Trullo di Pezza

Trullo di Pezza, una storia di famiglia.

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Trullo di Pezza, vino e natura di padre in figlie

Trullo di Pezza
di Valentina Venturato
La storia di questa azienda nasce, di fatto, nel 2012 ma le radici di Trullo di Pezza hanno fondamenta profonde e si intrecciano perfettamente con questa parte di Puglia. Siamo a Torricella piccolo centro in provincia di Taranto, culla indiscussa del Primitivo di Manduria ed è qui che è nato e cresciuto Pietro Lacaita fondatore di questa interessante realtà vinicola, che ha integralmente ceduto a Marika e Simona, le sue due figlie giovani e intraprendenti.
Pietro Lacaita, professionalmente parlando, nasce imprenditore nel settore metalmeccanico ma i suoi piedi ed il suo cuore hanno sempre attraversato e vissuto la campagna, la terra, la natura. La sua era una famiglia di contadini e se il suo lavoro l’ha reso uno dei protagonisti più attivi e vincenti dell’imprenditoria locale, il richiamo della terra è sempre stato presente in ogni fase della sua vita. Negli anni infatti, il sig. Lacaita ha mantenuto i terreni di famiglia e ne acquistati degli altri fino ad arrivare nel 2012 a ben 100 ettari di cui 60 vitati e i restanti destinati alla coltivazione di ulivi, ortaggi e frutti.
Si vinificava per “casa”, ma il grosso dell’uva veniva conferito ai grossi consorzi. Ancor prima dell’inizio dell’avventura Trullo di Pezza, la natura ed il rispetto incondizionato verso di essa sono sempre stati i grandi protagonisti della produzione della famiglia Lacaita. Bellissimo l’aneddoto che spesso il sig. Pietro ama raccontare, di quella volta in cui lui e le sue nipotine erano in mezzo ai filari di Primitivo e le bimbe con estrema naturalezza hanno iniziato a staccare dei chicchi di una e a mangiarli così, presi dalla pianta. La mamma dice loro di non farlo, perché è bene lavarla l’uva prima di mangiarla, ma nonno Pietro interviene rassicurandola “quest’uva non conosce null’altro che acqua piovana. Lasciale mangiare tranquillamente un prodotto puro, sano e pulito”.

E’ di sei anni fa quindi la decisione di imbottigliare con un marchio loro, Trullo di Pezza, seguendo un solo grande principio, rispettare la natura senza intervenire grazie al quale ottengono immediatamente la certificazione di produzione integralmente biologica.

Trullo di Pezza

Marika e Simona Lacaita

I numeri
L’azienda produce 5 etichette: il bianco Dieci Grana Fiano Salento IGP, lo Speziale Negroamaro Rosato Salento IGP e due rossi lo Scarfoglio Aglianico Salento Igp e il Mezza Pezza Primitivo Salento Igp. Fra due settimane però – esattamente il 15 maggio – verrà presentata l’anteprima di una nuova sesta etichetta. 
La produzione, considerando la giovane età dell’azienda, ci parla di numeri importanti. Dai 60 ettari vitati vengono prodotte circa 45 mila bottiglie destinate ad un mercato locale e internazionale (distribuiscono in Europa e Stati Uniti).

Progetti per il futuro
Certamente un incremento dei numeri di produzione senza mai scendere a patti con le esigenze di mercato. Un esempio? Si continuerà con le
potature verdi nel periodo di giugno che certamente diminuiscono la resa per ettaro ma continuano ad assicurare un prodotto di indiscussa qualità che porterà il territorio in bottiglia esattamente così com’è.
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