Paololeo, le anime del vino rosa
Radicata a San Donaci, Paololeo è l’espressione evoluta di una tradizione vitivinicola antica, baluardo economico di questo comune salentino
In quasi trenta anni di vino di qualità, l’azienda fondata da Paolo Leo e sua moglie Roberta a San Donaci, nell’Alto Salento Brindisino, ha fatta molta strada. Basti soltanto pensare che meno di due anni fa ha acquisito uno dei marchi più importanti della storia del vino pugliese, la sandonacese Candido, con la sua storica cantina. Per i boomer Candido è uno dei nomi che ha fatto conoscere la Puglia dei grandi rossi, facendoci partecipare verticali profondissime dei suoi vini più iconici, dal Cappello del Prete al Duca d’Aragona. Grazie a Paolo Leo questo marchio ha ripreso vita, godendo dell’energia benefica di un’azienda familiare sana che cresce ininterrottamente dalla fondazione. Familiare dicevamo perché i quattro figli di Paolo e Roberta, Nicola, Stefano, Alessandro e Francesco, dopo aver studiato e fatto esperienze altrove, sono tutti in azienda, contagiati dall’entusiasmo irrefrenabile di Paolo (nella foto di apertura la famiglia Leo al completo).

Mercato e accoglienza
Lo abbiamo toccato con mano questa estate nella nostra visita in azienda, incontrando Francesco, bandiera del mercato italiano, instancabile nel proporre i prodotti di un’azienda che cresce a dispetto di una congiuntura negativa che il nostro Paese non aveva mai vissuto in questi termini negli ultimi quaranta anni. E abbiamo potuto constatare quanto la Paololeo continui a progettare e a mettere in atto: la cantina Candido con la sua storia è a un buon punto della sua totale ristrutturazione e presto andrà a ospitare un museo rurale dedicato alla storia della viticoltura del territorio, vista la mole di strumenti del passato raccolti. E poi, nel centro del paese, fervono i lavori a fianco dello shop aziendale di Paololeo per la realizzazione di una grande struttura totalmente dedicata all’accoglienza, dove scoprire l’azienda, i vini, la sua storia e i luoghi, godendo anche di una cucina di territorio. Paolo promette che sarà in funzione da fine anno.

I vini rosa
Venendo al tema del nostro incontro, sono ben dieci i vini rosa prodotti con i due marchi, otto da Paololeo e due da Candido, tutti con i vitigni tradizionali del territorio: negroamaro, primitivo, malvasia nera e susumaniello. Sono vini profondamente diversi che raccontano le espressioni di un territorio che vive il vino rosa in modo quotidiano, tutto l’anno e non come opportunità estiva. Non si cerca un’espressività codificata in altri luoghi del mondo, basata su vini poco colorati e focalizzati sugli agrumi. Il rispetto del territorio e delle varietà è totale, ma con un occhio alla gentilezza, coma si riscontra facilmente dalle etichette che riportano un grado alcolico decisamente contenuto, frutto di una gestione oculata del vigneto e della vendemmia. Sono vini molto espressivi, con caratteri indiscutibilmente diversi. Ne raccontiamo due a marchio Candido, che hanno ripreso l’estetica storica delle etichette, uno a marchio Paololeo, una Malvasia Nera, vitigno da sempre considerato complementare in cui Paolo Leo ha creduto insieme a pochi altri in Puglia.

Casina Cucci Salento Susumaniello Rosato 2025
12%
Candido
Calice rosa corallo luminoso e naso netto, gioioso e aggraziato di frutto e fiori nei riconoscimenti di arancia rossa , fragola, lampone, rosa, peonia, fiore di mandorlo, pesca tabacchiera e melone bianco; poi si allarga su aromi di fico fresco settembrino, susina mirabelle rossa, sfumati da respiri di talco e da tocchi vivaci di melissa e lentisco. Bocca bilanciata nella dialettica fresco-salina, accompagnata da una delicata morbidezza per un insieme ritmato, agile e veramente invitante, difficile da non riassaggiare anche per la capacità di riportare il naso con la stessa vivace gioia.

Rosa Mora 2025
Salento Malvasia Nera Rosé
12,5%
Paololeo
Calice di un fascinoso rosa corallo con netti riflessi rame. Naso originale e di gran carattere nell’accompagnare il frutto con un tratteggio minerale che ricorda salgemma, iodio e ostrica: ciliegia, mirtillo, mirto fino a dolcezze di granatina emergono alla prima olfaione. E ancora pompelmo rosa insieme a note fiorite, più nette stando nel calice, che ricordano peonia e neroli, con mandorla bianca e golosità di fragola anche in confettura. In bocca la freschezza si fonde a una netta salinità per un insieme di bella tensione e buona struttura che si allunga bene in bocca ricordando il frutto e tanta mineralità.

Le Pozzelle 2025
Salice Salentino Rosato Dop
12,5%
Uve: negroamaro e malvasia nera
Candido
Rosa vivo luminoso, è invitante al naso nel suo profilo gioioso che fonde frutto e fiori, dalla rosa al ciclamino e al glicine, insieme ad aromi di ciliegia, fragola, melagrana e poi pesca bianca e melone, espresso anche in gelatine e caramelle, con respiri di zucchero a velo, toni polposi di arancia rossa, con tracce accattivanti di pesca di pasticceria. Nel finale notte fruttate più scure di mirtillo e bacche di mirto. Bocca fresca e salina per un profilo croccante e al contempo avvolgente, dallo sviluppo progressivo e di buono spessore che accoglie la pennellata tannica per un insieme bilanciato che dà energia al frutto e ai fiori, percorsi da salgemma e gesso.
Foto @ Paololeo