Ruggeri, il Prosecco Docg tra fiera longevità e unicità

Da 70 anni Ruggeri intraprende sfide visionarie che portano a Prosecco Docg dai profili inediti, anche dopo anni di bottiglia

A oggi Ruggeri è infatti una delle poche aziende in grado di proporre delle verticali dei suoi Prosecco Docg più preziosi, arrivando nelle degustazioni tecniche a stappare bottiglie anche con più di vent’anni. Un viaggio attraverso i sentieri della longevità, che si districano dapprima nei vigneti tra le colline di Valdobbiadene per poi giungere nella tranquillità e nel silenzio della cantina. Nell’immaginario collettivo il Prosecco è visto come un vino di pronta beva, con una struttura leggera e un leggiadro bouquet fruttato: caratteristiche che potrebbero sembrare poco inclini a un percorso di invecchiamento. Eppure, forte dell’esperienza, del desiderio di sperimentazione e delle innovazioni in vigna e in cantina, Ruggeri ha intrapreso un viaggio pioneristico nel tempo, plasmando una nuova longevità del Prosecco Docg, sia attraverso la sosta in autoclave sia con l’invecchiamento in bottiglia. Il metodo prevede un affinamento dei vini sui lieviti dai 3 ai 4 mesi e poi il riassaggio mensile dal settembre successivo alla vendemmia per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi, realizzando così una maturazione che porta a una struttura complessa. La mano è sempre dell’enologo Fabio Roversi, presente in cantina sin dal 1989.
Oggi Paolo e la figlia Isabella, in veste di Brand Ambassadors, contribuiscono a portare avanti la visione di Giustino Bisol, che nel 1950 fondò la cantina Ruggeri insieme al cugino Luciano Ruggeri, da cui prese il nome. Sono infatti loro i portavoce della storia, della filosofia e dei valori che da sempre questo marchio incarna.
“Noi abbiamo una mentalità vecchio stile e consideriamo l’assemblaggio come momento fondamentale – commenta Paolo – nel lavoro di cantina, che viene seguito dal nostro enologo Fabio Roversi”. Altro elemento importante nella resa di qualità, è l’età delle viti, alcune superano i cinquant’anni, hanno radici profonde, producono meno, ma la qualità è altissima. Paolo Bisol, la cui forza innovatrice non si placa mai, ha portato a Milano anche il suo Cinqueanni, un Valdobbiadene che viene imbottigliato dopo aver riposato all’interno dell’autoclave per ben 46 mesi. “Evoluto in autoclave per diversi anni – commenta Isabella – da un’idea di mio papà Paolo, siamo stati i primi a volerlo fare e ad averlo fatto”.

ruggeri cinqueanni

Nel corso di un evento a Milano da Daniel, ristorante con l’omonimo chef Daniel Canzian, Paolo e Isabella hanno presentato oltre a 5 annate di Giustino B., di cui proponiamo la degustazione di seguito dei millesimi 2020 seguita dal 2017, 2015, 2014 e 2009, anche l’interessante Cinqueanni, un Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut 2014. È il frutto di un’accurata selezione dei migliori grappoli di un vigneto storico della tenuta a San Pietro in Barbozza, composto da viti tra gli 80 e i 120 anni, della vendemmia 2014. Al termine della pressatura soffice delle uve, il mosto fiore fermenta in acciaio. Dopo aver riposato per alcuni mesi, il vino base viene trasferito in autoclave per la presa di spuma e la seconda fermentazione, periodo in cui viene fatto un bâtonnage periodico, che si è concluso a marzo 2019 con l’imbottigliamento di 4500 bottiglie e un dosaggio di soli 2 grammi di zucchero per litro. “È senza dubbio un unicum”, commenta Paolo.

Nel calice si presenta di colore giallo paglierino brillante, con un perlage fine e persistente. Il bouquet è particolarmente elegante, con delicati profumi di frutta a polpa bianca, aromi di agrumi, un accenno floreale, percepiamo anche la liquirizia e l’anice, poi sfumature di crosta di pane. Al palato è fragrante, con una beva armoniosa, un finale fresco e sapido, dalla piacevole persistenza gustativa con un retrolfatto di aromi fruttati. Un vino rivoluzionario che abbiamo avuto il privilegio di assaggiare.

ruggeri giustino b

Degustazione verticale Giustino B. Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry, da sole uve glera, in cinque annate di cui riportiamo l’esatto dosaggio zuccherino e il titolo alcolometrico

2020
Zuccheri 17,0 g/l – alcol 11,42 % vol
Da poco in bottiglia. Di colore giallo paglierino dalle bollicine fini e persistenti, al naso è piacevole e fresco, di carattere fruttato, emerge la mela, seguita da fiori bianchi di biancospino, robinia e a chiudere una nota agrumata che richiama il mandarino. Al palato una bollicina morbida e cremosa riprende la declinazione del bouquet olfattivo, essendo prima fresco e poi con un’interessante punta sapida, già una buona lunghezza.

2017
Zuccheri 18,13 g/l – alcol 11,39 % vol
Qui il colore paglierino è leggermente più intenso, brillante con una spuma persistente. Seguono profumi che con il tempo si sono fatti più intensi di frutta bianca, tra cui note di pera e mela, poi accenni agrumati, seguiti da echi floreali e un tocco minerale più deciso. L’assaggio ha una bella cremosità, una freschezza presente, una invitante scia sapida, restando con una bella persistenza sui ritorni di frutta bianca.

giustino b

2015
Zuccheri
18,30 g/l – alcol 11,14 % vol
Qui la tonalità giallo paglierino brilla di riflessi verdolini, con una carbonica fine. Il suo profilo olfattivo è giocato prima sulla frutta bianca che nell’affinamento si è fatta matura di pera, mela, poi un soffio agrumato, seguito dalle erbe aromatiche e da un tocco gessoso e iodato a chiudere. La bocca ha struttura, freschezza, cremosità, sapidità ancora in un ottimo equilibrio, con un retrolfatto dal tocco agrumato e minerale.

2014
Zuccheri
19,7 g/l – alcol 11,13 % vol
Il colore paglierino è acceso da bollicine dal riflesso dorato. Il naso davvero sfaccettato fa seguire alla frutta di mela Golden e pera, un tocco di pompelmo, poi un cenno floreale delicato e dato il lungo tempo in bottiglia si aggiungono note di pasticceria che rendono goloso il naso. In bocca domina la freschezza, data dall’annata particolare a livello climatico, unita a morbidezza, intensità ed eleganza per un sorso dall’ottima persistenza.

ristorante canzian
Uovo all’uovo servito in saor (ricetta di Daniel Canzian)

2009
Zuccheri
17,8 g/l – alcol 11,2 % vol
Il colore si fa dorato scarico. In questo caso la sosta sui lieviti è durata 6 mesi. Il naso complesso e ricco spazia dalla frutta secca a sentori di burro e di pasticceria, poi a delicati toni floreali con a chiudere la frutta bianca con tocchi di quella esotica. Al palato mantiene il suo carattere intenso, con una bella cremosità, una freschezza meno presente, per un sorso molto elegante e lungo nella sua persistenza, con un ritorno di note burrose piacevoli.