San Salvatore: La rivincita della campagna

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san salvatore 1988Degustazione San Salvatore Pian di Stio

La campagna e la viticoltura sono nel sangue di Giuseppe Pagano, proprietario della bella realtà cilentana. Il padre era uno dei più importanti produttori di vino del Cilento del dopoguerra, ma i cambiamenti di mercato, la ricerca di produzioni a costi sempre più contenuti lo costrinsero a passare la mano. La famiglia Pagano iniziò allora un nuova attività nel mondo dell’accoglienza, con un piccolo e semplice albergo. Quella attività ha dato i suoi frutti e oggi Giuseppe Pagano è proprietario di eccellenti alberghi nella zona di Paestum e finalmente ha potuto coronare il suo sogno di tornare alla campagna, fondando un’azienda articolata, estremamente rispettosa della natura e posta in luoghi bellissimi.

Di filosofia biologica certificata, questa realtà si rifà anche ad alcuni principi della biodinamica per “allevare” la campagna e i risultati sono decisamente interessanti, grazie anche all’apporto di un giovane agronomo ed enologo, Alessandro Leoni e alla passione ed entusiasmo che condivide con Giuseppe Pagano. Conta novantasette ettari dislocati nel parco nazionale del Cilento e dotati di oltre ventidue di vigneto, la maggioranza a Capaccio-Paestum e il resto a Stio, tre di frutteto, sette di oliveto, oltre ventuno di bosco e trentasette ettari di seminativi ortivi.

Non solo, nelle terre di Giuseppe pascolano cinquecento bufale per la produzione di latte atto a diventare Mozzarella di Bufala Campana Dop, che oggi trova nella zona di Paestum le espressioni più interessanti e golose. Evidente allora che tra qualche tempo San Salvatore si dedicherà anche alla produzione di mozzarella, ma dobbiamo avere pazienza, la passione di Giuseppe in questa sua attività agricola lo porta a sviluppare i progetti lentamente e nel migliore dei modi. Infatti, “Ho visto un bufalo tra le vigne ed ho bevuto vino. Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me” è il motto dell’azienda che trovate su tutte le bottiglie…

Ed eccoci al Pian di Stio, proveniente da un vigneto posto intorno ai cinquecento metri di altitudine, vicino alla montagna e disposto verso il mare, che si vede non lontano. Posta su un terreno argilloso calcareo ed esposta a sud, la vigna è disegnata in filari potati a guyot, caratterizzati da una produzione di soli cinquecento grammi di uva per pianta; vinificazione e affinamento in acciaio, dove il vino resta circa otto mesi. Soli cinque ettari, cui se ne stanno per aggiungere altri, per una produzione limitata che ha suggerito a Pagano di adottare l’interessante bottiglia da mezzo litro.

PIAN DI STIO 2012 PAESTUM FIANO IGP
12,5% vol – € 14,00
Uve: fiano
Bottiglie prodotte: 10.000 (0,5 l)
www.sansalvatore1988.it

Riflesso nitido e netto di una vigna in altura, è un Fiano diverso e veramente molto interessante. Paglierino chiaro con nuance verdoline, molto elegante e fresco al naso, è vagamente dolce nel ricordare netti aromi di biancospino, rosa bianca e fiore di limone, fusi con gelatine di agrumi e poi il frutto di arancia, cedro, limone, pesca bianca, pera abate, nespola, ananas, nocciole e mandorle fresche, sfumati da bei vegetali di salvia e ortica e minerali di gesso e selce. In bocca è fresco e salino, di bella tessitura e continuità, di beva incentivante nonostante il nerbo importante; subito il frutto croccante invade la bocca, fuso con le vegetalità, mentre in progressione le note minerali, salgemma in primis, insieme all’articolazione agrumata, guadagnano il proscenio, nettando il palato.

Gustatelo su un piatto di linguine al ragù bianco di rana pescatrice.

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silvio torterolo

280188


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