#Iltempodelvino – Perla del Garda – La sfida di un grande progetto spumantistico in zona Lugana

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Verticale di cinque annate del Lugana Brut dalla 2007 e di tre annate del Garda Chardonnay Extra Brut dal 2006

Di Francesco D’Agostino

Era fine 2007 quando entrammo in contatto con Perla del Garda, dopo aver assaggiato grazie a un amico una bottiglia di Lugana Doc 2006. La curiosità ci portò a visitare l’azienda e a raccontarla sul numero di maggio 2008 di Cucina & Vini. Assaggiammo i diversi tipi di Lugana prodotti, restando colpiti dalla forma della bottiglia, completamente desueta e molto originale. Per lo spumante dovemmo aspettare il 2009 per il primo assaggio, puntualmente descritto sulla nostra guida Sparkle, tra lo stupore di tutti i degustatori: la bottiglia aveva la stessa particolare forma, ma era prodotta solo in magnun, un Lugana Doc Brut proposto esclusivamente nel contenitore da litro e mezzo, notoriamente il migliore per produrre metodo classico. Lo stupore era evidentemente amplificato dal fatto che il contenitore non fosse un vestito per dare valore a un vino che ne ha poco, al contrario la qualità dello spumante era veramente importante ed era solo la prima uscita!

Ettore e Giovanna Prandini

Memorie dell’assaggio

Giornata non bollente di inizio luglio. Nel tardo pomeriggio arriviamo in cantina per effettuare la verticale di uno degli spumanti. L’accoglienza è stata veramente straordinaria perché Giovanna Prandini, proprietaria, ci fa trovare due verticali complete, dalla prima vendemmia, più il vino unico: dal Lugana Brut 2007 al Brut Nature 2011; il Garda Chardonnay Extra Brut dal 2006 al 2009; il riassaggio del Castel Guelfo Riserva dei Fondatori Garda Chardonnay Extra Brut 2007.

Nella storia della nostra guida, abbiamo assaggiato per la prima volta le magnum di Perla del Garda nel 2009, preparando l’edizione 2010, restando piacevolmente stupiti da un Lugana Brut diverso, strutturato e teso. Con il Lugana siamo “dovuti” arrivare alla vendemmia 2011 per assegnare le 5 sfere, quando assaggiamo un vino che aveva goduto di oltre quaranta mesi di maturazione sui lieviti. Per dovere di cronaca avevamo già premiato il Settimo Cielo 2009 (che bissò successivamente le 5 sfere con la 2011) e il Castel Guelfo, perfettamente pronto dopo i suoi settantadue mesi di maturazione, dimostrando che gli spumanti Perla del Garda sono più buoni se invecchiano più a lungo… Da sottolineare la grandezza dell’annata 2007, degustata in tre espressioni di grandissima personalità.

Abbiamo assaggiato tutte bottiglie con sboccatura originale, riscontrando una capacità evolutiva non comune, che rende i vini straordinariamente bilanciati e freschi, lontani dalla fase ossidativa. L’integrità riscontrata nelle due prime vendemmie, 2006 per il Garda Chardonnay, 2007 per il Lugana, ha dello stupefacente. Interessante aggiungere la notazione tecnica che i vini base sono prodotti raffreddando le uve prima della pigiatura, che viene effettuata in assenza di ossigeno. La fermentazione è svolta in acciaio, dove il vino riposa nove mesi prima del tiraggio, senza svolgere la malolattica.

Come nostro solito abbiamo assaggiato gli spumanti dai più recenti ai più vecchi, certi di riscontrare un “incremento di emozione” all’allungarsi della permanenza del vino in bottiglia dopo la sboccatura, partendo dal Lugana, proseguendo con il Garda Chardonnay. Dulcis i fundo la degustazione del Castel Guelfo 2007 con l’invito a Giovanna di scegliere presto il prossimo millesimo, che auguriamo possa essere il 2009 perché il suo assaggio sarebbe prossimo. Una notazione aggiuntiva sul Lugana che ha manifestato una particolare duttilità, presentandosi molto interessante come vino da degustazione in assolo, raggiungendo però apici non comuni di piacevolezza con abbinamenti indovinati: noi lo abbiamo bevuto su degli agnolotti di piccione con fegato grasso d’oca e loro sugo alla Osteria da Pietro, a Castiglion dello Stiviere, per un fine serata di golosità indimenticabile.

