#noinoncifermiamo La risposta del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano all’emergenza COVID19

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Di Valentina Venturato


Il Pecorino Romano DOP – la cui produzione avviene per il 97% in Sardegna e il restante 3% tra Lazio e la provincia di Grosseto – è ad oggi il formaggio ovino più prodotto e consumato in Italia ma anche il più esportato all’estero. Un giro di affari e di occupazione professionale che non si sono mai arrestati, neanche durante questi mesi in cui l’emergenza COVID19 ha imposto uno stop generale a tutto il paese.

La produzione non si è mai arrestata, un messaggio di resistenza e di ottimismo che il Consorzio di Tutela del Pecorino Romano DOP ha voluto trasmettere attraverso l’hashtag #noinoncifermiamo ed un video che sin dall’inizio dell’emergenza ha raccontato la voglia di continuare, di lavorare, di creare che ha coinvolto tutta la filiera del Pecorino Romano DOP. “Nei caseifici abbiamo continuato a lavorare ininterrottamente, con tutte le misure di sicurezza, sia per assicurare la produzione del nostro prodotto, sia per garantire che tutto il latte versato venisse lavorato. Adesso, nella fase della ricostruzione, serve ancora solidarietà fra i produttori, che devono lavorare assieme affinché un eccesso delle produzioni di pecorino romano non diventi un nuovo problema nel prossimo futuro”, sottolinea il presidente del Consorzio Salvatore Palitta.

In questi mesi però sono profondamente cambiate le abitudini alimentari degli italiani e quindi approvvigionamento che hanno preferito il Pecorino Romano DOP stagionato, in grado di mantenersi più a lungo a discapito di quello fresco la cui produzione è drasticamente crollata per questa ragione ma anche a causa della chiusura dell’HoReCa e dei mercati rionali, dove il prodotto fresco è fortemente posizionato. Problema non da poco per tutti quei piccoli caseifici specializzati nella produzione del fresco che in questo momento non avrebbero potuto sopportare il carico economico del ritiro e della trasformazione del latte. Ma che non sono stati lasciati soli dagli altri consorziati “si è innescato un forte moto di solidarietà nel comparto, con i caseifici produttori di pecorino romano che sono corsi in soccorso dei piccoli produttori dei prodotti freschi da tavola e si sono fatti carico anche del latte a loro destinato, trasformandolo in pecorino romano” spiega Palitta.

Banche, governi e regione: necessario il loro intervento per l’immediato futuro.
E’ tempo di pensare al futuro e dopo l’intervento garantito del tutto volontariamente dai produttori di pecorino romano, il Consorzio sollecita l’intervento delle Banche e delle Istituzioni, ovvero Regione e Governo. “Il nostro auspicio è che il sistema bancario si renda disponibile a sostenere i magazzini destinati alla lunga conservazione, per limitare l’immissione nel mercato di esagerate quantità del prodotto. Ed è contemporaneamente indispensabile che la Regione finanzi la produzione di pecorino fresco da destinare agli indigenti. In questo modo si ottengono tre risultati: si sostiene la ripresa della produzione del fresco, si aiutano famiglie bisognose e si crea un meccanismo virtuoso che, grazie all’impiego del latte in modo differenziato, assicura equilibrio al mercato.” Infine, specifica Palitta – “in questo momento è indispensabile rafforzare il sistema impresa, che affronterà un mercato che non è più quello conosciuto finora. Dobbiamo essere forti, creare un’aggregazione dell’offerta per poter entrare e farci valere in un sistema internazionale dove ogni Paese tenderà a proteggere e valorizzare il consumo di prodotti interni”.

Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano
Corso Umberto I, 226
08015 Macomer Nu (Italy)
Tel: +39 0785 70537
Fax:+39 0785 72215

 

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Valentina Venturato

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