Eastside Story – La birra artigianale Made in Lazio

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Ogni birra una storia, una suggestione, un diverso piacere. Eastside, il noto birrificio laziale, non sbaglia un colpo. Grazie a un birraio talentuoso e creativo, buona capacità imprenditoriale e un simpatico e dinamico team, compatto e affiatato come una squadra

di Henry Ross

Tra i birrifici di punta del Lazio, Eastside, cavalca la scena birraria dal 2015 con un proprio impianto produttivo a Latina, dopo aver vissuto alcuni anni come brewfirm. Fin dalle prime birre brassate in collaborazione con altri ha dato prova di costanza, personalità, fantasia e maturità brassicola da far invidia. Ora, in soli tre anni, il birrificio quasi fatica a star dietro alla richiesta, visto l’assortimento di proposte, una più attraente dell’altra, che stanno conquistando consensi anche all’estero. Tutto è cominciato diverso tempo fa con le sperimentazioni casalinghe di Luciano, birraio per hobby e per passione, dal momento che la sua professione è un’altra, ma profondamente innamorato degli stili anglosassoni, dopo un illuminante viaggio a Dublino.

Dal primo kit in casa alla brewfirm

Il lungo allenamento da homebrewer, confortato dal confronto con un mondo di birrai e appassionati – un universo con linguaggi e regole proprie dove costa fatica entrare ma che poi si rivela complice e generoso – che gli ha permesso di mettere sempre più a fuoco la sua idea di birra, legata soprattutto a stili d’oltreoceano, ale su tutti, che non impiega troppo tempo a interpretare in modo suggestivo e personale con l’aiuto dell’amico e socio Tommaso. Come sempre succede in questi casi, le birre di Luciano girano tra amici e parenti mentre la trama del destino compie un altro passo importante quando l’amico di vecchia data, Alessio, imprenditore nell’ambito delle energie rinnovabili, assaggia le birre e, scoprendo le potenzialità del mondo craft, con le sue capacità professionali comincia a spingere e lavorare per dare struttura diversa a sogni e passioni. Nasce dalla loro antica amicizia anche il nome del birrificio, che ricorda i tempi in cui giocavano nella Virtus, giovanile di basket di Latina, e avevano dato il nome Eastside a un gruppo di tifosi. Le sperimentazioni nel frattempo non si fermano e nemmeno il gradimento sempre in crescita, tanto che si decide di appoggiarsi a un birrificio per la produzione delle birre come brewfirm. Un primo step per verificare le creazioni di Luciano. La scelta cade sul birrificio Malto Vivo (in provincia di Benevento) allora guidato da Luigi Serpe, un birraio di grande esperienza, che collabora con Luciano all’uscita sul mercato delle prime Eastside. Indimenticabile la prima Soul Kiss, un’American pale ale, ancora in produzione, che riscuote subito un incoraggiante successo in festival, eventi, e anche nei pub. Seguita dall’immortale Ipa, Sunny Side, poi dalla Sweet Earth, e dalla Six Heaven, una ispirata e fantastica Ipa al cocco tostato. Durante questo periodo “gipsy” i soci, che sono diventati cinque con l’entrata di Cristiano e Fabio, (il primo si dedica alla logistica e il secondo alla contabilità) si stringono attorno a un progetto sempre più definito, puntando a produrre birre legate alla tradizione ma “mai banali”, come amano definirle, ovvero dotate di originalità e improntate a una forte caratterizzazione aromatica, prodotte in bottiglia e in fusti così da arrivare un po’ ovunque, in enoteche, pub, ma anche sulle tavole di ristoranti.

 

