Vigneti Ferraro, il richiamo della terra

Realtà giovanissima di Cirò, Vigneti Ferraro dà voce al vino del mare, figlio di uve che convivono con la sabbia e la salsedine

“Siamo a Cirò Marina – afferma immediatamente orgoglioso Cataldo Ferraro -. La nostra è un’azienda piccola, da 15.000 bottiglie. Abbiamo iniziato a produrre nel 2021 e la prima etichetta imbottigliata è stato un rosato”.
Tante semplici informazioni che suggeriscono un legame forte con il luogo: è la storia dei quattro fratelli Ferraro e della loro azienda vinicola.

Vigneti Ferraro, il richiamo della terra
I fratelli Ferraro, Cataldo è il primo a sinistra

L’azienda di famiglia nata nei luoghi dell’infanzia

“In realtà ci occupiamo di retail, in maniera abbastanza strutturata, in due regioni con venticinque punti vendita di elettronica di consumo e uno dei miei fratelli è direttore finanziario di una multinazionale in Germania. Però c’è sempre stato questo legame molto forte, essendo di Cirò e avendo dei vigneti di famiglia”. A parlare è Cataldo Ferraro, che non nasconde di certo l’attaccamento alla sua regione e a quelle e terre in cui il vino fa parte dei trascorsi di tutti e in questo caso i quattro fratelli Ferraro ne hanno viste di vendemmie da ragazzini. La decisione di realizzare un’azienda, seppur piccola, non è, però, legata a una strategia familiare, piuttosto a un moto naturale di amore per i luoghi. “Abbiamo deciso, per passione, di costruire questa azienda agricola e iniziare questa produzione – afferma diretto Cataldo Ferraro -. In realtà c’è una cosa in più: quella era la nostra vacanza. Nel senso che davanti a quel vigneto sul mare ad Almeria di Cirò, dove nacque l’idea, trascorrevamo l’estate e ci eravamo stati mille volte nella nostra vita. Ci piaceva molto stare lì. Un giorno andai a prendere mio papà, che ormai è avanti con l’età, e c’era il proprietario del vigneto. In modo del tutto spontaneo gli chiesi se la vigna fosse in vendita e lui, sicuramente preso alla sprovvista, non disse di no e neanche dette una risposta affermativa. Dopo qualche tempo mi chiamò chiedendomi se veramente volessimo fare una proposta. E così l’abbiamo comprata”. Può sembrare una storia inventata ad arte e invece in tutta la sua semplicità è vera. Certo, una volta acquistata la vigna si dovevano prendere altre decisioni. “L’idea iniziale – riprende – era di mettere una casetta nella vigna per papà, in modo di fargli passare meno tempo in macchina, consentendogli di viverla. Infatti, papà è molto contento della nostra scelta, anche se ha una visione un po’ arcaica del vino, gli piace ‘strong’, quello di una volta, non filtrato, e quando non gli piace, fa ancora come si faceva in passaro, aggiunge la gassosa per aggiustare il tiro. Quando beve il nostro però dice che non ce n’è bisogno e ovviamente ce lo aspettavamo, ma ne siamo orgogliosi”.

Vigneti Ferraro, il richiamo della terra
Papà Ferraro in vigna

Mare, sabbia e vigna

I numeri, dicevamo, sono ancora piccoli e non consentono di renderla un’attività remunerativa, “ma si riesce a tenerla in vita e a viverla cosi, per noi venire qui è veramente molto bello”, racconta emozionato. Il claim aziendale, “mare, sabbia, vigna”, fa immaginare il luogo e suggerisce anche bellezza, aspetto che i fratelli Ferraro hanno voluto preservare. Un altro aspetto del bello per i quattro Ferraro è che si spendano per questa attività per pura passione, fruendo di esperienze in altri settori che consentono da un lato di avere un respiro internazionale, ma dall’altro hanno permesso l’investimento iniziale e la permanenza in un mondo che hanno sempre respirato: “Siamo cresciuti nell’ambiente di Cirò, dove la viticoltura è essenziale – racconta Cataldo -. Ho guadagnato le mie prime cinquantamila lire facendo la vendemmia. Una volta, la tradizione era che la scuola iniziava quando finiva la vendemmia. Oggi questa cosa si è un po’ persa, nonostante il legame sia atavico. Infatti, ricordo vagamente mio nonno che prendeva i suoi diciassette nipoti, me incluso, e li metteva a pigiare l’uva nel timo suscitando un grande divertimento. Anche mio nonno non campava con la vigna. L’aveva perché una volta era la dote e veniva conservata”.

