Mirabella Franciacorta Riserva Døm Rosé e l’abbacchio di Alfredo

Il grande non dosato Riserva del 2015 di Mirabella incontra l'abbaccio alla cacciatora di Alfredo alla Scrofa, di Roma

Quando si parla di agnello a lunga cottura il collegamento con il vino rosso sembra la cosa più ovvia. Noi stessi abbiamo fatto la stessa proposta. Ma ci sono altre possibilità, anche se pochi vini, rossi a parte, possono permettersi un tale abbinamento. Serve complessità e quindi un vino che non sia giovane, in grado di sposare la profondità aromatica della ricetta, ma anche il suo lato appena agrodolce per la presenza dell’aceto nella salsa, seppur utilizzato per sfumarla. Si tratta, infatti, di un coscio di abbacchio alla cacciatora, disossato dopo la cottura e servito con delle patate. La dolcezza di questo piatto da un lato vuole morbidezza per accompagnare le note più golose, dall’altro vigore acido con una setosa pennellata tannica perchè insieme riescono a bilanciare la grassezza invitante. Dalla sua la bollicina importante rispetto a un rosso ha un vantaggio di bevibilità sensibile, e si adatta perfettamente alla golosità del piatto che alla fine richiede un bicchiere in più, cosa che un Franciacorta Riserva del 2015 consente senza appesantire.

Mirabella Franciacorta Riserva Døm Rosé e l’abbacchio di Alfredo

Franciacorta Riserva Døm Rosé Dosaggio Zero 2015
Uve: pinot nero 60%, pinot bianco 25%, chardonnay 15%
12,5% vol – € 80,00

Importante e giocato sulla maturità, sollecita il naso con una tavolozza complessa che invita alla scoperta. In bocca c’è ritmo e precisione.
Rosa buccia di cipolla e perlage fine, è dolce e scuro al naso su toni fruttati di ciliegia, mora e mirtillo che dialogano con la rosa rossa, percorsi da striature scure di liquirizia, pepe e ardesia, da respiri di vaniglia. Ecco decisa l’arancia rossa, con il pompelmo rosa, la melagrana e la granatina, mentre sale una nota dolce composita di panettone insieme a cenni di panforte, con timbri di chinotto e ribes nero. Sentori trasversali tostati di pane grigliato percorrono il quadro. Bocca cremosa, sapida, di bella struttura, di progressione morbida e salina che sollecita il palato con tensione sapido-tannica appena asciugante sviluppando il bouquet del naso dalle freschezze ai toni più scuri, con un finale ricco di chinotto e liquirizia.

ABBACCHIO-ALLA-CACCIATORA-scaled-1.jpg

Per realizzare il piatto si deve consultare la ricetta che è piuttosto semplice, richiede solo l’utilizzo di un roner per la cottura a bassa temperatura, oggetto che ormai ha costi molto ridotti e che se non avete potrete facilmente farvi prestare. Un idea veramente interessante per il pranzo del primo gennaio del 2024.