naso poi vincono i toni agrumati, di macchia e le intense note minerali.

Intrigante abbinamento con croissant di mazzancolle.

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