Nero D’Avola Doc Sicilia e l’abbinamento che non ti aspetti
Una delle varietà autoctone più apprezzate dell’isola,protagonista del menù 100% vegetariano firmato dallo chef Carlo Cracco
Freschi profumi e sapori di spezie e ciliegie, quelli di un vino che esprime in modo universalmente apprezzato caratteristiche territoriali e culturali proprie della Sicilia, cuore pulsante del Mediterraneo: è il Nero D’Avola Doc Sicilia, la cui annata 2020, con circa 50 milioni di bottiglie, considerata ottima sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, ha fatto da stella polare per la creazione di tre piatti 100% vegetariani nati dalla creatività di chef Cracco.

“Nonostante il 2020 sia ricordato come l’anno di molteplici complessità legate alla pandemia – sottolinea Antonio Rallo, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia – noi vogliamo ricordarlo per il Nero D’Avola che ha raggiunto un ottimo risultato dal punto di vista qualitativo grazie alle condizioni climatiche favorevoli ma anche all’impegno e alla sapienza dei tanti produttori. Si tratta di una varietà capace di fare conoscere la Sicilia nel mondo, dal carattere impetuoso e attraente: è un nettare propenso all’invecchiamento, ma virtuoso e pregiato già in gioventù”.
Un vitigno centrale nella produzione siciliana, dalla storia altrettanto affascinante e capace di stupire diventando un vero alleato anche di ricette che vedono come ingrediente principale i prodotti dell’orto, cucinati sapientemente per esprimere sapori inaspettati. L’obiettivo? Creare abbinamenti eccezionali per esaltare al meglio tutte le peculiarità del Nero D’Avola Doc Sicilia.

La grande abbinabilità del Nero D’Avola Doc Sicilia
Un lavoro, quello del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, che promuove le peculiarità del Nero d’Avola, vitigno autoctono noto anche per la sua versatilità nell’abbinamento con il cibo. Una caratteristica intrinseca della varietà che ha incuriosito anche lo Chef Cracco, all’opera per creare un autentico connubio tra cibo e vino dando al Nero D’Avola un’interpretazione sorprendente.
“Abbiamo ideato un menu che potesse esaltare gli ingredienti che la terra ci offre. – Spiega lo chef Cracco – Con le verdure della nostra abbiamo creato un piatto a cui sono molto legato che è il fusillotto dell’orto: abbiamo estratto tutti i vegetali del raccolto creando un vero fondo di cottura a base di verdure con cui abbiamo mantecato la pasta”.

Oltre al fusillotto dell’orto con cavolo e glacialis, Cracco e il suo team hanno lavorato su altri ingredienti preziosi, come gli asparagi bianchi e verdi abbinati al tartufo nero, per un antipasto fresco e pieno di sapore. Il piatto forte del menù è rappresentato sicuramente dal trancio di verza arrosto in gremolada, un interessante richiamo alla tradizione culinaria milanese. L’obiettivo, raggiunto con successo, era quello di riuscire a connettere con creatività e consapevolezza il Nero D’Avola Doc Sicilia a una cucina spiccatamente vegetariana e dal respiro internazionale. Un’accoppiata vincente, in grado senz’altro di suscitare stupore, raccontando la Sicilia del vino in un percorso a tappe, in cui ogni piatto nasce per fondersi sapientemente con questo vitigno e le sue unicità.
Le origini affascinanti del Nero D’Avola Doc Sicilia
La storia della vite sull’isola si perde nella notte dei tempi. Sembra infatti che i primi a coltivarla siano stati i Fenici, tra l’VIII e il VII secolo a.C., avviandone la commercializzazione in tutto il Mediterraneo. Un patrimonio vitivinicolo ora salvaguardato dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, realtà nata nel 2012 per tutelare la produzione dei vini di denominazione di origine controllata, grazie a un dialogo continuo con le cantine produttrici e puntando alla promozione dell’identità dei vini made in Sicily, esaltandone qualità e immagine.
Viaggio nel Nero D’Avola Doc Sicilia
La Sicilia del vino è eterogenea, con differenze climatiche, morfologiche, pedologiche e metereologiche che caratterizzano l’intensità e la complessità di ogni territorio e di ogni provincia.

“Se i vini DOC Sicilia raccontano la trama articolata dell’isola, il Nero D’Avola è la cartina tornasole dell’isola. – illustra il wine expert Filippo Bartolotta – A Sud est dell’isola, nella zona di Ragusa, un pezzo d’Africa s’insinua sotto la placca euroasiatica, i vini raccontano la matrice geologica molto forte. In provincia di Palermo il Nero D’Avola diviene più rigido e assume caratteristiche balsamiche. A Trapani la salinità e la luce donano ai vini una componente succosa e affabile. Nel cuore della Sicilia, da Agrigento a Caltanissetta, tirano venti aridi, tra argille sabbiose attraversate da vene calcaree. Il vino qui offre una sensazione salmastra, rispecchia una Sicilia più carica e intensa. La parte sud-est dell’isola, invece, rivela dei vini che si contraddistinguono per trasparenza e grande generosità”.
“Attività realizzata con il contributo del MIPAAF, ai sensi del decreto direttoriale n.0302355 del 7/07/2022 recante “Determinazione dei criteri e delle modalità per la concessione di contributi concernenti iniziative volte a sviluppare azioni di informazione, formazione e promozione per migliorare la conoscenza, favorire la divulgazione e sostenere lo sviluppo dei prodotti vitivinicoli contraddistinti dal riconoscimento U.E. ai sensi del Regolamento (UE) n. 1308/2013”