No.Au. Dove tutto è possibile.

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Una via di mezzo tra un bistrot e un ristorante. Un posto dove mangiare una cosa al volo o trascorrerci una serata. Un luogo dove si cucina senza il fuoco.

di Valentina Venturato

 

Lo sappiamo che il No.Au. ha aperto in piena estate e che per stare “sul pezzo” avremmo dovuto scriverne a Luglio o Agosto, chiedendo un’ apertura in anteprima o magari lanciarsi nella mischia della affollata giornata di inaugurazione. Ma certi posti sono un po’ come alcuni vini rossi, quelli corposi, forti che bisogna lasciarli ossigenare una volta stappati e non riempirne il bicchiere ma aspettare, appunto. E così è stato. Abbiamo aspettato che il locale facesse il dovuto rodaggio, che l’estate salutasse sul serio la capitale, che arrivasse la prima pioggia invernale quella da manuale però, mica una così… e poi una serata tranquilla, quella giusta da trascorrere in questo locale che si trova esattamente in Piazza di Montevecchio, tra Piazza Navona e Via dei Coronari, che quasi definirei un rifugio dopo che per raggiungerlo – pressoché a piedi – ho fatto lo slalom tra capannelli di capitolini in piena saturday night. Ma questa è un’altra storia.

L’idea nasce da tre teste per nulla scontate e banali, vi faccio i nomi e capirete il perché: Teo Musso, Open Baladin; Leonardo di Vincenzo, Birra del Borgo; Gabriele Bonci, Pizzarium. Non credo ci sia null’altro da aggiungere sui tre soci, insomma questi tre signori hanno delle teste dentro le quali frullano idee che diventano progetti e si trasformano in realtà, per altro sempre azzeccatissime e assolutamente vincenti. Il locale è bello, ricorda qualche bistrot francese, pulito, ordinato, senza troppa roba intorno e soprattutto, per dirla alla romana: non se la tira. Da segnalare è che gli arredi interni sono stati pensati e realizzati da Giovanni Trimani, il più giovane degli omonimi fratelli storici enotecari romani. L’artista ha lavorato utilizzando specchi, materiali colorati e luci per dare al No.Au. un aspetto giovane ma non “fighetto”, serio ma non troppo. E ci è riuscito.

Ma adesso andiamo al sodo e partiamo dalla cucina che da un paio di mesi a questa parte ha visto entrare a farne parte un altro amico dei fantastici tre: Massimiliano Sepe, ex Casa Catullo in quel di Fondi (Lt), poi un’esperienza al Salotto Culinario ed oraè approdato al No.Au. La cucina di questo locale è atipica. Perché, direte voi ? Perché non si può cucinare. Rispondo io. Almeno non lo si può fare nel modo convenzionale  e comunque  comune a tutte le altre cucine visto che non ci sono i fuochi. Niente gas. Uniche “concessioni” forno a microonde, una salamandra e un bollitore. Viste le restrizioni viene da pensare che il menù sarà una battuta di carne dietro l’altra, formaggi, salumi, ostriche e crudi di pesce a gògò, insalate e tutto il resto l’edibile che non si deve cuocere. Ed è qua che vi sbagliate, perchè in cucina si alternano Bonci&Sepe che della impossibilità di usare i fuochi non ne hanno fatto una limitazione ma bensì uno stimolo a sperimentare una cucina cucinata, pur non potendo. Ah, ovviamente nel menù ci sono anche tutte le cosine buone che vi ho elencato sopra…

Entrate e scegliete dove sedervi se  sul bancone – dove vi verranno spillate live le migliori birre Baladin e Birra del Borgo ( ma non solo visto che la proposta “alcolica” prevede anche degli ottimi vini naturali e biologici) – o se preferite uno dei tavoli della saletta accanto. Vi arriverà il menù ma date sempre un occhiata alla lavagna a destra dell’ingresso perché è la che i due chef segnano i piatti del giorno o magari della mezz’ora…visto che tra tutti e due, di idee una va e l’altra viene.

