Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel palazzo del 1585

La location sussurra di un magnifico passato. Oggi Tribuna Campitelli, con stile raffinato, propone cucina mediterranea dalle radici romane

È stata un’emozione entrare dopo alcuni anni in uno dei ristoranti storici di Roma, come varcare la soglia di un tempo sospeso, dove tanti romani custodiscono ricordi preziosi. Cene a lume di candela o festeggiamenti importanti, sono momenti che restano impressi nella memoria, e sono legati a questo locale a Piazza Campitelli. Negli anni Ottanta, appena si poteva, ci si concedeva il lusso di una serata al ristorante Vecchia Roma. I piatti di pesce, la raffinatezza dell’ambiente e l’accoglienza esperta, erano un richiamo irresistibile per chi, già allora, aveva iniziato a frequentare indirizzi dove la cucina si esprimeva attraverso materie prime di qualità, ricette tradizionali ma curate, e una carta dei vini capace di stupire. Tutto era condito da uno stile e un’accoglienza fuori dal comune. Ecco il nostro racconto della bellissima serata trascorsa da Tribuna Campitelli.

Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel  palazzo del 1585

Il locale nel rione Campitelli

Proprio questo storico indirizzo, in una dei palazzi più belli del centro di Roma, nel rione Campitelli, è stato scelto da tre giovani e intraprendenti professionisti per dare alla luce non il loro primo locale, perché sono nel settore già da diversi anni, ma il primo indirizzo dove hanno deciso di offrire la loro idea di cucina, frutto di un’evoluzione dell’esperienza, rodata in altri due locali, ma che ora sentono più matura, più consolidata e strutturata. L’esaltazione dei sapori delle materie prime di qualità è al centro dell’idea, fusa con il grande desiderio di regalare agli ospiti un’esperienza speciale. Non creatività a tutti i costi, non si rincorre per forza l’originalità e la novità fine a sé stessa ma si vuole restare con i piedi per terra, al tempo presente, con un vento che viene dal passato, e porta sapori e ricordi che sono ricontestualizzati ma mai stravolti.

Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel  palazzo del 1585

Generalmente preferiamo attendere prima di parlare di un nuovo locale, vogliamo vedere come il progetto si evolve ma qualcosa questa volta ci ha convinti a raccontare subito: l’entusiasmo e la complicità che abbiamo visto nei tre ragazzi. Quello che brillava nei loro occhi era un misto di orgoglio e soddisfazione nel mostrare la loro ”creatura”, e questo ha sollecitato in noi il desiderio di raccontare  la nostra prima esperienza a Tribuna Campitelli. Continueremo a seguire questo progetto con la convinzione che l’inizio sia con il piede giusto, che gli elementi ci siano tutti e che i tre soci riusciranno a far crescere e migliorare il loro già bellissimo progetto.

Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel  palazzo del 1585

Tre amici per Tribuna Campitelli

Gli amici sono Francesco Brandini e Roberto Bonifazi (rispettivamente a destra e a sinistra nella foto di apertura) tutti e due chef nati nel 1992, compagni di scuola, cresciuti insieme, anche se vivendo esperienze diverse in locali della ristorazione romana. Daniele Gizzi (al centro nella foto di apertura), classe 1989, è la terza colonna del progetto, maitre e sommelier, con il quale hanno realizzato il sogno di un locale tutto loro, è lui che dirige la sala, accoglie, organizza il servizio, la carta dei vini e dei cocktail. Francesco nasce in sala e cresce gastronomicamente parlando a Casa Coppelle, poi al Margutta con una particolare attenzione al vegetale, e altre esperienze anche all’estero. Roberto ha un passato a contatto con la natura, i prodotti e i sapori veri sono il suo bagaglio di conoscenze. Passa anche lui a Casa Coppelle, poi L’Eden e anche un’esperienza a Perugia all’Officina di Ada Stefani. Esperienze che formano, arricchiscono e li hanno preparati a camminare con le loro gambe. Il primo locale apre nel 2018, è Bottega Tredici, a Via dei Falegnami 14, basato sulla tradizione romana e poi nel 2023 Tartarughe Bar e bottega. Prende forma piano, piano, questa visione di un’economia circolare che “centralizzi i processi e valorizzi i rapporti con i produttori”, raccontano i tre soci. Ogni locale è legato agli altri, le materie prime vengono scelte per essere destinate parte ad un locale e parte agli altri, in un’ottica di consumo ragionato e sostenibile, che mira ad evitare gli sprechi e a valorizzare il singolo ingrediente. Rientra in questa filosofia anche Cantina Tredici che è il progetto vitivinicolo del gruppo. Il tre ritorna sempre, è il loro “marchio di fabbrica” che si concretizza nel terzo progetto di Tribuna Campitelli.

Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel  palazzo del 1585

Una sera a Tribuna Campitelli

L’ingresso del locale è già una chiara dichiarazione di intenti e racconta che qui il bere è sacro, è ricercato, non scontato. Il bancone bar è di grande effetto, specchi, ottone graffiato, e sei metri di bottiglie, accoglie il cliente e lo introduce in un viaggio che rivela subito la sua prima tappa, l’aperitivo. Il momento è multiforme e viene declinato per tutti i gusti, ma il cuore è nella champagneria, una selezione entusiasmante di 60 etichette che affascina, ma la drink list offre anche i grandi classici dallo Spritz al Bellini, al Martini in varie ricercate espressioni. Le bottiglie sono un po’ il “filo di Arianna” del locale, seguirle ti aiuta a non perdere la strada e ad introdurti nei meandri delle sale e salette di Tribuna Campitelli a cominciare dalla sala Lavinia, alla sala Tribuna e poi alla Capitolina. Lo storico palazzo del 1585 mantiene tutte le meravigliose caratteristiche, la ristrutturazione è stata lunga e meticolosa, la scelta dei materiali vincolata, come le Belle Arti richiedono, ma ne è valsa la pena, le idee che i ragazzi avevano sono state sapientemente realizzate dallo studio Square Architects, il colore verde delle pareti è accompagnato da note calde, beige e bianco, i materiali sono quelli in uso all’epoca, bandito il parquet! I dettagli della tavola sono molto curati, posate antiche riargentate e piatti rigorosamente bianchi. Grande attenzione è stata data all’illuminazione su binari a vari livelli che donano un look contemporaneo con possibilità di personalizzazione orientando la luce sulla base delle necessità. Ma entriamo nel vivo della serata, degustando i piatti dei due chef, perché in questa cucina si lavora a quattro mani, cosa non facile, ma il valore aggiunto della consolidata amicizia tra Francesco e Roberto ha permesso di realizzare questo  modus lavorandi.  La degustazione inizia con pan brioche tostato, acciughe XL, burro ed erbe, accompagnati da un cocktail preparato al tavolo. Ottime le ostriche Perle Noire, affinate nel fiume Belon: più carnose, dolci e delicate. In acqua non salata l’ostrica si apre e si chiude con più frequenza e questo aumenta la densità della carne e l’acqua dolce la rende meno intensa e marina in bocca. Da non perdere il pane integrale fatto in casa, servito con “burrolio”, burro di cacao e olio extravergine Leccino. Delizioso il crudo di ricciola con lime, avocado e lattuga, abbinato a un Sauvignon del Molise Lame del Sorbo. Poi lo spaghettone Mancini alle vongole Campitelli: mantecato con crema di pasta alle vongole, profumato al limone, servito con vongole e fasolari, completato da salsa al prezzemolo. Un piatto che sorprende per l’intensità del sapore, veramente buono!  Si continua con un risotto, tartufo nero, gallina e limone, una base di tartufo nero trifolato alla umbra con olio, aglio, limone e acciughe con sopra un risotto cotto con brodo di gallina e mantecato con burro e parmigiano. Passiamo al vino di Cantina Tredici, di proprietà dei tre ragazzi, un Syrah affinato in anfora da abbinare alla portata successiva, la faraona alla cacciatora, zucchine e scapece. Una coscia di faraona cotta a bassa temperatura e rosticciata, servita con una salsa alla cacciatora, zucchine trifolate e una crema di zucchine alla scapece, un bel piatto che mixa tradizione romana e campana che convince. Finiamo in dolcezza con una bavarese di arachidi con sopra una spugna di cioccolato, banane sciroppate al whiskey, caramello salato e cialde al cioccolato fondente 80%, veramente niente male! Il ristorante propone menù completi dai 55 ai 75 euro, vini esclusi, oppure si può spaziare tra i tanti piatti contenuti in carta, per una cena o per uno sfiziosissimo aperitivo. Bellissimo il dehor con vista sulla piazza e sulla bellissima chiesa di S. Maria in Campitelli. Una serata piacevole, sospesa tra passato e presente, dove i sapori di oggi si intrecciano con memorie di ieri, un’esperienza che resta, e che farà tornare a Tribuna Campitelli.

Tribuna Campitelli a Roma. Il nuovo ristorante nel  palazzo del 1585

Tribuna Campitelli
Via della tribuna di Campitelli, 18

00186 Roma
Da giovedì a lunedì 12:00 – 15:30 / 18:00 – 23:00
Martedì 18:00 – 23:00
Mercoledì chiuso
Tel: 06 96007084 – info@tribunacampitelli.com