#Iltempodelvino – Le Marchesine, il cru Secolo Novo in verticale

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Un vigneto di collina, caratterizzato da un suolo calcareo particolare e condizioni climatiche ottimali, le cui uve sono gestite separatamente per riuscire a portare in bottiglia il carattere forte e l’espressività dello chardonnay di quel luogo

Di Francesco D’Agostino

Una realtà familiare quella di Le Marchesine, gestita da sempre dalla famiglia Biatta che oggi vede coinvolta la terza generazione nei giovani fratelli Alice e Andrea. Il primo nostro incontro con un loro vino, proprio il Secolo Novo, fu nel 2002, durante le degustazioni della prima edizione della nostra guida Sparkle. La recensione del Franciacorta Secolo Novo Brut 1995 cominciava così: “Nasce da un vigneto posto a circa duecentosettanta metri di altitudine sul colle La Santissima di Gussago. L’azienda, con la consulenza dell’enologo francese Jean Pierre Valade, viene condotta da Giovanni Biatta, coadiuvato per l’attività commerciale dal figlio Loris e, in ‘rampa di lancio’, dalla nipote Alice, studente in enologia”. Negli anni abbiamo imparato a conoscere tutta la produzione aziendale, arrivando ad assegnare in tutto ben undici 5 sfere: il Satèn il vino più premiato, sei volte a segno, mentre il Secolo Novo in diciotto edizioni non ha mai raggiunto le 5 sfere, ottenute dalla versione Secolo Novo Riserva Dosaggio Zero. Molto spesso è arrivato a ridosso delle 5 sfere, riscontravamo sempre una verve appena severa al palato che non gli consentiva, al momento dei nostri assaggi, quello estivo delle selezioni e quello finale in autunno, un’espressività completa. Ecco allora l’occasione per assaggiare il Secolo Novo a distanza molto importante dalla sboccatura, per verificarne le capacità evolutive e la sua attitudine all’invecchiamento.

Da sinistra, Andrea, Alice e Loris Biatta

Memorie dell’assaggio

È un ventoso pomeriggio di inizio luglio, successivo a delle giornate veramente molto calde. Ci accolgono Alice e Andrea Biatta, completamente dedicati all’azienda di famiglia. Le Marchesine, oggi gestita dal papà Loris con entrambi i figli, sta investendo molto sul proprio futuro, avendo iniziato i lavori per la nuova cantina. Prima della degustazione andiamo, infatti, a visitare il grande scavo adiacente alla struttura originaria che nell’arco di un anno darà una fisionomia completamente diversa all’azienda. Rientriamo al coperto nella grande sala da cui si accede, scendendo, alla cantina. Iniziamo la nostra degustazione procedendo come sempre dallo spumante più giovane fino ad arrivare addirittura alla prima annata, la 1995. Una sequenza ritmata e molto interessante che quasi non provoca più stupore nel nostro panel, in virtù delle tante verticali effettate in aziende vocate italiane, rappresentanti di una competenza spumantistica veramente non comune. In realtà le suggestioni sono sempre profonde. Qualche emozione in più assaggiando i millesimi 2004, 2002 e 2000, ma l’integrità e la longevità del 1995 è da brividi. “Credo che sia un insieme di fattori – spiega Andrea Biatta -, non c’è un singolo elemento che lo determina. Cerchiamo sempre un uva alla maturazione ottimale, ma non è semplice definire il momento perfetto. Questa vigna ci dà frutto con molta acidità, non facciamo processi che la riducono e facciamo di tutto per non perderla; poi l’attenzione alle temperature, al tiraggio, a ogni passaggio, non ultimo la macchina che congela lo spumante con i lieviti nel collo della bottiglia prima della sboccatura, deve gelare a -30°C e non a -29 per evitare di lasciare qualcosa in sospensione. C’è poi un altro aspetto inserito da nonno Giovanni all’inizio, il tappo più largo, di dimensione 48×31 millimetri invece di 30,5. All’epoca sembrava chiedesse qualcosa di impossibile, ma lui nei suoi viaggi in Francia aveva capito che qualcuno lo utilizzava e riuscì a trovarlo. Oggi è molto più semplice”.

