Thegusto, il format che seduce i food lover
Faccia a faccia con gli chef in formato video per commentare i loro menu e svelare il dietro le quinte di un ristorante
Il mondo del web è pieno di contenuti che parlano di cucina, di piatti e, ovviamente, di chef. Qualcuno lo fa in modo aggressivo, altri con il gusto di stupire. Pochi, finora, avevano pensato di mettere al centro della storia lo chef non solo per la sua abilità professionale ma anche come individuo con molto da raccontare tra vita privata, sogni, aneddoti.
È quello che succede con TheGusto, un format diverso dove due persone molto differenti tra loro, ma di questo parleremo dopo, si siedono, consumano un menu degustazione, commentano i piatti e i vini in abbinamento ma, soprattutto, nella fase finale fanno spazio allo chef e si divertono con lui a ripercorrere le tappe del menu, i momenti topici della sua carriera e si divertono a esplorare anche temi diversi da quelli usuali.

Protagonisti di questi incontri, che ormai possono contare su uno zoccolo duro di follower, sono, come dicevamo, due personaggi molto diversi, non fosse altro per questioni anagrafiche. Da un lato del tavolo Stefano Carboni, over 60, comunicatore enogastronomico da circa 30 anni, docente presso l’Università di Tor Vergata, responsabile accanto a sua moglie Maria Grazia D’Agata della MGLogos, agenzia di comunicazione specializzata in agroalimentare ed enogastronomia. Dall’altra parte del tavolo Nicola D’Anna, 26 anni, giovane imprenditore alla guida della Senape Digital Agency, realtà focalizzata sulla creazione di contenuti e gestione della comunicazione social con una particolare attenzione al mondo dell’ospitalità. A completare la squadra Cecilia D’Anna, cugina di Nicola, che tiene le fila di questa piccola ma complessa squadra. E poi lui, Emiliano Martino, geniale videomaker che rende ogni episodio di TheGusto un piccolo gioiello dal punto di vista delle immagini.

Il quartetto è partito con questa avventura poco più di un anno fa e ha già collezionato oltre 30 episodi e una lunga fila di complimenti. Ma come è nato tutto?
“Un giorno Lorenzo, il figlio di Maria Grazia che amo come fosse il mio e al quale mi è difficile dire di no – racconta Stefano Carboni – mi ha chiesto se poteva presentarmi un suo carissimo amico che doveva farmi una proposta. Mi sono ritrovato davanti a questo ragazzo dalla parlantina rapida e le idee chiare. Mi ha buttato lì alcune ipotesi di lavoro, io ho aggiunto qualcosa di mio e dopo un mese abbiamo girato il primo episodio”.
Che ha subito iniziato a girare soprattutto tra gli addetti ai lavori, colpiti dallo stile del format.

“Inizialmente abbiamo pensato che a destare interesse potesse essere la combinazione tra due soggetti apparentemente diversi – spiega Nicola D’Anna – con Stefano a fare da mentore a me, giovane ansioso di provare piatti di alta cucina e a visitare posti spesso preclusi ai ragazzi della mia età. E in effetti la formula funziona, c’è una chimica perfetta tra di noi e il pubblico lo percepisce. Ma è stato un altro fattore a funzionare ancora di più. Il Fattore C”.
Che non è quello che pensate, vale a dire l’elemento fortuna che spesso gioca un ruolo determinante. Il Fattore C in TheGusto è il Fattore Chef, che a fine cena si siede con i due protagonisti e si apre, parlando veramente di tutto.
“Lo ammetto – prosegue Nicola – le prime volte mi tremavano un po’ le gambe. Pensavo che sarebbe stato complesso interagire con i nomi più importanti della ristorazione italiana. Non avevo tenuto conto del fatto che per Stefano molti di questi sono amici di vecchia data, il che ha reso tutto super facile”.
In effetti l’extended version dei vari episodi si chiude sempre con una decina di minuti nel corso dei quali lo chef di turno si mette letteralmente a nudo.
“Ovviamente ognuno lo fa a modo suo – puntualizza Stefano -. Qualcuno va a ruota libera, altri hanno avuto bisogno di essere un po’ stuzzicati. Ma il fil rouge è costituito dal piacere comune di raccontare la propria esperienza, arricchendola di particolari inediti. Una cosa che il nostro pubblico sembra apprezzare molto”.
Poi ovviamente ci sono i reel, spezzoni dell’intervista completa diffusi suoi vari social, alcuni dei quali hanno totalizzato numeri importanti sul fronte delle visualizzazioni.
“Ma qui entriamo in un campo a me ignoto – confessa Carboni -. Non saprei spiegare come mai alcuni video sono arrivati a cinquecentomila visualizzazioni che, per un prodotto come TheGusto che definirei di nicchia, sono davvero tante”.
“Questo è più il mio settore – lo soccorre D’Anna -. Diciamo che in alcuni casi ha funzionato l’aspetto standing del ristorante, in altri l’argomento, spesso il personaggio. Quando poi questi tre elementi sono entrati in combo, allora abbiamo fatto realmente i numeri”.
Dopo un anno di esperienza è facile immaginare che ci siano elementi positivi ma magari anche qualche nota negativa.
“Negativa, difficile dirlo – riflette Nicole D’Anna -. Forse l’aver dovuto dire di no a diversi inviti in ristoranti che vorrei tanto visitare. Il problema è che incrociare le agende di tutti non è un’operazione semplice. Positivo il riscontro che abbiamo con gli chef, tutti molto soddisfatti del risultato finale”.
“Direi che è quasi tutto positivo – evidenzia Stefano Carboni -, ma la cosa che mi fa più piacere e che molti ci fanno i complimenti per lo stile garbato e la professionalità del prodotto. Sul negativo sono in linea con Nicola: ci sono amici ristoratori che non perdono l’occasione per sottolineare, in modo devo dire molto carino, il fatto che da loro non siamo ancora andati”.