Kettmeir, cento anni di vitivinicoltura a Caldaro

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Una delle aziende storiche dell’Alto Adige, nel 2019 ha compiuto un secolo di vita. Porta il nome del suo fondatore Giuseppe Kettmeir, oggi è uno dei fiori all’occhiello del gruppo Santa Margherita. L’evento in cantina

La Cantina

Di Francesco D’Agostino

Lo scorso 4 settembre, il gruppo della famiglia Marzotto era rappresentato ai più alti livelli, alla festa dei cento anni di Kettmeir, a Caldaro (Bz), segno dell’interesse e anche del legame con la realtà di questo territorio, nato nel 1986: presenti Gaetano Marzotto ed Ettore Nicoletto, rispettivamente presidente ed amministratore delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo.

Ettore Nicoletto e Gaetano Marzotto

Due i momenti importanti, la degustazione multisensoriale e la cena. Ma è la visita che alla cantina che sottolinea l’interesse di Santa Margherita in questa realtà di proprietà, che ormai guida da trentatre anni. Cantina verticale, con arrivo uve, selezione e vinificazione in alto; ci sono modernissime presse e diraspatrici, acciaio e azoto per non compromettere la qualità delle uve. Poi si scende e al di là dei diversi vasi vinari, ciò che colpisce è il sistema estremamente sostenibile di raffreddamento di tutti gli ambienti: un impianto geotermico, nel senso che una serie di tubi, in cui scorre acqua, passano sotto le fondazioni della cantina; un sistema di scambiatori acqua-aria consente di raffreddare i vari ambienti in modo delicato, senza usare aria troppo fredda. Un esempio la lunga sala di stoccaggio degli spumanti in fase di maturazione sui lieviti, un ambiente molto lungo e suggestivo dove l’enologo Josef Romen e il brand manager Alberto Ugolini hanno condotto gli ospiti in una degustazione molto interessante, in cui all’assaggio si univa la musica selezionata in funzione dello stile del vino.

La parte finale della giornata è stata dedicata a una cena stellata a quattro mani, particolarmente riuscita, che ha visto coccolare i presenti con i piatti di Anna Matscher del Zum Löwen di Tesimo (Alto Adige) e Claudio Melis del ristorante In Viaggio di Bolzano. Gli auguri della nostra redazione all’azienda e a tutto il suo team.

 

La degustazione

 

Alto Adige Athesis Pas Dosé Doc 2013 (metodo classico sboccato al momento)

È ricco di fragranze di pane e di toni di panificazione che dialogano con minerali decisi di salgemma e iodio. Poi si cominciano ad avvertire percezioni dolci di frutto anticipate dalla nocciola secca: ecco il cedro, il mapo, la mela e la pera, l’ananas, con cenni di bergamotto e nespola. Cremoso, molto sapido, fresco nella sua progressione; la scia salina si fa sentire, dando sapore e tenendo la bocca su tensioni decise dai risvolti tattili. Al retrolfatto ritroviamo minerali, agrumi, pene, lievito di pane, mandorla e nocciola secche, con gli agrumi che non abbassano la china, insieme alle note di salgemma.

 

 

Alto Adige Pinot Bianco Athesis Doc 2018 (anteprima, uscirà a marzo 2020)

Dolce di frutto e fiori al naso, riconosciamo pesca, melone, pera, cedro, anche in nettare, con la dolcezza che ricorda le caramelle di zucchero ai frutti; e poi banana, nocciola, vaniglia, percorsi tutti da respiri floreali di lavanda, acacia, tiglio e fiori di mandorlo, che segnano l’approccio, accompagnati da nuance di torta margherita, di nocciola e mandorla pralinate. Fresco, di morbidezza potente, è ricco di sapidità con un pizzico di tannino, bella tessitura e dinamica. Retrolfatto denso di salgemma, frutta secca, agrumi, melone, pesca e ancora fiori con timbri vanigliati.

 

Alto Adige Müller Thurgau Athesis Doc 2012

Ricchissimo di minerali appena si avvicina al naso, tra selce, calcare, sabbia, arenaria, che si fondono con note di cumino, zenzero fresco, salgemma, cardamomo per aprirsi al frutto di limone, ananas, banana, frutto della passione, bacche di sambuco e fiori di sambuco, fino a note di noce nostrana e brasiliana. Bocca morbida, bilanciata, salina, invitante perché crea salivazione. Ricco il retrolfatto nella fusione di minerali, spezie e frutti polposi, invita a un nuovo assaggio.

 

Alto Adige Pinot nero Maso Rainer Doc 2006

Dolce di frutto a piena maturazione , in sciroppo, confettura e sotto spirito, è percorso da tratti scuri di ardesia, grafite, da cenni tostati di pane e respiri fumé: riconosciamo lampone, ribes nero, prugna, visciola che dialogano con sentori di rabarbaro, ruta, china e si torna sul frutto con decise note di chinotto, mentre scopriamo sentori di funghi e leggiadri cenni di viola. Bocca morbida, bilanciata, dal tannino ancora vivido e appena scontroso. Il retrolfatto dapprima fresco di frutto anche in sciroppo con note floreali, poi diventa decisamente caratterizzato da liquirizia e sul finale gustativo appena amarognolo.

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