(L’articolo completo su Cucina & Vini n° 170)

 

La degustazione del Franciacorta Secolo Novo Brut

A cura di Francesco D’Agostino, Rosa Capece, Antonio Marcianò, Antonio Pellegrino, Francesca Zaccarelli

 

2009 – sboccatura 2015
13% vol
Annata regolare, estate calda con giusta quantità di pioggia
Invitante, bilanciato

Giallo chiaro con perlage sottile, accoglie con toni di frutta secca nelle percezioni di nocciola, mandorla, arachide cui si aggiunge il miele, fino  a rivelare note golose di torrone bianco, mentre si palesa il frutto fresco di arancia, lime, pesca, albicocca, mela e pera anche in distillato, insieme a dolcezze di panettone, di fichi freschi e secchi, sfumati da toni di cannella. Rivela poi le tostature di frutta secca, insieme a golosità di strudel, torta diplomatica e cotognata, con sfumature di selce e pietra focaia. Cremoso, fresco, di grandissimo equilibrio, è sostenuto da una tensione salina e acida che dà dinamica alla bella struttura. Si ritrova subito il fritto fresco con salgemma e gentili toni di confettura, poi si allarga sulle note di pasticceria del naso, conservando sempre una nota di limone e di mandorla amara che invita a un nuovo assaggio.

 

2008 – sboccatura  I trimestre 2013
13% vol
Primavera fredda, carico ridotto, uve ottime
Complesso e teso

Giallo chiaro con perlage sottile, accoglie con sentori di confetti di frutta secca, zenzero e cannella, sostenuto da sentori di menta, maggiorana, camomilla, basilico, mirto secchi, mentre si rivela il frutto negli aromi di pesca, albicocca, anche in confettura e arancia; crescono le percezioni di frutta secca gentilmente tostata, nette le noci, con nuance di miele e decise sfumature minerali di selce, pietra focaia, calcare, insieme a dolcezze di pasticceria che ricordano pandolce al burro e biscotti frollini, torta margherita con bagna, sfumati da nuance di tabacco e di after eight. Al palato è subito fresco e sapido, dinamico, teso, vibrante, salino, ricco di frutto agrumato, con belle dolcezze di pasticceria e toni profondi di frutta secca, tutti avvolti dalle tonalità minerali di salgemma, selce e scisto che accompagnano la lunga tensione agrumata.

 

2007 – sboccatura IV trimestre 2013
13% vol
Annata precoce ed estate regolare. Stagione vegetativa lunga
Seducente e profondo

Giallo chiaro con perlage sottile, all’olfatto è estremamente fuso e armonico, in grado di rivelare aromi di fiori bianchi come gardenia, magnolia, zagara, mentre salgono la nota raffinate di pasticceria e frutta secca, che ricordano il panettone, il pan di spezie, il torrone bianco; ecco il frutto di arancia e cedro anche in marmellate, insieme a sentori di banana, ananas, cocco, pesca, accompagnati da toni di menta, di maggiorana, timo, percorsi da respiri minerali di gesso, con nuance di tabacco. Creando un bel contrato insiste su registri dolci di pasta sfoglia e cioccolato bianco con nuance di gianduia. Armonico, bilanciato, cremoso, dallo sviluppo dinamico e salino, per un insieme molto coinvolgente e sensuale, denso di frutto che si allarga all’uva spina con tanti agrumi e la palpabile percezione salina e di gesso, accompagnati da coinvolgenti sentori di rabarbaro che sfumano tutti gli altri aromi già scoperti al naso.

 

2006 – sboccatura II semestre 2011
13% vol
Inizio regolare e sviluppo bollente, ma con ottime escursioni termiche
Evoluzione e tensione

Giallo appena più carico, con bollicine sottili, esprime subito un profilo balsamico che ricorda menta, basilico, alloro e va a fondersi al frutto di pesca, albicocca, melone giallo e arancia, avvolto da aromi di rosa e ginestra; si addolcisce e l’articolazione fruttata ricorda le gelatine esprimendosi insieme a nette percezioni di zuppa inglese e di torta diplomatica, con nuance di cioccolato, percorsi da respiri di tè nero e malva. Fresco, cremoso, continuo e coerente, è salino e ha uno sviluppo soffice e dinamico, in grado di sollecitare sul palato toni di erbe aromatiche con cioccolato, con note minerali di salgemma e scisto, insistendo in allungo sulle erbe, accompagnate dal frutto agrumato.

 

2005 – sboccatura I semestre 2011
13% vol
Inizio stagione variabile e poi secco con ottime escursioni termiche
Delicato e invitante, deciso e di vigore maschile

Giallo chiaro con perlage fine, è delicato e gentile nell’accogliere con vaghe tostature di nocciole, pane e mandorle, accompagnate da sentori di erbe aromatiche (alloro, timo, maggiorana); si rivela poi il frutto negli aromi di pesca, pera, espressi in sciroppo e sotto spirito, e ancora nettare di arancia, sfumati da cenni di polvere di caffè e foglia di tabacco, da belle percezioni di pane, in crosta e mollica, a toni di zuppa inglese. L’equilibrio gustativo fresco e cremoso, sollecita largo rendendo il retrolfatto molto più incisivo nel proporre il frutto, declinandolo fresco, in sciroppo e sotto spirito, avvolto da toni cioccolatosi, percorso da minerali di salgemma, selce e scisto che si fondono con il torrone bianco mentre torna viva la nota di limone, su un finale di stile appena austero.