Premessa: questa visita al No.Au è corrisposta con la presenza “solitaria” di Bonci in cucina, ed è tutto dire.

Abbiamo iniziato con una zuppa di parmigiano profumata al fernet, con broccolo, buon inizio che lascia però aperta l’aspettativa. Si passa all’insalata tiepida di mare con qualche spruzzata di aceto di melata messa al momento dal Bonci, proprio sotto i nostri nasi così come si farebbe con Chanel n.5. Un piatto assolutamente equilibrato e ovviamente, scusate la scontatezza, profumato di mare e di erbe. L’aceto di melata fa certamente il suo gioco ma le erbe croccanti che accompagnano il pesce tiepido hanno un ruolo da coprotagoniste in questo piatto dove la freschezza del pesce è lapalissiana.

Insalata di mare tiepida con aceto di melata

Dopo una partenza assolutamente soft aspettiamo che Bonci ingrani le marce alte e così è. Ci porta un piatto quasi erotico se mi permettete. Uovo con crema di carote, zucchine, aringa affumicata e spuma di feta. Un piatto talmente completo che qualunque altro ingrediente, fosse anche un’erba di decorazione sarebbe di troppo. Si affonda il cucchiaio al centro della fondina e si prende tutto, la morbidezza dell’uovo, la fitta tessitura della purea di carote, i pezzetti di zucchina cruda, l’aringa e la spuma di feta a chiudere. Si mette il cucchiaio in bocca e poi ecco sentire arrivare la dolcezza della carota insieme alla zucchina, la pastosità dell’uovo e infine fortissimo il sapore dell’aringa affumicata. Se Bonci pensando a questo piatto aveva in mente l’equilibrio ci è riuscito. Clap Clap. Applausi e complimenti, veri e sinceri.

Uovo, carota, zucchina e aringa – Foto di Antonella De Santis

Continuano le sorprese o magari le conferme come nel caso del Trancio di Spigola arrostita, accompagnata da patate schiacciate profumate al limone e timo con pomodori infornati e balsamico. Un piatto che rispetto ai precedenti forse, agli occhi dei meno attenti, potrebbe non raggiunge a pari merito la vetta della classifica se non fosse che la spigola è arrostita come in padella o al forno elettrico. Peccato che non c’è né l’una né l’altro al No.Au. e quella croccantezza è data solo (si fa per dire) da un passaggio sotto il roner. Scontato, ma non troppo l’abbinamento con le patate e i pomodori. Anche qui, assolutamente inequivocabile la freschezza del pesce.

Spigola con patate al limone e timo – Foto di Antonella De Santis

E poi un fuori programma con un piatto che per questo posto potrebbe essere definito “ll Miracolo”. Parlo delle Pork Ribs sottotitolo “Simulazioni di BBQ”, delle costolette di maiale marinate per 9 ore sottovuoto con miele e senape, poi “cotte” nel roner e glassate con una salsa BBQ aromatizzata ai lamponi. Le costolette vengono servite insieme a un mucchietto di trucioli e pagliuzze accese il cui profumo ricorda inconfondibilmente quello del BBQ. Un piatto eccezionale che vi consiglio di chiedere non al momento dell’ordinazion, ma bensì ma al telefono quando state prenotando il vostro tavolo.

Simulazioni di BBQ

Una chiusura in dolcezza con un classicone, tiramisù con ricotta di bufala che dopo tutto quello che vi ho raccontato suona un po’ come la quiete dopo la tempesta, ma va bene così.

Insomma, concludendo, il No.Au. è tanta roba, nei piatti e non. Andateci e fateci sapere.

 

No.Au. sempre aperto dalle 18 all’una
tel. 06 4565 2770
Piazza di Montevecchio, 16a

Roma

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Valentina Venturato

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