Rose Salò, una cucina di territorio, si presenta a Milano, durante una delle serate Di Gusto 2019, da Presso

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Andrea De Carli e Marco Cozza gestiscono insieme il ristorante Rose Salò, basando l’attività su l’amicizia, valore che li ha sempre più legati negli anni

di Giovanna Moldenhauer

Andrea De Carli e Marco Cozza

L’amicizia nata durante la scuola alberghiera si è fatta più solida durante quella che è stata una vera occasione, uno stage all’Albereta, da Gualtiero Marchesi, che, trasformatosi in un percorso lavorativo durato circa cinque anni, li ha fatti crescere e ha aperto loro le porte dell’alta cucina. Si sono rincontrati per l’apertura e i primi anni del Cambio di Matteo Baronetto e da lì, dopo qualche tempo è nata l’idea, il sogno: quello di mettersi in proprio. Si è presentata l’occasione e così è nato Rose Salò, sul lago di Garda e loro, che da un’altro lago vengono, quello di Como, hanno intrapreso con energia questa avventura. Sul menu li troverete descritti come “passione” e “genio”, tra di loro esiste uno stimolo continuo, c’è tanta discussione e confronto, con un unico scopo, quello di raggiungere risultati reali. “Saperi vicini e lontani – commentano – si uniscono a sapori netti, decisi e insoliti. Storia e tradizione: queste le radici della nostra cucina, che, grazie alla tecnica e alla sperimentazione, vive, cresce, si rinnova costantemente”. Continuando poi “Piatti che “si possano ricordare”, materie prime locali ricercate con attenzione, accostamenti studiati nel dettaglio, che si svelano a ogni assaggio. La cucina è per noi un vocabolario di parole con cui esprimerci e raccontare dei ricordi, delle storie, degli scorci di vissuto. Utilizziamo trentadue diverse botaniche, presenti nel nostro Erbario, per raccontare il Lago di Garda e noi stessi”.

mela cotta

Luccio perca

Storione confit

L’Herbario

Hanno scelto di farci assaggiare la loro cucina in una serata del format Di Gusto 2019 da Presso (spazio a Milano arredato con aziende partner, disponibile per cene ed eventi condivisi) con la compartecipazione e presentazione della serata da parte di Roberta Schira, scrittrice, giornalista, gourmet e ideatrice del format. Dall’antipasto “storione confit, funghi autunnali, genziana, fondo di prezzemolo” al primo “riso vialone nano, cipolle tostate, midollo di bue e aneto”, ha fatto seguito un “luccio perca, sedano rapa, mugnaia di pollo e crescione”. A conclusione il dolce “olio su mela”. Gli abbinamenti con le birre Angelo Poretti, dalla 10 luppoli alla 9 Bohemian Pils, dalla 5 Bock Chiara alla 9 Belgian Banche esaltavano la particolarità e la qualità degli ingredienti, quelli con i due vini da uve marzemino della cantina Lazzari della Doc Montenetto hanno avuto un accostamento perfetto con il riso e il luccio perca. Per il piatto con lo storione e il dolce sono stati utilizzati due oli di Zucchi: quello biologico per il primo e quello sostenibile, primo olio 100% italiano tracciato e sostenibile, per il secondo.

L’ideazione dei piatti dei due giovani chef, i sapori esaltati dagli abbinamenti con le birre, il vino e l’olio hanno reso la serata speciale.

 

 

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Francesco D'Agostino

editor


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