Luigi Moio presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019

Quintodecimo di Luigi Moio propone, a quasi venti anni dalla nascita dell’azienda, una Riserva profondamente identitaria del territorio

Luigi Moio, professore ordinario di enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ci presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019 di Quintodecimo. Alla sua prima uscita, praticamente a vent’anni dalla nascita della relativa cantina avvenuta nel 2001, vuole completare il suo disegno iniziale sulla varietà aglianico ovvero quello di creare grandi vini rossi che siano la massima espressione di questo nobile vitigno ed anche immagine autentica ed emozionante del suo terroir. Luigi, oltre alla moglie Laura, nel corso dei vent’anni trascorsi ha sempre avuto al suo fianco Pietro Pellegrini – dell’omonima distribuzione – in un percorso di crescita condiviso.

Luigi Moio presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019
Luigi Moio

Moio ed il vino come leitmotiv di tutta la sua vita

Il Gran Cru segue, in ordine d’uscita, la Grande Cuvée Luigi Moio, ottenuta invece dalle tre varietà di uva campane greco, falanghina e fiano, la cui prima annata è stata la 2018. A seguire nei suoi virgolettati, si può capire chi è Moio e come ha voluto, sin dai primi anni della sua cantina, dare forma alla sua passione in particolare per l’aglianico, applicando sul campo i suoi relativi studi. Ecco Luigi a testimoniare come la sua vita sia stata strettamente connessa con il mondo dell’enologia. “Il vino ha condizionato tutta la mia vita. Un sodalizio iniziato sin dalla nascita, nell’azienda di mio padre Michele Moio, storico produttore campano che negli anni Cinquanta rilanciò il Falerno, il celebre vino caro agli antichi romani. Casa e cantina erano un tutt’uno e mio padre, come se fosse un gioco, sin da bambino mi impegnava e coinvolgeva nel suo magico mondo”

Gli studi in Borgogna e il rientro in Italia

“In modo del tutto naturale ho intrapreso gli studi di enologia – continua Moio – e la mia particolare inclinazione per lo studio e la passione per la ricerca scientifica mi hanno condotto in un centro di ricerca della Borgogna a Digione, dove dal 1990 al 1994, ho approfondito gli aspetti scientifici dell’aroma del vino. Quegli anni in Francia sono stati fondamentali, non tanto per l’acquisizione di nuove conoscenze ma per la scoperta di un mondo fantastico, coincidente con l’idea di vino che avevo sempre avuto.” Luigi Moio rientra in Italia nel luglio del 1994, pieno di voglia di fare e con il bisogno sempre più forte di un suo spazio dove esprimere in piena libertà creatività, idee e il suo amore per il vino. “Finalmente nel 2001 il sogno cominciò a prendere forma – ricorda Moio – dando vita a un vero e proprio ‘progetto di vita’ che fin da subito ha coinvolto la mia intera famiglia”.

Luigi Moio presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019
La famiglia Moio

Il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva

A Quintodecimo, sito a Mirabella d’Eclano, sin dal 2001 le piccole colline della tenuta, tra i 400 e 480 metri d’altitudine, sono state piantate realizzando via via, un anfiteatro attorno a una vigna circolare costituita da 16 filari a spirale, ispirate a quelle auree della successione di Fibonacci. Il Grand Cru Luigi Moio Taurasi Riserva nasce dall’unione dei vini ottenuti da tre micro aree di aglianico della tenuta Quintodecimo: dapprima l’intero versante sud ovest di una piccola collina con un suolo argilloso attraversato da strati calcarei e sabbiosi; poi la parte superiore del versante sud est della stessa collina, caratterizzato da un terreno argilloso molto più ricco in calcare; per terminare con la parte bassa, con molta argilla in profondità che, per il naturale dislivello, è stata ricoperta da un sottile strato di sabbia. Le uve di questi tre microzone, con suoli, esposizioni e pendenze differenti, vengono raccolte in tempi diversi e vinificate separatamente. Il versante sud ovest dà un vino con una fitta e armoniosa trama tannica, con profumi freschi e balsamici, quello a sud est posto nella parte superiore, dà un vino più strutturato e di grande complessità, con sentori di piccoli frutti di bosco, mentre nel versante della parte bassa, per la presenza di maggiori riserve idriche nel sottosuolo, si ottiene vino più slanciato e leggero con vivaci note floreali e mentolate, di grande aiuto nell’assemblaggio in quanto conferisce freschezza e fonde meglio la trama tannica e la solida struttura degli altri due.

Luigi Moio presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019

La degustazione

In dettaglio il Taurasi Riserva Grand Cru Luigi Moio 2019 presenta grande eleganza e struttura. Al naso emergono mirtilli selvatici, lavanda, chiodi di garofano, ciliegie nere e cuoio. Al palato, la frutta rossa matura si unisce a un’acidità vibrante e una ricca trama di spezie esotiche. Il finale è persistente, con note terrose che conferiscono profondità. Pietro Pellegrini, presidente dell’omonima distribuzione, commenta così “L’incontro con Luigi Moio e la nascita di Quintodecimo hanno accompagnato la crescita della nostra azienda. La totale condivisione di vedute sul mondo del vino è stata senza dubbio la nota distintiva. Il Taurasi Riserva Grand Cru Luigi Moio rappresenta la chiusura del cerchio di un progetto che non esito a definire perfetto”.

Luigi Moio presenta il suo Grand Cru Taurasi Riserva 2019
Pietro Pellegrini insieme a Laura e Luigi Moio

Photo @ Quintodecimo