Vigneti Ferraro, il richiamo della terra

Il rosato, il rosso e il gris de noir

Il primo vino quindi un rosato, Almerina, che nasce proprio ad Almeria, una vigna di quaranta anni a gaglioppo che vive realmente il mare perché, quando spiro lo scirocco, la salsedine aggredisce i prima due filari che sono anche spazzati dalla sabbia: “Abbiamo voluto capire effettivamente quello che la vigna esprimeva, partendo dalla espressione più naturale del gaglioppo, il rosato”, spiega Cataldo Ferraro. L’anno successivo la produzione si è ampliata grazie a un bianco da uva nera, Scirock, realizzato sempre dalla stessa vigna di gaglioppo. Un vino coraggioso che prevede una separazione immediata del mosto dalle bucce, tanto da avere un colore oro. “A Cirò non c’erano tanti vitigni bianchi, quindi si faceva il bianco anche da gaglioppo con questa tecnica veloce. Noi lo chiamiamo ‘bianco da nera’ perché è un gris de noir, un vino diversissimo da qualunque altro”. E poi il rosso, il Pedda Rossa (pelle rossa) da un vigneto non lontano, alla foce del torrente Lipuda, dove ci sono viti molto vecchie e altre ripiantate, sempre di gaglioppo che qui ha una buccia più spessa, adatta alla vinificazione in rosso. “La nostra produzione attuale – riprende – è di quattro etichette. Abbiamo aggiunto il Grecorello, un blend di greco bianco al 60% e pecorello 40%. Abbiamo scelto questa percentuale proprio per bilanciare le caratteristiche, visto che il pecorello è un vitigno più aromatico, mentre il greco è un po’ più potente”.

Il mercato

“Vendiamo principalmente nel territorio, facendo una distribuzione selezionata di ristoratori perché i prodotti devono essere spiegati e si collocano su una fascia di prezzo che è un po’ più alta rispetto alla media di alcuni prodotti nel Cirotano”. La cosa intrigante è che il rosato sia ben venduto in Puglia “dove per campanilismo e grande varietà di prodotti di territorio non è così semplice entrare; al contrario uno dei nostri clienti più fedeli e interessanti è un ristorante di sushi molto importante di Bari”.

La degustazione

Vigneti Ferraro, il richiamo della terra

Grecorello 2023
Calabria Igt
12% vol – 12,90
Uve:greco 60%, pecorello 40%
Gioca su note dolci e mature di pera, espressa anche in distillato, percorsa da netti tratti salini e da note di agrumi essiccati. Bocca morbida, salina, caratterizzata da tratti melliti e di salgemma che avvolgono il frutto sotto spirito, sostenuto da una bella succosità. Abbiamo assaggiato anche la nuova annata in cui i toni fioriti del pecorello si avvertono netti e in un insieme vivace, con la bocca vibrante tra freschezza e salinità, appena imbottigliato.

Vigneti Ferraro, il richiamo della terra

Scirock 2023
Bianco da uva nera

12,5% vol – 13,90
Uve: gaglioppo
Diverso nell’accogliere con un’invitante dolcezza frutta che richiama la mora fresca, in sciroppo e confettura, in dialogo con intriganti note di crema di whisky e caramella mou, percorse da respiri di iodio e salgemma. Bocca altrettanto originale, salina, dotata di una pennellata tannica, caratterizzata da grande lunghezza nella dialettica tra note minerali marine e frutti.