Statale 148, nuova sede…

Il 2015 è quindi l’anno della svolta e i nostri amici aprono il loro bel birrificio a Latina sulla Statale 148 Pontina al civico 134. Tra Latina e il Circeo. Una strada assolata che annuncia il mare, la stessa solarità che regalano molte delle birre Eastside, sensazioni di gioia e freschezza. Uno stabilimento ampio e ben organizzato, ordinatissimo, con impianto in bella vista, che al momento produce milleseicento ettolitri annui con una sala cotta da quindici ettolitri, e una simpatica tap room, in via di completamento, tutta realizzata in materiale riciclato. Si susseguono lavori per ampliare le prestazioni, vista la crescita della domanda e l’inesauribile fantasia del birraio. Il birrificio ha tutto quel che serve per una lavorazione puntuale e pulita in ogni fase della lavorazione, come piace a Luciano, che insieme alla vivace creatività è dotato anche di precisione quasi maniacale. Ha imparato tutto da solo e a sue spese, passo dopo passo, errore dopo errore, successo dopo successo, spinto dalla sola passione e da una buona manualità, anche se può dedicare alla sua amata birra solo parte del suo tempo. Forte dell’esperienza maturata sul campo, degli insegnamenti del bravo Luigi Serpe e dei continui confronti con il pubblico e con i birrai anche stranieri, riesce ad alimentare la sua preziosa e personalissima sorgente interiore che continua a zampillare gioiosa. Così l’ispirazione arriva nei momenti più strani, mentre passeggia e sente una strana fragranza, o magari attraverso il profumo gourmet di una saponetta… o altro, come succede a chef o nasi di tutto il mondo, la birra è pur sempre una ricetta che nasce da emozioni e regala emozioni, se si sa lavorare bene. Inutile sottolineare la cura nella scelta delle materie prime, Eastside non si accontenta di scorciatoie ma punta al massimo. E fa bene. La produzione si basa su un numero di birre classiche più o meno sempre in carta, circa dieci, più quattro stagionali e un numero variabile di speciali. vengono prodotte in bottiglie da trentatre e settantacinque centilitri e in fusti (keykeg) da venti o trenta litri, che è la produzione principale.

 

…e nuova immagine

La squadra ben affiatata e motivata lavora con impegno e il progetto è sempre più puntuale e comunicativo, in perfetta simbiosi con la veste grafica, che nelle abili mani dell’art director Roberto Terrinoni è diventata un tutt’uno con il mood del birrificio. Etichette d’impatto, attraenti e ricercate, come sogni che si svelano pian piano. Ci si perde a osservare particolari e scoprire i messaggi in ogni etichetta, che sono legati al nome della birra, alla tipologia, agli ingredienti e alla riconoscibilità. “Ho sempre desiderato progettare etichette per vino o birra”, racconta Terrinoni che qui sembra aver trovato la chiave giusta, estremamente simbiotica e fidelizzante. Le etichette elaborate con la tecnica del collage sono piene di suggestioni che si intrecciano una all’altra e che creano un continuum con il ritmo delle sensazioni offerte dalle birre, che viaggiano dalla materia all’emozione senza soluzione di continuità. Forte il rapporto con la terra e con il territorio nel racconto grafico della Sweet Earth, dolce terra, una brown ale dai sentori caramellati, resinosi, appena affumicati e minerali, dove le mani che una donna affonda nella terra diventano radici e intorno spuntano piante di luppolo e altro. Oppure la Route 148, che è la Statale Pontina che collega Roma a Latina rappresentata da due mani una che abbraccia il Colosseo e l’altra che si addentra nelle paludi, sempre per restare legati al territorio. Altro affascinante storytelling rappresentato da un luminoso faro a indicare il doppiaggio di una boa per BearAway, nome che si riferisce a una manovra che si effettua in nautica, scelto da due dei soci velisti, per indicare il cambio di rotta quando è stato avviato il birrificio. Splendida l’esplosione che ricorda l’estate e i suoi paradisi, rappresentata in etichetta dal surfista che vola sulle onde e dalla noce di cocco tostato presente nel brassaggio della SixHeaven, la stessa sensazione che cattura e seduce il palato.

 

