Nuovo Mondo a Prato. Storia di dolcezze e di famiglia
A Prato la famiglia Sacchetti ha un unico obiettivo. Quello di realizzare dolci buonissimi e di eccellente qualità. Da più di 30 anni è così!
A Prato, a due passi dal Duomo, c’è un luogo di dolcezza infinita che tutti i pratesi conoscono bene e che allieta le loro giornate dalla fine degli anni 80. E’ la pasticceria Nuovo Mondo! Come raggiungerla? Facile. Basta seguira la fila, perché nonostante abbia una piccola porta d’ingresso e l’aspetto fin troppo sobrio, questa pasticcceria è sempre presa d’assalto.

Nuovo Mondo è un’azienda di famiglia e questo si percepisce subito, basta anche solo passare davanti la vetrina e fermarsi ad ammirare l’esposizione dei prodotti, sempre freschi e realizzati giornalmente. I dolci della tradizione ci sono tutti, ma a campeggiare – un po’ spavalde e un po’ consapevoli della loro fama – ci sono le Pesche. Il tipico dolce di Prato formato da due parti di pasta brioche imbevute nell’ alchermes e unite dalla crema pasticcera. Ricetta e realizzazione sono entrambi a cura di Paolo Sacchetti. Pasticcere per vocazione dato che, ultimo di tanti figli, da bambino rimaneva in casa con la zia, una brava cuoca con la spiccata predilezione per la realizzazione dei dolci. Paolo capisce presto che la pasticceria sarà la sua passione e che quella sarà da lì a breve anche la sua strada professionale. Certo suo papà lo mette in guardia “Mai il pasticcere! Meglio andare a studiare al Nuovo Pignone (oggi General Electric, ndr ) diventare Metalmeccanico e avere un posto sicuro”.
E infatti Paolo il suo diploma da metalmeccanico lo prende, per poi sistemarlo subito in un cassetto perchè da lì a breve entrerà nei laboratori di pasticceria per dare il via a una carriera che lo porterà fino a diventare uno dei maestri AMPI (Associazione Maestri Pasticceri Italiani) fino poi ad essere nominato nel 2012 Pasticcere dell’Anno Ampi.
“Il mio babbo è morto presto e non ha fatto in tempo a vedere quanto sono diventato bravo, un po’ mi dispiace” racconta Paolo, che ora si trova ad essere dall’altra parte della “barricata”. Infatti da 7 anni è operativo nel laboratorio del Nuovo Mondo suo figlio Andrea, seconda generazione di pasticceri della famiglia Sacchetti. Andrea ben felice di aver imparato dal migliore dei maestri – suo papà Paolo – ha davanti a se una carriera ben più che promettente, infatti ha appena vinto con il suo AlìBabà il Concorso Mille & un Babà organizzato da Mulino Caputo. Una grande soddisfazione per un pasticcere non campano che è riuscito a conquistare un importante riconoscimento con un dolce “napoletanissimo”!

“Ho lavorato un mese per capire gli equilibri giusti. Ho voluto un babà cilindrico bagnato con rum Diplomatico Reserva Exclusiva a 12 gradi e dentro svuotato e riempito di una farcia di ananas e lime, sopra a chiudere una ganache panna e cioccolato bianco con lime a decorare”.
La sua soddisfazione è tangibile e giustificata: del resto vivere all’ombra di un padre che è un bravissimo pasticcere può essere certamente un punto a favore, ma anche un’eredità ingombrante. Ma Andrea sembra avere le spalle grosse e soprattutto una percorso chiaro da seguire.
“Certo il rapporto a volte è complicato. Nel laboratorio della nostra pasticceria comando io, mia moglie invece si occupa di prendere gli ordini. E quando in questo equilibrio si è inserito Andrea e non si sapeva dove metterlo!” Racconta Paolo con quell’accento pratese e l’inconsapevole umorismo toscano. Sono belle le famiglie che lavorano insieme, perché sanno di poter contare l’uno sull’altro, anche se si discute e a volte tutto sembra più complicato. Ma nonostante tutto la stima trasuda dagli sguardi, dai gesti spontanei e dalle parole catturate tra una battuta piccata e una risposta magari, solo apparentemente, un poco presuntuosa.

Dicevamo la famiglia, il lavoro insieme per il bene comune e per un progetto condiviso. Sentimenti che si ritrovano nelle parola di Andrea, che con fierezza racconta come il papà Paolo ha recuperato la storica ricetta delle Pesche “E’ stato lui ai tempi del suo impiego a Firenze, insieme ad altri colleghi, a fare una ricerca. Insieme scoprirono che il primo documento esistente parlava di un dolce identico alla pesca servito qui a Prato”. E fu così che Paolo recuperò la ricetta e fece diventare la Pesca il dolce più rappresentativo della pasticceria Nuovo Mondo. Qui le pesche finiscono subito compresa la versione al caffè ideata da Andrea e ribattezzata il Pescamisu.
Ma la pasticceria Nuovo Mondo ha un’infinità di eccellenti prodotti tutti da gustare! Dai biscotti da tè alla pasticceria classica, passando inevitabilmente attraverso i dolci storici di questo territorio come la schiacciata fiorentina o i ricciarelli. Menzione a parte la merita il Giulebbe, un dolce lievitato tipico di Prato che ricorda vagamente un panettone, l’impasto viene farcito con fichi secchi di Carmignano, le noci della Val Bisenzio e una volta cotto viene ricoperto con una golosa glassa impreziosita con i pinoli di San Rossore.
Neanche a dirlo, qui la parola d’ordine è materia prima che è sempre di eccellente qualità ed ovviamente legata alla stagionalità. Dunque, Nuovo Mondo rappresenta una vera e propria filiera di bontà che anche quest’anno si è vista aggiudicare le Tre Torte, massimo riconoscimento della guida Guida Pasticceri e Pasticcerie d’Italia Gambero Rosso.

“Fino a qualche anno fa, nessuno parlava di cucina e le riviste erano solo due. Ho comprato libri e riviste in tutto il mondo pur d’imparare a realizzare degli ottimi dolci. Ho studiato da autodidatta e alla fine sono arrivato fin qui” gli occhi azzurri non mentono e quando li guardi quelli di Paolo ti scoprono l’anima di chi ha dato tutto per questo sogno e continua a difenderlo con professionalità e passione. La pasticceria si è svuotata, le pulizie sono iniziate e la saracinesca sta per abbassarsi. Paolo scompare dentro il laboratorio, Andrea ci saluta con un sorriso: “Grazie per la visita, papà è andato a cambiarsi, mamma lo sta aspettando per un pranzo con gli amici”. Più che un Nuovo Mondo sembra un altro Mondo.
NUOVO MONDO
Via Giuseppe Garibaldi, 23
59100 Prato PO