 

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 170)

 

La degustazione

A cura di Francesco D’Agostino, Fabio De Raffaele, Antonio Marcianò, Francesca Zaccarelli

 

Lugana Doc

Brut Nature 2011
12,5% vol
Sboccature primavera 2017, permanenza sui lieviti 40 mesi
Freschezza minerale aristocratica

Giallo deciso e brillante con bollicine sottili, è molto gentile ed elegante al naso nel porgere toni di erbe aromatiche insieme ai sentori minerali nei ricordi di timo, maggiorana, fieno, melissa, menta che si alternano senza superarsi con selce, gesso e salgemma. Ecco il frutto croccante di pesca, susina, nespola, arancia bionda, mandarino, mela e pera che dialoga con fini aromi di fiori di limone, fondendosi con le delicate tostature di pane e nocciole, con garbate e invitanti dolcezze di sfoglie, con cenni di panettone. Grande equilibrio al palato, sapidità e freschezza tengono banco ben integrate dalla tessitura, la cremosità è fine e precede un bello slancio salino su cui si alternano i toni del naso con una progressione che tiene in vita il frutto croccante, accompagnato dagli altri aromi,  e un finale che insieme alle setose note di salgemma richiama toni di pane e pandolce tostati, sentori di nocciola.

Brut Nature 2010
12,5% vol
Sboccatura primavera 2014, permanenza sui lieviti 30 mesi
Rara eleganza e integrità giovanile

Giallo dorato intenso con perlage fine, accoglie fondendo sentori di nocciole e pane tostati con toni di idrocarburi che dialogano con le note di erbe aromatiche nei ricordi di menta, mirto, santoreggia, timo, alloro e salvia. Si distende la componente minerale che arriva al salgemma, diventando protagonista, mentre si avvertono cenni eleganti di fiori secchi, insieme a nocciola e mandorla secche e in confetto. Si rivela il frutto, avvolto da sentori balsamici di conifere, negli aromi di pesca, susina, mela, cedro, albicocca, arancia, addolciti da toni di miele, da fragranze di pane e grissini, da golosità di panettone. Bocca salina, cremosa, vitale, prorompente, dinamica, tesa e di bella tessitura, è morbida e ben sollecita un palato carico di cedro anche in sciroppo, avvolto da toni di idrocarburi, accompagnato dagli altri frutti che si fondono con salgemma ed erbe aromatiche anche balsamiche, frutta secca con vaghe tostature, sostenendo uno slancio aromatico agrumato è polposo

Brut 2009
12,5% vol
Sboccatura primavera 2012, permanenza sui lieviti 18 mesi
Residuo zuccherino: 8,2 grammi per litro
Polposo di frutto minerale, seducente

Giallo oro con riflessi oro verde e bollicine sottili, accoglie con toni minerali di incenso che si giustappongono al cedro fresco, in sciroppo e gelatine, e ancora idrocarburi con aromi di fiori, dalla camomilla al glicine, alla magnolia che si appoggiano al frutto di pesca e melone bianchi, albicocca, mandarino, kumquat; cresce la componente dolce materializzando pasticceria alla crema, brutti ma buoni, sfoglie dolci, con cenni di marzapane e gelatine di frutta, percorsi da respiri vegetali di fieno, timo, salvia menta, insieme a note di gesso e salgemma. Cremoso, avvolgente e voluminoso, impalpabile,  percorso dalla nota acido-sapida che dà vigore e viene integrata dalla tessitura importante e dinamica. Ecco che una nota di zafferano molto persistente che avvolge il frutto agrumato polposo insieme ai minerali ricchi di salgemma.

Brut 2008
12,5% vol
Sboccatura inverno 2010, permanenza sui lieviti 18 mesi
Residuo zuccherino: 8 grammi per litro
Coinvolgente e goloso

Giallo carico molto denso e luminoso, con perlage sottile, è dolce di confetture di susine, di fichi, di pesca e albicocca, e ancora ananas, albicocca in nettare, con bei toni di scorza di agrumi freschi, declinati anche canditi, fusi con nuance di zenzero candito, tutti avvolti da sentori di menta e da spunti di bergamotto. Le spezie si ritrovano in pepe bianco e zenzero, insieme a sentori di panettone, torta di mele, di distillato di mela e di mimosa, giustapposti a toni di tabacco, insieme a tostature di nocciole e noci, a cenni di pietra focaia. Bocca setosa di sale, morbida, cremosa, di bella tessitura, avvolgente e ritmata. Al retrolfatto il frutto fresco si fonde con quello passito e disidratato dell’albicocca, dell’uva, del fico, fino sentori di cotognata, insieme a mandorla e nocciola secche e pralinate.

Brut 2007
12,5% vol
Sboccatura  estate 2009, permanenza sui lieviti 18 mesi
Residuo zuccherino: 8 grammi per litro
Fascino seducente, beva brillante e incentivante

Oro giallo molto intenso con perlage fine, è estremamente fuso al naso nel dialogo tra sentori fragranti di pane fresco e tostato, insieme a note di mandorle e nocciole secche e gentilmente tostate, a toni mentolati e sentori melliti che si sovrappongono a camomilla, ginestra e mimosa, mentre sale il frutto di pesca, susina mela, pera, mango, papaia e ananas, insieme all’agrume articolato di arancia, bergamotto, mandarancio; la dialettica complessa si arricchisce di toni di torrone e caramelle di agrumi, sfumate da respiri minerali di salgemma e pietra focaia, da timbri speziati di pepe nero e zenzero, mentre la componete golosa gode del contributo del pandolce e delle sfogli glassate. Fresco e salino, cremoso e dinamico, ha ritmo veramente invitante, ben sostenuto dalla struttura, per un insieme che crea una salivazione importante e golosa richiamando la beva. Il palato gode di questo equilibrio e ritrova il frutto fresco e articolato di grande persistenza, percorso da zenzero e menta. Un insieme di fascino “carnale” e via un altro calice.