Grande squadra verso il futuro

Ogni birra è una sorpresa e un racconto diverso, così Eastside si è posizionato in un tempo relativamente breve tra i migliori birrifici italiani, grazie al binomio costanza qualitativa e fantasia. Una mano riconoscibile che fabbrica e disegna e una visione produttiva senza tentennamenti, per non parlare dell’entusiasmo e della freschezza con cui tutto il team del birrificio partecipa a eventi, fiere, rassegne e via dicendo. La fila alle spine è spesso imbarazzante. E non mancano di arrivare premi e riconoscimenti. Nell’ultima Guida alle Birre d’Italia 2019 (Slow Food Editore) è stato assegnato il riconoscimento di “Grande Birra” (ovvero di grande valore organolettico, da non perdere) a FumoLento, la stagionale dedicata all’inverno, una porter in stile baltico, nera e misteriosa, con evocative note affumicate e tostate, morbida e vegetale, seduttiva, dolceamara, con il suo onirico veliero in etichetta prepara al viaggio verso l’inverno… Da gustare magari fumando un sigaro. Nella precedente edizione della Guida (2017) il riconoscimento di Grande Birra era andato a SeraNera, una romantica e incisiva dark ale dalla sapiente luppolatura, come tutte le birre di Eastside d’altronde, con note di tostatura e agrume, che non stanca mai; altra caratteristica del birrificio è che riesce a mantenere la sua cifra stilistica lanciandosi anche negli stili e nelle creazioni più particolari, una pregiata alchimia, quando il luppolo scorre nel sangue. Sono in realtà una trentina le etichette create e c’è ancora tanto da dire e da fare, per accontentare la richiesta. Non sempre è facile trovare le birre nei locali, per questo gli appassionati seguono “le rotte” dei fusti e delle bottiglie su facebook o nei negozi specializzati, oppure il calendario degli eventi in giro per l’Italia. Nel frattempo l’irrefrenabile e simpatico Luciano ci ha anticipato che sta lavorando a una Ipa extra brut e un’insolita white Ipa brassata con frumento non maltato e luppolatura americana. Quali affezionati tifosi della squadra vincente, restiamo in curiosa attesa… anche dell’apertura della tap room sulla assolata Route 148.

 

Birre Eastside nel bicchiere

SoulKiss
5,5% vol
Un bacio dell’anima è la promessa di questa Apa color ambra chiaro, con riflessi aranciati, leggermente velata con schiuma bianca, fine e persistente. Cattura il naso con sensazioni fruttate di pesca, albicocca, bergamotto e frutti tropicali, con fragranze di pane biscottato e adorabili toni balsamici e resinosi. Leggera, beverina, amara quanto basta per essere perfetta.

SunnySide
7% vol
Di ispirazione Ipa, oro velato nel bicchiere sotto un cappello di spuma bianca, compatta e tenace. Subito agrumato il naso (arancia e pompelmo), esplosivo e solare, come vuole il nome, si evolve in note di frutto tropicale e cereali. Secca e fresca in bocca, vivace e sostenuta, con ricordi di malto e note amare raffinate e ben calibrate, come la vena alcolica, a testimoniare la precisione musicale del birraio che armonizza le sensazioni secondo uno spartito ben definito.

SweetEarth
6%
La dolce terra è una american brown ale, color bruno con riflessi rubino e cappello di schiuma “cosmic latte” (il beige lattiginoso dell’universo), con naso intenso e generoso di nocciola, agrumi, tostature, liquirizia e caramello, con lievi percezioni affumicate. Minerale e pastosa in bocca, con corpo adeguato ma non esagerato, che lascia spazio a una lunghissima chiusura amara.

BereNice
4,6%
Gioco di parole che rimanda al nome della moglie di uno dei soci, ma anche alla piacevolezza del bere. Una witbier elegante e invitante, chiara e velata nel bicchiere con una bella spuma bianca che fa pendant. Agrumi anche in zeste e frutti tropicali, su sensazione di cereali, per un naso accogliente e fresco con lievi note di coriandolo. Corpo agile, voluttuoso e tattile di piacevole bevibilità, che conferma l’omaggio del nome.

 BearAway
5,8%
Interpretazione di un antico stile americano, il California common, che si basa su una particolare lavorazione dei lieviti, per questa birra a bassa fermentazione che segna l’importante passaggio nel 2015 di Eastside da brewfirm a birrificio. Color ambra tenue nel bicchiere, con fine schiuma beige. Note inconsuete di legno e resina con spunti di caramello, fragranze di pane e toni fruttati di prugna. Una beva interessante, equilibrata, con finale amaricante.

 SeraNera
6,5%
Cascadian dark Ale è lo stile di riferimento per questa notte di stelle e luna, omaggio alla canzone omonima di Tiziano Ferro, nato a Latina, dove Eastside ha sede. Stile originario dell’Oregon, caratterizzato come si intuisce da una forte luppolatura. Nera nel bicchiere sormontata da un cappello di spuma color nocciola chiaro, più che tenace. Note di terra e caffè, con ricordi vegetali e di frutto anche tropicale su toni resinosi che accompagnano tutta la bevuta, morbida e setosa al palato, fino al finale amaro e intenso.

About the Author
Francesco D'Agostino

editor


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