Eataly Roma ha aperto in anteprima alla stampa e noi ve lo raccontiamo

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Cos’è Eataly? È una mega struttura di 20 mila metri quadrati divisi su 4 piani dove sono trovare ben 23 punti ristoro, 14 mila prodotti in vendita, 40 aree didattiche, 500 dipendenti e 7 mila visitatori giornalieri stimati. Insomma un colosso e questo di Roma ha il primato di essere il più grande di tutti, di quello di Torino e per fino di quello della grande mela che tanto ci ha fatto sognare a bocca aperta e con un po’ di acquolina… Comunque andiamo al sodo e iniziamo la visita virtualmente coadiuvata dal prezioso contributo delle immagini di Daniela Delogu – blogger enogastronomica della prima ora – meglio nota come Senza Panna, il nome del suo seguitissimo blog.

Partiamo dal Piano Terra dove una volta varcata la soia di entrata troviamo un’agenzia viaggi (ci dovesse venir voglia di andarcene appena entrati? Può capitare ma solo a chi è a dieta…) e l’ortofrutta con tutte le migliori tipologie di frutta e verdura sistemate ordinatamente nelle tipiche cassettine di legno che caratterizzano quest’area di Eataly. Adiacente all’ortofrutta c’è l’orto sistemato graziosamente su una sorta di piedistallo di legno, dove germogliano piantine di insalata, zucchine, pomodori &co.

Ancora qualche passo e ci troviamo alla fantastica Panineria Ino gestita da Alessandro Frassica che offrirà ogni giorno ai 7 mila visitatori stimati (in realtà anche 5 mila andrebbero più che bene, dice Farinetti) panini che ognuno potrà crearsi ad hoc in base ai propri gusti scegliendo tra una rosa d’ingredienti vastissima.

 

Se il panino proprio non vi va, niente paura, allungate il passo e arrivate alla Piadineria gestita dai Fratelli Maioli che di piadina ci sono cresciuti visto che vantano una eredità famigliare iniziata 4 generazioni fa.

 

 

Continuando con lo street food non poteva mancare il re del cibo da strada dolce, il gelato con la Gelateria Lait di Ugo Alciati dove tutti i gusti – fatta eccezione dei sorbetti – sono realizzati con latte di mucche razza piemontese. E scusate se è poco. Con una leggera rotazione di 90 ° ci troviamo di fronte alla magnifica Cioccolateria Venchi che non ha bisogno di troppe parole visto che è un’istituzione in materia “cioccolatosa”.

Ancora una manciata di metri e si arriva alla Pasticceria di Luca Montersino, che più di un anno fa ha abbandonato gli studi di Alice sitcom per intraprendere l’avventura firmata Farinetti.

 

 

Prendetevi una delle sue opere d’arte da mangiare e salite al Primo Piano dove troviamo la Pizzeria, primo e anche più grande punto di ristoro grazie ai suoi 159 coperti. Una pizza di pura tradizione e forgia napoletana, il cui impasto è realizzato con le farina del Mulino Marino e che viene cotta in forni a legna che raggiungono una temperatura massima di 350°.

Segue la Friggitoria affidata a Pasquale Torrente, che è una garanzia in fatto di pastelle, panature e di tutto l’edibile fatto frittura.

Ancora avanti e si arriva al Banco dei Salumi e Formaggi, un tripudio di prosciutti, salami, caciotte, scamorze, capocolli e … mozzarella di bufala, quella buona e autentica realizzata e mozzata dal vivo, tutti i giorni da Roberto Battaglia uno dei più noti e stimati casari di Caserta. Capolinea del primo piano è la sezione Birra curata da un tris mozzaifato: Teo Musso (Baladin), Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo) e Sam Calagione (Dogfish Head, Milton, Delaware). I tre guru della birra artigianale creeranno 3 nuove birre per Eataly e ne selezioneranno 100 tra i migliori birrifici artigianali italiani. Quindi si sale al Secondo Piano e se sentite un persistente odore di mare don’t panic, siete davanti alla Pescheria che si avvale della professionalità di Nando Fiorentini che ha alle spalle oltre vent’anni di esperienza come pescatore all’Argentario e per Eataly batterà quotidianamente le aste dei mercati del pesce laziali, vale a dire Anzio, Fiumicino e Gaeta, alla ricerca del pesce migliore, lavorato a vista. Si passa alla Macelleria capitanata da Sergio Capaldo, fondatore de La Granda, il primo presidio Slow Food. La sua azienda manderà quotidianamente a Roma la carne bovina ,mentre invece pollame e ovini saranno made in Lazio. Pescheria e Macelleria hanno un ristorante adiacente dove poter gustare al momento il pesce e carne fresco. Non poteva mancare l’Enoteca, fornitissima dei migliori vini italiani che ogni settimana punterà i riflettori su un vino specifico e si partirà con l’Asti. Ci sarà la possibilità di acquistare anche del vino sfuso a partire da 2 euro al litro e sono previsti anche degli sconti per i pensionati, lodevole iniziativa che si dovrebbe adottare anche per altre fasce sociali, visti i tempi che corrono…

E visto che siamo a Roma un bel riconoscimento alla cucina romana con il Ristorante delle Osterie Romane che ogni mese verrà gestito da uno dei più riconosciuti chef/osti di Roma e dintorni. Si parte con Anna Dente, cuoca e proprietaria della storica Osteria di San Cesareo, insieme al figlio Emilio. Seguiranno i fratelli Cacciani dell’omonimo ristorante di Frascati e l’Oste della Bonora di Grottaferrata. E dopo tanto mangiare un caffè ci sta proprio tutto e ad Eataly il caffè si chiama Vergnano a cui è affidata la Caffetteria. Sorseggiando si arriva al Quarto Piano dove ci sono il Centro Congressi da 300 posti, una cucina gestita dallo chef Massimo Sola e aule per i corsi. Si arriva poi al Ristorante Italia, il vero e proprio sogno di Farinetti divenuto realtà. Lo scopo del ristorante è quello di onorare l’unità di Italia attraverso le numerose materie prime che il nostro paese – come pochi altri – è in grado di offrire. Ci sarà un menù con 20 piatti in carta, uno per ogni regione e ovviamente una proposta di degustazione con ciclica rotazione. Il giro finisce con una nota artistica grazie alla Mostra “Mangiarsi l’Italia” il cui curatore è Andrea Tomasettig e le opere esposte raccontano 150 di “mangiare” all’italiana. Ah, dimenticavamo! C’è il Tavolo dei 10 fortunati, ma anche il più caro del mondo visto che è costato 580 mila euro. È un tavolo ricoperto da 3.700 mattonelle in ceramica, dipinte una ad una dal Maestro Giacomo Alessi, inserito dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, un’autentica opera d’arte itinerante che stazionerà all’Eataly di Roma per 12 mesi per poi raggiungere il MOMA di NY.  Il giro è finito, crediamo (speriamo ) di avervi detto e quello che non vedete scritto qui su cercatelo ad Eataly…sicuramente lo troverete!

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