Da Turbacci la quarta cotta per La Zia Ale

Entrata Birrificio Turbacci

L’ispirazione per la quarta cotta de La Zia Ale è nata dalla ciambella a cancello, in dialetto ciammella a cancellu, una sorta di pane rituale aromatizzato all’anice, tipico della gastronomia tradizionale di Mentana, comune laziale alle porte di Roma, dove oltre al noto Museo Nazionale Garibaldino ha sede l’ottimo birrificio Turbacci uno degli 8 soci birrai dell’Associazione Birra del Lazio, ABI Lazio, promossa e sostenuta da Assobirra, Arsial e Coldiretti Lazio.

Come abbiamo raccontato nell’articolo sulla seconda cotta della Zia Ale (Cucina&Vini n 126, ancora in edicola) all’associazione, nata all’inizio dell’anno e presieduta da Leonardo Di Vincenzo, hanno aderito 8 microbirrifici (Atlas Coelestis, Birra del Borgo, Birradamare, Free Lions, Itineris, Mister Malto, Turan, Turbacci) e 2 malterie (Saplo e Agroalimentare Sud). Tutti i soci si sono impegnati con uno speciale disciplinare a produrre insieme una collaboration beer, La Zia Ale, una birra collettiva, a tracciabilità regionale, da fare di volta in volta, presso ciascun birrificio associato, ognuna con un ingrediente “particolare” per caratterizzare il birrificio produttore.Da Turbacci la quarta cotta per La Zia Ale

La prima creata da Leonardo di Vincenzo (Birra del Borgo) a Borgorose, ovviamente con la collaborazione degli altri 7 soci, aveva oltre al minimo garantito di materie prime regionali (malto e cereali) un mix di misticanza, mandorle e puntarelle, la seconda prodotta da Birradamare ha sfidato con successo la potenza aromatica del rosmarino e dei carciofi di Fiumicino, mentre la terza creata a Tuscania nel birrificio Free Lions con 3 varietà di luppolo coltivato dall’Università della Tuscia, si è arricchita del sentore delle foglie di alloro.

Da Turbacci la quarta cotta per La Zia AleEd oggi, 18 maggio, nel bel brewpub di Mentana, dove la sala cotte si affaccia su un terrazzo pieno di rose, Giovanni Turbacci  insieme con i figli Marco e Stefano, con la collaborazione dei soci, qualche amico, e la piacevole presenza del direttore di Assobirra, Filippo Terzaghi,  ha brassato la sua versione della Zia Ale con l’aggiunta di avena non maltata, anice stellato e finocchietto selvatico, ripercorrendo il ricordo delle settecentesche ciambelle a cancello di Mentana… Non vediamo l’ora di provarla…fra circa due mesi!