Lugana, armonie senza tempo

Giovedì 15 settembre 2022, a Roma in Villa Piccolomini l’importante degustazione dedicata al grande bianco del Garda

Siamo seduti insieme a molte altre persone, al cospetto di Fabio Zenato presidente del Consorzio di Tutela del Lugana e Daniele Cernilli IL giornalista enogastronomico più conosciuto d’Italia, chiaro che c’è da vivere delle ore importanti e indimenticabili. Si parla di Lugana e si celebra il secondo incontro di Armonie Senza Tempo.

Lugana, armonie senza tempo

Prendono la parola e ci trascinano in quel magnifico triangolo tra Venezia, Milano e Verona, dove dal tempo dei Romani qualcuno continua a occuparsi della “turbiana” (della famiglia del trebbiano e parente stretta del verdicchio) e a produrre dei vini bianchi carichi di personalità e carattere inconfondibile.

Lugana, armonie senza tempo
Grappolo di turbiana

Fabio ci informa con orgoglio e soddisfazione ampiamente condivisa che il Lugana è in crescita continua. Il Consorzio per la Tutela del Lugana nasce ormai trentadue anni fa, nel 1990. Oggi riunisce il 90% dei produttori di Lugana e provvede a tutelare la denominazione, Doc dal lontano 21 luglio del 1967, e fiera di aver mantenuto sempre gli stessi confini: Desenzano, Sirmione, Pozzolengo e Lonato in Lombardia, Peschiera del Garda in Veneto. Poggia su 2.560 ettarri, producendo 215.208 ettolitri, per un totale di oltre 27 milioni di bottiglie e la soddisfazione di un mercato nazionale e soprattutto estero (70% export verso Usa, Est Europa, Asia e specialmente Giappone), che continua a crescere con percentuali a due cifre in maniera costante negli ultimi dieci anni.

Lugana, armonie senza tempo

“Isola mediterranea” nel cuore della Pianura Padana, come la definisce Daniele, dove su un terreno argilloso, morenico e calcareo, si curano viti e olivi come se ci si trovasse in un clima toscano o laziale. Il lago di Garda è lì, testimone ed erede di un immenso ghiacciaio disciolto diecimila anni fa, accarezzato da due venti famosi: il Peler, che soffia fino al mattino da nord, e l’Ora che lo sostituisce da sud dal primo pomeriggio. Insieme contribuiscono a regolare ottimamente l’escursione termica, che tanto bene fa al vino a alla sua acidità. Vino che, secondo la Doc, tollera un 10% di altre uve a bacca bianca, ma che i produttori preferiscono realizzare in purezza. Caratteristica determinante nella realizzazione è che l’alcol, attraverso l’autolisi dei lieviti, riesce ad estrarre molecole odorose al di là del fruttato e a conferire così maggiore complessità a un vino particolarmente corposo e strutturato, destinato anche a grandi invecchiamenti.

Lugana, armonie senza tempo

La degustazione

E ora parliamo un po’ degli assaggi che ci siamo potuti regalare. Partendo a ritroso dall’annata 2021 che è stata dichiarata assolutamente eccezionale per qualità, con un tenore acido molto sostenuto, e quantità non abbondante.
Abbiamo assaggiato diversi Lugana Doc di questa annata, ecco i nostri appunti

La Meridiana – immediato, con note di cedro e pietra focaia, vago calore alcolico e grande acidità
Cantina Bulgarini – ben strutturato, con chiari cenni di cereali, derivati probabilmente dal lungo processo fermentativo, con lievi tratti di funghi fresco e botritis
Ottella (Le Creete) – fermentativo e ricco di sali, agrumato (verso Trebbiani “famosi”) con commistioni terziarie
Montonale (Montunal) – ricco in bocca, agrumato di cedro e pompelmo, grande dolcezza alcolica, tipico e complesso
Cascina Maddalena (Capotesta) – rusticamente positivo, ha trascorso più tempo sulle fecce, acido e agrumato, astringente ed equilibrato
Colli VaiBò – equilibrato con note tra il floreale e il fruttato, sapido e di buona struttura
Scolari (Premium) – trendy, fruttato e complesso, fresco e croccante
Borgo La Caccia (Inanfora) – fermentazione e affinamento in anfore di terracotta, restituiscono aroma e personalità con toni floreali e grande persistenza

Facendo poi un passo indietro, verso annate via via più lontane, abbiamo affrontato percorsi estremamente interessanti.

Citari (Sorgente Lugana Doc 2020) – (annata fredda) di un verdolino carico, con frutta esotica, acido e croccante, nordico quasi “rieslingheggiante”
Azienda Agricola Bosco (Lugana Doc 2020) – (annata fredda) sapore delicato con una leggera acidità, sapido dal colore giallo paglierino con lievi riflessi verdi
Olivini (Demesse Vecchie Lugana Doc 2018) – (annata fredda e piovosa) note di pietra focaia e di combustione, ma sempre con uno sfondo di agrumi verdi
Corte Sermana (Sermana Lugana Riserva Doc 2017) – (annata calda, quasi tropicale) un leggero passaggio in legno conferisce spunti di mandorla, note fenoliche e leggermente tanniche (un bianco che canta il Blues, come dice Daniele Cernilli)
Perla del Garda (Madre Perla Lugana Doc 2009) – (annata fresca e piovosa) dorato, porta al naso frutta esotica matura e cereali, sostenuto da grande acidità che regala ancora tanta freschezza
Tenuta Roveglia (Lugana Doc 2002) – (annata fredda e piovosa) vino ancora di grande acidità, con evidenti note agrumate e di cereali, accompagnate da sentori terziari, tanto da confermarlo espressione autentica del territorio
Tenuta Roveglia (Limne Lugana Doc 1996) – (annata fredda) agrumato e ricco di frutto, con sostenuta acidità e lievi note tanniche, al sorso risulta ancora persistente e caratteristico

Finisce così la serata romana di questo evento dedicato al Lago di Garda e ai suoi territori circostanti, alla storia di un grande vino italiano, identitario anche in tutte le sue specifiche tipologie: Lugana, Lugana Superiore, Lugana Riserva, Lugana Vendemmia Tardiva e Lugana Spumante.
Un grazie speciale a tutti i produttori che ci hanno permesso di conoscere, riscoprire o approfondire le qualità e le particolarità di questi vini veramente “Senza Tempo”.