 

Garda Chardonnay Extra brut

2008
12,5% vol
sboccatura primavera 2015, permanenza sui lieviti 60 mesi
Finezza aristocratica, nobiltà invitante

Giallo carico brillante con perlage fine, accoglie freschissimo di agrumi mentolati, di melissa, fieno, erba medica. Riconosciamo arancia, mandarancio, cedro, pompelmo rosa, mela, licci, mentre si inserisce una nota di panificazione fragrante insieme a nuance boisé, con toni di frolle alla vaniglia che diventano torrone bianco e pandolce mentre torna su registri leggiadri di fiori banchi, insieme a pera, pesca, albicocca, espressi delicatamente anche in nettare. In bocca si avvertono freschezza vibrante e tensione gustativa di un vino ben bilanciato da morbidezza e struttura , di carbonica finissima per un insieme rimato ed elegante, che riprende la tavolozza del naso dal frutto croccante alla pasticceria, dai fiori all’articolata mineralità e alle tostature di mandorle e nocciole, fino a toni golosi di brutti ma buoni. Ben cesellato.

2007
13% vol
sboccatura primavera 2012, permanenza sui lieviti 45 mesi
Eleganza, complessità leggibile e seduzione

Giallo dorato intenso e vivace con bollicine fini, accoglie fondendo sentori di miele d’acacia insieme a tostature che si allargano su sentori di caramella d’orzo e sul frutto polposo di ananas, papaia, arancia, licci, banana, mela, pera, limone, cedro, arancia, avvolti da sentori di erbe aromatiche come lavanda, timo, menta, salvia che dialogano con le note di pasticceria alla crema, di torrone bianco, con timbri di cioccolato bianco coinvolgenti, percorsi da respiri minerali di gesso e cipria, per un insieme integrato e di estrema eleganza. Ritmo e freschezza, dinamica e tensione di una vino ben intessuto, salino, caratterizzato dalla trazione acido-sapida che si integra e dà lunghezza, sollecitando percezioni fresche e articolate di grande lunghezza e nitore che ripercorrono il naso ben leggibili, accompagnate da una componente minerale di selce e salgemma sottilissima. Molto seducente.

2006
13% vol
sboccatura primavera 2010, permanenza sui lieviti 33 mesi
Solare e coinvolgente

Giallo carico brillante con perlage sottile, al naso la polpa del frutto è intensa e concentrata e ricorda pesca, arancia, ananas, banana, kiwi, cocco essiccato e mango, avvolti da una nota iodata che allarga il quadro, fondendosi con percezioni di zenzero, con aromi di Limone d’Amalfi e ci si sposta su toni di arancia candita con albicocca disidratata, di fico in confettura e secco, di confetture di pesca e albicocca, avvolte da toni di torrone bianco e panettone, con nuance di cioccolato, tutti percorsi da timbri minerali di selce e cipria. Bocca fresca, sapida, tesa, continua, dinamica e ritmata, grazie a una tessitura vitale e progressiva che sollecita la salivazione; il retrolfatto è ricco di frutto fresco che viene avvolto da sentori di erbe aromatiche come origano e rosmarino, di profilo balsamico, con una progressione minerale salina, vivace e calorica al contempo, condita dalle tostature di frutta secca.

 

Castel Guelfo Riserva dei Fondatori Extra Brut 2007
Garda Chardonnay Doc

13% vol
sboccatura estate 2014, permanenza sui lieviti 72 mesi
Complessità imponente, golosa finezza

Giallo dorato intenso e luminoso con perlage sottile, accoglie con una gioco di chiaroscuri che porge tostature di pane e nocciole con arancia, pesca, albicocca, mango, papaia, cedro, ananas e banana, percorsi da toni di mandorla secca e in confetto, da fragranze di pane e pandolce, insieme a gelatine di frutta, alla torta margherita alla confettura di albicocca, alla caramella mou, mentre si avvertono toni di cacao e di pasticceria al cacao insieme a grafite, pietra pomice, tutti insieme a realizzare un’altalena di aromi che si incontrano e si alternano senza sovrastarsi. Bocca vibrante, tesa, fresca e salina, caratterizzata da una morbidezza importantissima, per un insieme fuso da una struttura imponente. Riprende la tavolozza del naso e aggiunge distillati di mela e pera, con sentori minerali più chiari di selce, tutto di grande persistenza.

 

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