Cantine Bonsegna a Nardò (Le)

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“Negli ultimi 40 anni non ricordo un giorno senza essere stato anche solo un minuto in cantina o in vigna” è così che inizia la nostra chiacchierata con Alessandro Bonsegna che dal 1980 è a capo dell’ omonima azienda di famiglia.
La cantina Bonsegna si trova proprio nel centro di Nardò, piccolo comune salentino in provincia di Lecce, nella strada che porta verso il mare.
Alessandro ha continuato il lavoro iniziato nel 1964 da suo papà, Primo Michele.
Ma visto che di questa realtà vinicola salentina ve ne vogliamo raccontare la storia, allora partiamo dall’inizio.
Era il dopo guerra e il secondo conflitto mondiale in Italia era passato come un uragano distruggendo tanti, troppi centri abitati. Come Nardò per esempio in cui la ricostruzione era necessaria, le case erano quasi tutte rase al suolo e serviva il tufo per ricostruirle e così il signor Primo insieme a due suoi fratelli fanno di necessità virtù e con grandi sacrifici acquistano delle macchine per l’estrazione del tufo.
Un lavoro duro, di fatica e di sudore ma che diede loro ottimi ricavi e la possibilità di decidere di chiudere definitivamente con l’estrazione nel 1966, quando il settore era in netto avanzamento ma serviva un rinnovo generale dei macchinari che i fratelli decisero di non sostenere. Peraltro, proprio qualche anno prima uno dei 3, perse la vita in quelle cave e forse fu un ineluttabile segno del destino che questa esperienza doveva necessariamente chiudersi.
Dicevamo un lavoro duro ma che nel 1964 diede a Primo – e a suo fratello – anche la possibilità di acquistare questa bella vigna nel cuore del loro paese, vigna che aveva ed ha una importante caratteristica quella cioè di non essere mai stata abbandonata. Inizialmente l’uva, come accadeva un pò per tutti nella Puglia di quegli anni, veniva conferita ai grandi gruppi vinicoli di tutta Italia ma le cose iniziarono decisamente a cambiare nel 1974 quando il signor Primo riscattò interamente la cantina acquistando le quote dei fratelli e iniziò ad imbottigliare a nome Bonsegna.
Sarà di qualche anno dopo – primi anni 80 – l’arrivo in azienda di Alessandro. O meglio, tornando all’incipit iniziale… ecco cosa ci racconta lui stesso “da ragazzino, a 10, 12 anni, dopo scuola passavo a casa per mangiare e poi subito in cantina. Mi portavo i libri, studiavo lì e tra un compito e l’altro vendevo il vino sfuso. D’estate c’era la vendemmia ma quella era la fase finale di un lavoro che iniziavamo a maggio.” Il signor Primo aveva seminato tanto nella sua vita, fatto sforzi, raccolto i frutti del suo impegno e aveva voglia di allentare la presa, di delegare. Alessandro era il figlio più piccolo, gli altri avevano preso la loro strada che non era quella dell’azienda di famiglia e sperava profondamente di poter passare il testimone al suo ultimo genito. “Dopo il diploma mio padre mi chiese quali intenzioni avessi, quando gli dissi che l’università non era tra i miei programmi ha quasi tirato un sospiro di sollievo… non perchè non gradisse che continuassi gli studi! Ma perchè voleva un pò staccarsi dall’azienda e da tutti gli impegni che essa comportava ed io ero la sua ultima speranza.”
Aveva vent’anni o poco più Alessandro quando entrò definitivamente in azienda, il papà non lo lasciò solo fu al suo fianco fino al 2000 quando proprio tra quei filari perse la vita a causa di un infarto.
Oggi la Boninsegna si sviluppa su 20 ettari di terreno vitato e produce oltre 150 mila bottiglie divise per 13 etichette, fa molta vendita i cantina e sul territorio nazionale è presente soprattutto localmente. Buona anche la rete di distribuzione estera che vede le etichette Boninsegna in Francia, Belgio, Svizzera e Olanda. Da poco anche in Canada.
La cantina è sempre al centro di Nardò, ma Alessandro grazie anche al prezioso supporto della moglie e delle figlie ha avviato un lungo processo di ristrutturazione iniziato alcuni anni fa e conclusosi recentemente. Oggi infatti c’è una bellissima sala degustazione con annessa una cucina professionale dove si organizzano eventi e degustazioni guidate.
Prima di congedarci chiediamo ad Alessandro quali sono i programmi per il futuro ” adesso e per qualche anno a venire mi godo i risultati della ristrutturazione. Abbiamo una cantina bellissima, di cui vado fiero. Però certo… a pensarci bene mi piacerebbe incrementare ulteriormente i nostri terreni vitati, acquistandone di nuovi. Vedremo!”
Di Valentina Venturato
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