Un incontro goloso da 142

Sandra Ciciriello, ecclettica ristoratrice del panorama milanese, propone al 142 una carta di vini originale con una cucina mai scontata

142 Restaurant, meta gastronomica per i suoi piatti innovativi e qualitativi, si conferma anche punto di riferimento enologico, grazie alla proposta accurata e selezionata di vini a opera di Sandra, da sempre alla scoperta di realtà nel panorama delle cantine italiane che fanno ricerca e qualità al tempo stesso. La sua passione per il vino nasce nel 2002, anno in cui inizia a frequentare corsi per diventare sommelier. La lista dei vini è stata costruista nel corso degli anni di studio e di ricerca si concretizza così in un menù ricco di etichette che spaziano da nomi di piccoli produttori italiani del Nord e Sud Italia alle maison francesi ora meno presenti. La competenza di Sandra, nel settore, affiancata dall’allievo Davide Gianni, le ha permesso di ottenere il premio “Carta Vini Italia 2021 e Selezione Bistrot” nel corso della passata edizione della Milano Wine Week.

È possibile degustare la proposta enologica di 142 Restaurant sia per un aperitivo che per pranzo e cena. Di seguito il concept che ha guidato Sandra & soci nella scelta del nome. 142 Restaurant è 1 spazio unico dove poter vivere i 4 momenti della giornata: colazione, pranzo aperitivo e cena, con l’accoglienza di 2 anime: la sala e la cucina. Il significato di 142 si svela leggendolo all’inglese: one-fo(u)r-two, “uno per due”. Il nome racchiude infatti l’invito alla condivisione del cibo e degli affetti nei quattro diversi momenti della giornata in un locale allegro e luminoso, con le sue cinque vetrine in corso Colombo 6, a Milano. Aperto nel settembre 2019, ha conquistato da subito il pubblico meneghino e non solo, e si distingue per la particolare formula, che prevede dalla prima colazione alla cena per soddisfare tutte le esigenze. Ad accogliere i clienti, il quartetto formato da Sandra Ciciriello, nome noto nel panorama gastronomico milanese, per anni socia del ristorante stellato Alice, il patron chef campano Nello Barbieri, la sous chef Chiara Orrù e il pastry chef ternano Alessandro Montanari.

Un incontro goloso da 142
Il team di 142

Di seguito i diversi vini assaggiati in abbinamento ai piatti descritti nel corso di un incontro goloso.

Pinot Bianco sur lies Ancestrale 2016 – San Rocco
Un ancestrale ottenuto da questa cantina vicentina, con una sosta sui lieviti di trenta mesi. Accoglie con un colore giallo paglierino; il profilo olfattivo spazia da frutta tropicale come mango e ananas, poi agrumi seguiti da pesca e pera.  A chiudere un sentore accennato di lieviti e crosta di pane. La spiccata acidità e la sapidità all’assaggio alimentano una grande bevibilità per questo ancestrale fine, invitante con un finale persistente. Una vera scoperta.

Abbinato a “Crunch”, un crudo di ricciola del Mediterraneo con salsa al mais e frutti di mare, mais liofilizzato.

Soave Cru Vecchie Vigne 2018 – Tenuta Sant’Antonio
Da vigne di Garganega di trenta anni d’età impiantate a pergola, in vinificazione, non fa la malolattica e matura in tonneau francesi per seimesi. Esordisce con un colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso sprigiona profumi intensi, complessi, fini di mandorla amara, idrocarburi, pietra focaia, confetture di frutta a polpa bianca e gialla, frutta secca e biscotti. All’assaggio è secco, caldo e morbido, fresco, sapido, leggermente astringente, di corpo, equilibrato, intenso, persistente, in continua evoluzione nel calice.

142 prato

In questo caso il piatto è chiamato da Sandra “Prato” ovvero calamari scottati, crema di broccoli e nocciole.

Friuli Colli Orientali Picolit 2008 – Ronchi di Cialla
Calice di colore giallo dorato luminoso e acceso. Possiede un bouquet olfattivo pieno e intenso, di eccezionale eleganza, contraddistinto da fiori di acacia, albicocche essiccate, datteri, confetture di frutta a polpa bianca e gialla e sfumature mielate. Il sorso è secco, caldo e morbido, fresco, sapido leggermente astringente, di corpo, equilibrato, intenso, persistente, in continua evoluzione nel calice.

142 omaggio a lucio fontana

Più che un piatto un’installazione visionaria “Omaggio a Lucio Fontana” tradotto in acciughe del Cantabrico (quelle vere commenta Sandra) con pane arrostito, solo un sentore d’aglio delicato e il burro di 142!

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Stefano Antonucci 2018 – Santa Barbara
Il verdicchio è certamente uno dei vitigni bianchi più virtuosi della nostra Penisola e questo di Stefano Antonucci è un’ottima interpretazione. In vinificazione matura dodici mesi in barrique, poi affina per almeno sei mesi in bottiglia. Di colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, ha naso dai piacevoli profumi con sentori di frutta gialla e agrumi, impreziositi dall’apporto di spezie dolci. All’assaggio è sapido e poi fresco, strutturato ed equilibrato, con un finale che richiama i sentori fruttati.

142 oro mio bottarga

In questo caso il piatto ha un nome impegnativo “Oro mio” per degli spaghetti con emulsione di bottarga.

Rossese di Dolceacqua 2020 – Maccario Dringenberg
Le uve autoctone rossese, provenienti dai vigneti situati in Val Nervia e Val Verbone nel Ponente Ligure, nell’entroterra alle spalle di Ventimiglia, dopo la vendemmia effettuano una lenta macerazione per due settimane con vari rimontaggi, poi fermentano in acciaio a temperatura controllata. In seguito il vino matura in acciaio e poi in bottiglia. Calice di colore rubino trasparente con riflessi porpora, di bella luminosità. Il naso è classico esi apre su note di pepe, rosa e gerbera, con tocchi erbacei, qualche tono di rabarbaro e ribes bianco. Il sorso è tipico, fresco e minerale, di struttura leggera, con un’energica acidità, dinamicità ed equilibrio. È necessario sottolineare di servirlo a non più di 15 °C.

142 tortelli trentuno

Il nome del piatto in abbinamento è “Trentuno”, tortelli ripieni di cotechino con crema di lenticchie e riduzione di birra stout.

Furore Riserva Costa d’Amalfi 2015 – Marisa Cuomo
Da uve aglianico e piedirosso in pari quantità, cresciute su vigneti situati sulla Costiera Amalfitana, accarezzati dalla brezza e dai profumi del Mar Mediterraneo. Dopo una vendemmia assolutamente manuale visti i terrazzamenti, dopo diraspatura e pigiatura, la massa fermenta in barrique per trenta giorni. Successivamente il vino matura in barrique per dodici mesi, prima di essere imbottigliato. È caratterizzato da un colore rubino intenso. Al naso si apre con profumi di frutti di bosco, arricchiti da piacevoli sentori di more, ribes e mirtilli, poi note floreali di rosa, con un tocco aromatico di alloro. Al palato risulta piacevolmente morbido nei tannini, con una freschezza che equilibra il sorso.  Ottima la lunghezza, con il retrolfatto che ritorna sulle note del naso.

142 i vini