Valoritalia presenta l’Annual report sulle sue attività

A 17 anni dalla nascita, Valoritalia presenta l’8a edizione del rapporto annuale introducendo Tessa, potente sistema di gestione dei dati

Valoritalia è la più grande società di certificazione del vino di qualità italiano, vagliandone la corrispondenza alla normativa per un volume superiore al 60%. Una realtà che gestisce una mole di dati enorme e che nell’annuale presentazione del rapporto su quanto realizzato nell’anno precedente (unico ente certificatore a farlo) è in grado di dare dei dettagli statistici riguardo il vino italiano molto importanti.

I numeri di Valoritalia

Docg certificate: 48
Doc certificate: 136
Igt certificate: 35
bottiglie certificate: ~ 2 miliardi
Certificazione bio: 2127 aziende
Certificazione SQNPI: 10714 aziende
Certificazione SQNBA: 172 aziende
Certificazione Equalitas: 198 aziende
Certificazione Viva: 28 aziende
Altre certificazioni green: 20 aziende
Valoritalia presenta l’Annual report sulle sue attività
(Credito Maksym Kaharlytskyi su Unsplash)

I numeri del 2025

Variazione del vino imbottigliato nel 2025 in rapporto al 2024

Totale: – 2,1%
Doc e Docg: + 1%
Igt: – 11%
Spumanti: + 1,7%
Rosati: + 5,7%
Bianchi fermi: + 6,3%
Rossi: – 13%
Valoritalia presenta l’Annual report sulle sue attività

La presentazione

Nella recente presentazione, condotta magistralmente dal presidente Francesco Liantonio e dal direttore generale Giuseppe Liberatore, addetti ai lavori di competenza non comune, le novità legate a un importante investimento aziendale: è stato creato uno strumento di gestione dei dati, il TESSA, che è in grado di fornire lo stato delle attività dell’azienda Valoritalia in tempo reale, ovvero di fornire i dati certi sui processi di certificazione in corso, elaborando milioni di informazioni. Evidente quindi che l’utilizzo di questi dati diventi quanto mai strategico per enti come i consorzi di tutela, chiamati oggi più di ieri a gestire la buona dialettica tra domanda e offerta di vino del proprio territorio per consentire un andamento di mercato equilibrato e quindi una corretta remunerazione di tutti gli attori della filiera.

Valoritalia presenta l’Annual report sulle sue attività
Un momento della presentazione

L’azienda ha previsto di mettere a disposizione delle istituzioni, dei consorzi e dei media gli importanti dati collezionati giornalmente con cadenza trimestrale, mensile ma anche alla domanda, creando così le necessarie premesse di un vantaggio programmatico impensabile fino a ieri. Non solo, questo strumento cade in una fase molto critica per il vino nel mondo e in particolare per quello italiano che fatica a ritrovare equilibrio tra l’offerta e la domanda, in fase calante ormai da molti anni: “Che il momento sia oggettivamente delicato lo confermano tutti gli indicatori che abbiamo preso in esame e che non fanno pensare a una rapida inversione di tendenza. Grazie alla tecnologia però, i Consorzi hanno oggi la possibilità di adottare misure tempestive per regolare l’offerta, senza dover scontare quei ritardi nella disponibilità di informazioni che fino a ieri ne limitavano l’efficacia”.

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Giuseppe Liberatore

Sostenibilità

Sono anni che Valoritalia è impegnata sul tema, certificando tutti gli attori del settore viticolo che aderiscono a regolamenti che ne consentono il rispetto dell’ambiente. Un aspetto che in qualche modo è endogeno alla viticoltura di qualità: ogni vignaiolo ha rispetto ancestrale per la propria terra e le proprie piante. Evidente che la conoscenza ha portato allo sviluppo di scorciatoie che stanno perdendo il loro appeal a vantaggio di una gestione quanto più possibile sana. Un aspetto, quello della sostenibilità ambientale che oggi è un mezzo necessario per conservare le posizioni di mercato e arrivare ad acquisirne altre nel mondo.

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Francesco Liantonio

Su questo tema il presidente Liantonio ha come sempre lanciato un’appassionata sfida ad andare oltre: “Il tema non è più la sostenibilità ambientale, è un aspetto ormai dato per scontato e consolidato perché fare un grande vino che inquina il pianeta oggi sarebbe insensato. La sfida attuale è a sostenibilità etica e sociale, far diventare il sistema vitivinicolo italiano un riferimento virtuoso nel mondo del lavoro e delle imprese”. Il riferimento ai tanti accadimenti tragici nel mondo del lavoro, agricolo e non solo, ma che di questo mondo non dovrebbero far parte, è evidente, come anche il tema dell’equo compenso per una filiera virtuosa.