Scoprire la Calabria più autentica da Contrata Dattilo
Nuove camere, esperienze all’aria aperta e un racconto della cucina di Caterina Ceraudo dalle origini fino a oggi
Contrada Dattilo riapre per la stagione 2026 celebrando un’evoluzione che unisce ospitalità rurale e cucina d’autore. Tra camere completamente ristrutturate e nuove esperienze immersive come i picnic sotto le querce, l’azienda agricola Ceraudo invita a riscoprire il valore del tempo. Protagonista assoluta è la cucina essenziale di Caterina Ceraudo, che attraverso menu storici e nuove sperimentazioni valorizza i prodotti biologici della tenuta in un dialogo costante tra memoria e visione contemporanea.

Il risveglio di Contrada Dattilo e il nuovo concetto di ospitalità
C’è un momento preciso, ogni anno, in cui Contrada Dattilo torna a respirare a pieno ritmo: è quello della riapertura, quando l’attività tra campagna e ristorante smette di essere silente e l’azienda agricola Ceraudo accoglie i suoi ospiti con uno sguardo rinnovato. La nuova stagione segna infatti un’evoluzione importante, che tocca l’ospitalità, la cucina e l’esperienza complessiva, senza tradire l’identità profonda del luogo. Sabato 25 aprile 2026 Contrada Dattilo ha riaperto le sue porte al pubblico, seguendo la scia di una primavera che sta sbocciando. Al centro di questa ripartenza ci sono le camere, completamente ristrutturate. Più che un semplice restyling, un vero ripensamento: ogni ambiente è unico, con colori e dettagli differenti, progettato per far sentire l’ospite dentro una casa e non in un hotel. Il recupero dei materiali originali, in particolare della clementina, l’elemento identitario del territorio di Crotone, si intreccia con scelte contemporanee, tra cui le luci di design. I letti, realizzati su misura da artigiani locali, raccontano una filiera corta anche nell’abitare, mentre l’intero progetto, firmato dall’architetto Nadia Romeo, restituisce un equilibrio riuscito tra memoria rurale e comfort attuale. Le nuove soluzioni includono, tra le altre, camere quadruple pensate anche per soggiorni più lunghi e familiari.

Nuovi servizi esperienziali tra natura e convivialità
La riapertura coincide anche con l’ampliamento dei servizi, sempre più orientati a vivere Dattilo in modo informale e immersivo. Tra le novità, il picnic sotto le querce: un’area dedicata dove fermarsi all’aria aperta con un cestino stagionale che cambia nel tempo, da consumare in loco o disponibile anche in versione asporto. Si aggiunge poi l’aperitivo al tramonto, nella parte più alta della tenuta, un punto panoramico che diventa naturale palcoscenico per chiudere la giornata. E ancora, il tractor tour si arricchisce di un momento finale di condivisione: una seduta tra i campi, con tavoli allestiti e il racconto diretto di famiglia fatto da papà Roberto, che restituisce il senso più autentico del progetto Ceraudo. Accanto ai pacchetti esperienziali già esistenti, viene introdotta una nuova proposta: la cena al “Petardo”, un’esperienza esclusiva per un numero ristretto di ospiti, con chef dedicato e una cucina interamente costruita attorno alla griglia, in un contesto intimo e conviviale. Durante i mesi estivi, luglio e agosto, Dattilo apre anche a una dimensione più informale con il bistrot serale nell’area piscina, una cucina semplice e diretta, basata su materie prime proprie o locali, pensata per offrire più opzioni e avvicinare un pubblico ampio al mondo dell’azienda, tra cibo e vino.

L’evoluzione gastronomica e i percorsi degustazione
La cucina di Caterina Ceraudo è un racconto che si snoda attraverso i suoi due menu degustazione, in un viaggio che ripercorre la sua storia e l’evoluzione del ristorante Dattilo dal 2014 a oggi, in un percorso di ricerca che non abbandona mai la filosofia della chef: una cucina essenziale, precisa, costruita attorno ai vegetali, alle materie prime aziendali e ai prodotti del territorio, senza rinunciare a incursioni di mare e di carne. Con una proposta gastronomica che parte dalla sua storia fino ad arrivare a esplorare il presente della sua cucina, Caterina invita gli ospiti a viaggiare nel mondo di Dattilo: ogni ingrediente, ogni piatto racconta una storia e l’evoluzione della cucina, con le ricette signature dal 2014 al 2023. Due menu degustazione, da cinque e da nove portate, e un menu alla carta. Il primo menu, Memoria e Visione, presenta i classici del ristorante attraverso cinque portate emblematiche, mentre il secondo menu, Dattilo, offre nove portate che combinano piatti storici con nuove creazioni, in un dialogo continuo tra passato e presente. Nel menu Dattilo, la ricerca tocca proposte come gli antipasti Merluzzo e fico, e ancora l’Insalatina primaverile; tra i primi Ravioli del Plin, fave e cipolla, o Risotto, sambuco e caprino; proseguendo con Finocchio, patate e anice nero, in cui il finocchio glassato ricorda un secondo di carne per consis-tenza e sapore. Il dessert è una dichiarazione d’amore alla sperimentazione e al territorio di Strongoli, Cioccolato e olive, in una combinazione azzardata che si scopre donare un particolare equilibrio tra il sapore piacevolmente sapido dell’oliva e l’amarognolo del cioccolato.

Territorio, sostenibilità e il valore del tempo
Attraverso questo percorso gastronomico, Caterina Ceraudo non solo offre un assaggio della sua cucina, ma invita a riflettere sul cambiamento e sull’evoluzione, creando un’esperienza che va oltre il semplice atto di mangiare. Un viaggio che celebra il tempo, la tradizione e la passione per il cibo, rendendo ogni visita un’occasione unica per scoprire il mondo di Caterina. Protagonisti nella cucina di Caterina rimangono il vino e l’olio, frutti della terra di Contrada Dattilo. Proprio l’olio extravergine d’oliva, da poco entrato a far parte del presidio Slow Food grazie agli ulivi secolari e alle tre varietà coltivate in azienda, entra in modo strutturale nei menu, diventando elemento centrale dell’esperienza gastronomica. Alla base di tutto resta una filosofia chiara: fare stare bene le persone. Anche attraverso scelte concrete, come la progressiva riduzione della plastica, l’utilizzo di materiali alternativi per i monodose e un approccio all’ospitalità che invita a rallentare. Qui nuove camere, esperienze all’aria aperta
e un racconto della cucina di Caterina Ceraudo dalle origini fino a oggi, e proprio per questo il tempo si dilata, lasciando spazio a un’esperienza più autentica, fatta di silenzio, natura e attenzione ai dettagli. Con la riapertura, Contrada Dattilo conferma la propria identità di luogo in continua evoluzione, dove accoglienza, agricoltura e cucina si fondono in un racconto coerente e contemporaneo.