 

2004 – sboccatura 2010
13% vol
Annata molto equilibrata, anche nell’ottima escursione termica giorno-notte
Sensuale e voluttuoso

Giallo dorato, con bollicine finissime, è coinvolgente nel proporre aromi di mou e caramello che si fondono con toni di magnolia e gardenia poco mature, con cenni di sidro e distillato di pera, mentre si rivela la nocciola secca, in croccante allo zenzero, torrone e gianduia, percezioni molto golose ravvivate da toni di pera, mela, arancia, bergamotto e kumquat,  tutti anche in sciroppo. Si allarga e scopriamo sentori di pasticceria nei toni di torta diplomatica, di savarin al rum che dialogano con le delicate erbe aromatiche di menta, timo e alloro, con finale di ardesia e pietra focaia. Pieno, armonico, coinvolgente, bilanciato, ricco, goloso, in grado di sollecitare il palato in modo largo e con grande persistenza,fondendo le note di pasticceria con le erbe aromatiche per un equilibrio progressivo, sostenuto da una delicata salinità che dà energia al frutto maturo e coinvolgente che non si spegne.

 

2002 – sboccatura 2009
13% vol
Pioggia in fioritura per uve spargole. Caldo secco a giugno e poi estate fresca e piovosa, grandi acidità
Invitante e complesso

Giallo pieno con riflessi dorati e perlage sottile, accoglie gentile nei toni di miele di acacia e mandorla in confetto e pralinata, fino a note di torrone bianco e caramella mou, che si fondono con aromi di banana, ananas e papaia, con cenni di croccante, tutti sfumati da cenni di fiori gialli mentre si sposta su registri fruttati mediterranei nei riconoscimenti di melone bainco, pesca e pera, accompagnati da maggiorana, melissa e alloro, con cenni di crosta di pane gentilmente tostato, giustapposti a nuance di lime e uva spina, percorsi da respiri di cipria e gesso. Fresco e salino, cremoso, equilibrato e progressivo, ha palato vitale e teso. Si ritrova la declinazione di nocciola con una nota di incenso molto coinvolgente insieme a cenni di distillato golosi che riportano al rum.

 

2000 – sboccatura 2006
13% vol
Annata tardiva, poi molto calda e secca
Complessità spinta, coinvolgente e tutto da bere

Giallo dorato con bollicine fini, è appena introverso e poi si libera nei toni tostati di pane e nocciole, insieme a sentori di miele d’acacia e melata, sfumati da note di scisto, da sentori di funghi e humus che anticipano il frutto disidratato di banana, papaia e ananas, percorso da note balsamiche di pino, da toni di tabacco, rischiarati da percezioni di scorza di arancia fresca e candita, da biscotti all’uva, da tè, rabarbaro, con nuance minerali scure di grafite, cenni di Cognac, percezioni di polvere da sparo, giustapposti a pesca e ananas in sciroppo, a uva sultanina sotto spirito. Cremoso, salino, vitale, bilanciato, e invitante al nuovo assaggio, in grado di sollecitare in modo progressivo il palato, riprendendo il frutto sotto spirito, le golosità, le erbe aromatiche, con una percezione golosa di biscotti al burro e wafer al cioccolato al latte.

 

1995 – sboccatura 2000
12,5%
Annata regolare, bel tempo prolungato, calore e pioggia adeguati. Eccezionale
Integrità e seduzione

Giallo dai riflessi dorati con perlage sottile, si rivela lentamente sui toni di polvere da sparo che si giustappongono a sentori di cipria, di essenza di rosa, e ancora tostatura di pane e di nocciole, pane grigliato al burro, e ancora noci tostate mentre si scopre il frutto di mela, arancia, pera, pesca, con cenni di fiori bianchi e golosità di croccante, mou, miele; si aggiungono le note di pasticceria nelle percezioni di crostata alla marmellata di arancia, di panettone, di torta diplomatica, sfumate da respiri di grafite. In bocca è cremoso, fresco, salino, vitale, coinvolgente, bilanciato, dalla tessitura dinamica, che sollecita il palato in modo vivace e racconta il frutto a piena maturazione, avvolto dalle tostature e dalle mineralità scure di grafite e polvere da sparo e si continua a cercare.

 

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