Russo & Longo, un Pecorello vitale e un grande Gaglioppo
Strongoli, territorio da sempre agricolo, i vigneti di Russo & Longo sono in un’area che porta in eredità un atavico amore per vite e olivo
L’azienda fu fondata da Felice Russo a fine Ottocento, anche se la famiglia si occupava di agricoltura, in primis vite e olivo, e allevamento da generazione. Poi l’emigrazione del fondatore in America nel 1910. Venti anni in Usa, mentre l’azienda era gestita dai familiari, quindi il ritorno e l’investimento di quanto prodotto all’estero non solo in terreni, ma anche in metodi innovativi e tecnologie. “Il nome Russo & Longo nasce nel 2006 – racconta Salvatore Russo -, quando uscimmo sul mercato con la prima etichetta dotata del nuovo marchio. È un’azienda familiare, composta da mio fratello e io, che facciamo Russo, e da nostra cugina, una Longo.”

Prima c’erano il padre e lo zio del nostro ospite, i nonni, i bisnonni, gli avi: una realtà familiare attiva dal 1800, che ebbe un impulso dopo il rientro di Felice, grazie all’investimento delle sue fortune americane. “Oggi ci concentriamo principalmente sulla produzione di vino – riprende -, producendo circa 300.000 bottiglie all’anno con uva principalmente nostra e di qualche conferitore, come il suocero di mio fratello, e altri con cui poter dialogare come se si fosse in famiglia per non perdere il controllo e mantenere il focus sulla qualità del frutto”.
Vitigni del territorio
Davanti a noi la bottiglia del Pecorello aziendale, ottenuto dall’omonimo vitigno, tipico della Calabria, ma riscoperto da poco tempo. “Il pecorello ormai fa parte della nostra storia – afferma Salvatore -. Lo abbiamo piantato qualche anno dopo il nuovo inizio, nel 2008. Però, altri lo avevano sperimentato in Calabria, come Librandi, e in realtà, molti lo avevano, ma non lo vendevano con il nome Pecorello. È un po’ come un ricordo che poi è esploso negli anni, anche grazie a Ippolito che ha spinto molto per far conoscere questo vitigno. Oggi il Pecorello è molto richiesto, soprattutto per la sua originalità, visto che il mercato attualmente predilige i bianchi. Infatti, il Pecorello ha una bella aromaticità, che noi cerchiamo di esaltare nei nostri metodi di vinificazione. Non è più un Pecorello povero come quello di un tempo, ma abbiamo imparato a migliorarlo, senza cedere alla tentazione di eccedere in intensità, cerchiamo di mantenerlo equilibrato. In questo ci aiuta molto il nostro enologo, Lorenzo Landi, una persona molto seria e rispettosa dei vitigni e dei territori”. Il nome del vino è Őïs, viene dal greco antico e significa pecora, e ha un posizionamento veramente centrato visto che allo scaffale siamo intorno ai 13 euro. Dobbiamo ricordare che l’azienda si trova a una decina di chilometri da Crotone, in piena zona turistica, dove il vino di territorio funziona. “Ne produciamo solo 25 ettolitri all’anno, che corrispondono a circa 3.330 bottiglie – spiega Salvatore Russo. – Ma, se avessimo più vino, lo venderemmo tranquillamente. Oltre al Pecorello, facciamo anche un altro bianco, un taglio di malvasia-sauvignon che ha una produzione molto più alta, almeno quattro volte maggiore ma più semplice da bere. Questi vini sono molto apprezzati soprattutto in estate, perché freschi e facili da abbinare”.

Il Gaglioppo
E il gaglioppo? È uno dei grandi vitigni calabresi a bacca nera che vede anche Russo & Longo impegnati in produzione con successo. “Abbiamo fatto un bel lavoro su questo vitigno, riuscendo a produrre un vino tutto giocato sull’eleganza, forse meno immediato e accattivante, certamente non forte e pesante come in passato, tutto focalizzato sulla raffinatezza. Crediamo che il nostro lavoro stia andando nella giusta direzione e siamo davvero orgogliosi del nostro vino. La verità è che siamo stati spinti da nostro enologo a cimentarci su un Gaglioppo importante, la prima volta che ci misuriamo con un rosso di questa finezza”. È figlio di un vigneto ad alberello e gode di una maturazione di due anni in botte grande, seguita da un affinamento di ulteriori due anni in bottiglia, passaggi che rappresentano un grande impegno per un azienda. Si voleva arrivare a un vino molto elegante, diverso dai vini forti e pesanti del passato. Il risultato ha dato loro ragione.
I mercati, tra Italia ed estero
Oltre a una presenza capillare in zona, l’azienda commercializza in tutta l’ Italia, poi in Svizzera e Germania, un po’ in Spagna e Inghilterra. “La sfortuna dell’emigrazione è un po’ diventata una nostra fortuna – riprende -; il popolo calabrese è infatti ovunque nel mondo e il legame con la terra di origine è talmente forte che si tende a cercare il prodotto calabrese. E noi, se produciamo bene, automaticamente siamo aiutati dai nostri conterranei nella diffusione dei nostri prodotti. Purtroppo, però, la Calabria non è ancora ben considerata nel mondo del vino, ovvero è esclusa. Ci sono alcuni pregiudizi da superare, come se non fossimo una terra da vino. Io stesso ho partecipato a discussioni dove, appena si parlava di Calabria, venivano subito sollevati dubbi. È una cosa che mi dispiace molto, anche perché la nostra regione ha davvero un grande potenziale”. A questo poi dobbiamo aggiungere che è una regione montuosa e che i mezzi di comunicazione non sono efficaci, cosa che limita anche chi vuole investire in Calabria. “Nonostante le difficoltà, il nostro lavoro e il nostro vino stanno ottenendo risultati positivi. Se il mercato dei vini bianchi continua a crescere, siamo pronti ad affrontare la sfida. Siamo fiduciosi che, con il giusto lavoro, la Calabria possa emergere come una grande regione vinicola”.
La degustazione

Őïs 2024
Calabria Pecorello Igt
12,5% vol – € 13,00
Fermenta e matura in botti grandi in legno. Invitante e di bella intensità, è fiorito come un giardino a primavera, in un’accattivante articolazione che si fonde con il frutto fresco di susina, mango, melone bianco e gelso. Bocca vitale, salina, ritmata nella dialettica tra frutto e salgemma che si innesta in una progressione floreale di bella persistenza.

Sacro Fuoco 2021
Calabria Gaglioppo Igt
14% vol – € 40,00
È figlio dalla vigna più antica, da cui si selezionano i grappoli migliori, arrivando a una produzione di sole 3.500 bottiglie. Di colore granato, ha naso di eleganza spiccata, fresco e gentile nei toni di rosa rossa, con risvolti di confettura di rosa canina, accompagnati dal frutto vivo di ciliegia e marasca, espresse anche in confetture, percorsi da respiri di spezie dolci. La bocca è armonica, salina, fresca, dal tannino netto, ma ben integrato dalla dialettica tra tessitura raffinata e succosità acida, per un vino progressivo ed espressivo. Complimenti!