Cantina Kurtatsch, anteprima Riserva Mazon 2021

Assaggio del Pinot Nero Mazon a tre mesi dall'uscita. Interpretazione eccellente e con un grande futuro dell'importante cru altoatesino

Oggi l’Alto Adige è senza dubbio il territorio italiano dove meglio si esprime il difficile vitigno borgognone e anche il luogo dove c’è maggiore richiesta in Italia, in cui i consumatori sono abituati a considerarlo il rosso eccellente di zona; in sostanza il Pinot Nero è entrato nel sangue dei consumatori altoatesini, evento che evidentemente non si è verificato in nessuna altra zona d’Italia. Non è un caso se in questo contesto esista una sana competizione tra enologi a chi produce il miglior Pinot Nero. Nella tabella trovate i dati relativi alla superficie vitata altoatesina per vitigno del 2022 e la variazione rispetto al 2018.  Quanto sia importante il pinot nero è evidente, ma sorprende il dato di crescita sensibile, indicazione indiscutibile di come il territorio stia puntando su questo vitigno e su una sua  interpretazione nobile, aggiungiamo noi.

Vitignosuperficie 2022 (ha)variazione 2022/2018
pinot grigio677,154,87%
traminer aromatico624,86,34%
chardonnay609,2610,04%
pinot bianco588,455,47%
schiava556-20,88%
pinot nero539,6515,41%
lagrein519,178,94%
sauvignon471,5711,75%
altri1070,92,85%
Totale5656,953,70%
Dati Consorzio Vini Alto Adige

La zona di Mazon si trova sulla riva sinistra dell’Adige, di fronte a Cortaccia; il vigneto ha un’esposizione sud-ovest e gode di una limitata irradiazione solare, alligna su terreni conglomerati argillosi e sabbiosi, ed è posto tra 350 e 450 metri di altitudine, aspetto che la cantina espone chiaramente sulle retro etichette dei suoi vini, disponendo di vigneti ad altitudini comprese tra i 220 e i 900 metri. Mazon è considerato il cru altoatesino più prestigioso per il pinot nero e probabilmente uno dei migliori d’Italia. La Riserva Mazon di Cantina Kurtatsch si è sempre espressa a livelli molto alti, quella del 2021 è figlia del nuovo enologo della Cantina, Erwin Carli, che ha avuto il compito non semplice di sostituire una istituzione dell’enologia altoatesina, Othmar Donà, oggi brand ambassador dell’azienda. Abbiamo voluto rendere la sfida ancora più difficile assaggiando questa Riserva prima dell’uscita, per trovare in modo più evidente i suoi limiti giovanili, sapendo che Mazon genera vini che gradiscono lunghi affinamenti… Il risultato è stato sorprendente. Il vino ha un espressività netta e raffinata e in bocca la grande acidità, declinata in una avvolgente succosità, bilancia ottimamente la tannicità netta e già setosa. Insomma si fa bere oggi, ma il suo futuro è palesemente roseo!

Cantina Kurtatsch, anteprima Riserva Mazon 2021
Vigneti aziendali a Mazon (foto di Agostino Fuscaldo)

Mazon 2021
Alto Adige Pinot Nero Riserva
14% vol – € 35,00

Le uve eseguono una macerazione a freddo di cinque giorni prima della fermentazione spontanea in tini di rovere francese, dove il 20% del pinot nero è a grappolo intero. Poi il vino svolge la malolattica e matura per dodici mesi in barrique di rovere francese e per ulteriori dodici in botti grandi di rovere. Anche in vetro affina per un anno prima della commercializzazione.
Bello, sicuramente giovane e aitante, è già caratterizzato da un eleganza avvolgente. È loquace e invitante. Rubino intenso e di belle trasparenze, accoglie vitale e balsamico, finemente rinfrescante di bosco di abeti con toni di alloro; subito si aggiungono respiri di ginepro e aromi succosi di bacca di mirto, ribes nero, visciola e mora, mentre scopriamo una nota trasversale e vitale di arancia rossa appena spremuta, che si fonde con sbuffi fioriti di viola e peonia, mentre avvertiamo vaniglia e cannella, con cenni di crostata di visciole e torta margherita al cacao, sempre più evidente, percorsi da note di grafite e cenni di liquirizia. Avvolgente all’ingresso, dove c’è grande equilibrio, manifesta poi una dinamica vitale per la grande succosità acida che si confronta con il tannino netto e deciso, mai aggressivo, in grado di sostenere una ricca retrolfazione in termini di grafite e liquirizia, che emergono a centro assaggio. Infatti,  appena il vino è in bocca il frutto è goloso e invitante, poi l’insieme diventa appena austero per distendersi nel finale ancora una volta sul frutto, accompagnato dalla speziatura dolce, espresso anche sotto spirito e in mon cheri. Giovane e invitante, tra un anno entrerà nella sua fase più interessante, restandoci a lungo.
Lo abbiamo gustato con petto d’anatra, servito con salsa ai fegatini di pollo e profumo di scorza di arancia.

Cantina Kurtatsch, anteprima Riserva Mazon 2021