La nuova veste del Lambrusco

Alla scoperta della duttilità di abbinamento del Lambrusco, giro del mondo dall´Emilia al Sud America, con la cucina di Roy Caceres

“Le persone intelligenti si impegnano a comprendere il nuovo e lo ritrovano nel passato, attualizzandolo. I mediocri invece cercano il vecchio anche negli oggetti moderni e quindi si annoiano”. Questa citazione di Bruno Zevi, tratta dal suo Controstoria e storia dell’architettura del 1988, è quella che più può esprimere il piacevole stupore che ci ha accompagnati durante la quarta degustazione della rassegna “Giro del Mondo con il Lambrusco”, organizzata dal  Consorzio Tutela Lambrusco e da Gambero Rosso per portare uno dei vini simbolo dell’Emilia –  nelle sue diverse espressioni – a dialogare con le più importanti cucine internazionali.

La nuova veste del Lambrusco
Roy Caceres

A Roma, il ristorante prescelto è stato Carnal Morso Sabroso, del grande Roy Caceser – precedentemente chef dello stellato Metamorfosi. Carnalunisce le ricette delle nonne sud-americane con tecniche di altissima cucina, dando vita a un risultato che ricorda i sapori di casa, ma in una chiave unica e innovativa. Lo spirito di questi piatti ha quindi sposato perfettamente la nuova veste del Lambrusco, vino tra i più antichi di Italia e tra i più rappresentativi di una terra di grandi eccellenze tutte autoctone. La sfida era far emergere un vino estremamente tradizionale, che ha anche conosciuto momenti di oblio, attualizzandolo alle esigenze del consumatore di oggi: un degustatore informale ma ben informato, social e curioso, internazionale e soprattutto giovane.
E giovanissimi anche i produttori presenti, le nuove generazioni under 35 che spesso sono tornate dopo lunghi periodi all’estero, dopo aver assaggiato i vini più pregiati e dopo le esperienze lavorative più svariate, a fare quello che gli avi hanno tramandato per generazioni, ma con una marcia in più. Il “Gruppo Giovani” è oggi composto da ambasciatori del Lambrusco nel mondo, e lo rappresentano parlando fluentemente le lingue, comprendendo la direzione dei mercati internazionali, ma essendo perfettamente consapevoli del territorio e del prodotto che rappresentano.
A proposito di vendite estere, il Lambrusco è uno dei vini più diffusi a livello globale, esportato in Germania, Stati Uniti, Brasile, Messico e Giappone. Complessivamente, tra Doc e (soprattutto) Igt, varca i confini nazionali circa il 60% delle bottiglie. Una produzione che è tutt’altro che omogenea: Modena, e in particolare Sorbara, con i terreni soffici e sabbiosi regala vini freschi, agili, dai colori brillanti, che si contrappongono ai Reggiani, nelle loro espressioni corpose e cariche di antociani visto il carattere compatto e argilloso del suolo. I due territori spartiscono sei denominazioni (Lambrusco di Sorbara Doc, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Doc, Colli di Scandiano e di Canossa Doc, Lambrusco Salamino di Santa Croce Doc, Modena Doc, Reggiano Doc), e includono nel disciplinare almeno dodici vitigni e vari approcci enologici. Il Lambrusco va quindi visto non come un prodotto monolitico, ma come un universo di sfumature e colori diversi, un’espressione declinata al plurale: grazie alle differenti varietà, ai territori e ai diversi metodi di produzione utilizzati, ha la versatilità tra i suoi punti di forza. Dal frizzante – che rappresenta oltre il 95% della produzione . fino al Metodo Classico e a quello Ancestrale, dal secco alle versioni amabili, i vini Lambrusco ben si prestano ad accompagnare un pasto dall’aperitivo al dessert, e soprattutto una vasta gamma di preparazioni, ricette e sapori. È sicuramente questa sua ecletticità che lo rende così apprezzato anche fuori i confini regionali e nazionali e che lo avvicina sempre più a un contesto giovane e dinamico. Un mondo nuovo che sa ancora imparare dal passato, e che attualizza la storia per trasformala in promesse future.

La Degustazione

Lambrusco Rosato di Modena Brut 2019
Cantina Ventiventi

Prodotto con metodo classico, propone un bel rosa chiarissimo attraversato da fine perlage. Al naso si rivela lentamente nelle espressioni di frutto anche in gelatine, agrumi di mandarino, fiori campestri e ricordi di melissa. Il sorso è fresco, dalla carbonica fine e croccante, succoso e dotato di misurata nota tannica. Abbinato a una Coxinha con broccoletti e salsiccia.

La nuova veste del Lambrusco

Lambrusco di Sorbara Omaggio a Gino Friedmann
Cantina di Carpi e Sorbara

Di un bel rosa fucsia brillante con bollicine vivaci, si esprime in note di fragola, amarena, rosa e peonia. All’assaggio rivela una bella dinamicità, con una carbonica solleticante e un’acidità che esalta il frutto rosso e un finale un po’ asciugante e sapido. Abbinato a polpo, salsa rocato e quinoa

La nuova veste del Lambrusco

Reggiano Lambrusco Concerto 2021
Ermete Medici & Figli

Porpora impenetrabile con spuma cremosa, richiama intensi ricordi di frutto scuro e rosso, fiori carnosi e toni di spezie dolci. Il palato è fresco, avvolgente e lievemente tannico, equilibrato e dalla spuma croccante, con sensazioni di frutto che permangono a lungo. Abbinato a Anticucho di cuore, mais e ‘nduja.

La nuova veste del Lambrusco

Lambrusco Grasparossa di Castelvetro For.Mo.sa
Cantina di Formagine Pedemontana

Il colore porpora intenso e la spuma corposa preludono al carattere tenace di questo vino, con sfacciati ricordi di frutto rosso anche in sciroppo, viola, liquirizia e spezie scure. Il sorso regala piacevolezza grazie alla spuma vivace, al carattere fresco che ricorda la nota asprigna delle bacche di bosco e al morbido tannino. Abbinato a “Toca de barbacoa”, guancia e pico de gallo

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Reggiano Lambrusco Nero di Corte
Cantina di San Martino in Rio

Porpora vivace e intenso, dalla spuma fine e persistente, rivela un naso vivace ma gentile, con ricordi di frutta rossa matura, viola, rosa e spezie dolci. Il sorso è cremoso e croccante, con una bollicina abbastanza fine che esalta la morbidezza e bilancia il tannino garbato. Finale succoso e persistente. Abbinato a “Arroz Atollado”, anatra e arachidi.

La nuova veste del Lambrusco

Foto © Francesco_Vignali_Photography