Il futuro del vino nella ristorazione? I brand storici in pole position

In Notizie, Vino by vventuratoLeave a Comment

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Tempi duri per la ristorazione. E anche per il mondo vitivinicolo. In effetti, a essere sinceri, la pandemia ha reso e continua a rendere tutto più difficile, con scenari preoccupanti e un approccio al futuro che galleggia tra l’incertezza e la paura.
Forse anche per questo alcune iniziative che sembrano volersi proiettare oltre questi mesi bui e offrire scorci di luce, attirano l’attenzione più di altre. E’ il caso della indagine che Nomisma Wine Monitor ha condotto, per conto dell’Istituto Grandi Marchi, su quelli che saranno i criteri che i ristoratori utilizzeranno in futuro nella scelta dei vini da inserire nelle carte dei loro locali. E che ha dato dei risultati interessanti, con due dati sui quali vale la pena riflettere.
Il primo è che l’84% degli intervistati vede nella storicità del brand il principale elemento che li guida nella scelta di un’etichetta da proporre alla propria clientela.
Il secondo dato consiste nel fatto che il 50% dei ristoratori prevede un 2021 almeno all’altezza del 2019, con un 33% che si spinge a ipotizzare addirittura una crescita, lasciando al residuo 17% la convinzione che continuerà il periodo buio.
Potremmo quindi parlare di un mood positivo, addirittura ottimistico. Ma il condizionale è d’obbligo se si considera che l’indagine, che ha coinvolto 124 tra i principali ristoranti del Paese, è stata realizzata nel periodo tra il 22 settembre e il 23 ottobre, quindi prima delle nuove restrizioni che, diciamolo francamente, hanno inevitabilmente cambiato il sentiment generale.
Ma questo nulla toglie all’interesse dell’indagine dalla quale sono emersi diversi dati che vale la pena analizzare.


Il primo, come precedentemente detto, riguarda l’importanza che ha e continuerà ad avere la storicità del brand nella scelta dei ristoratori. Una valutazione che, ovviamente, soddisfa Piero Mastroberardino, Presidente dell’Istituto Grandi Marchi, compagine che annovera quasi 20 aziende che fanno parte del gotha della produzione enoica nazionale.
“Il brand gioca un ruolo importante per diverse ragioni – sottolinea Mastroberardino – In primo luogo perché è un indice di affidabilità, elemento sempre determinante. Inoltre concorrono anche altre cause, come ad esempio un più elevato tasso di rotazione che, ancor più in una fase così delicata, riduce per i ristoratori il rischio di ritrovarsi dell’invenduto in cantina”.
Tra gli altri spunti evidenziati dalla ricerca la riduzione dei fornitori abituali, acquisti più spalmati nel tempo, un deciso taglio nell’acquisto di etichette straniere a favore soprattutto di quelli del territorio.
“Senza dimenticare – commenta Denis Pantini, Responsabile Nomisma Wine Monitor – la crescita esponenziale della digitalizzazione, dalla presenza sui social network alla prenotazione on-line, fino ai rapporti con i fornitori”.

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Valentina Venturato

vventurato


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