Gli Orange wine di Oslavia ora hanno un calice dedicato
L'azienda triestina leader nella produzione di calici, ha creato il T-made 95. Un calice pensato per valorizzare i vini macerati
Un’area vitivinicola unica, come quella di Oslavia, e un’esperienza progettuale e tecnica sviluppate ai massimi livelli da parte di Italesse con il suo progetto Senses, si sono incontrati per creare un prodotto che intende portare nel mondo la maestria del Friuli Venezia Giulia sia sul piano delle note etichette così come di calici professionali in grado di esaltare la degustazione dei vini. Nasce così T-made 95 Oslavia, il nuovo calice per gli Orange wine, progettato attorno ai vini macerati di Oslavia, in particolare quelli a base di Ribolla gialla.

Il nuovo calice firmato Italesse
Il T-made 95 Oslavia, il nuovo calice per gli Orange wine, progettato attorno ai vini macerati di Oslavia, non fa eccezione confermando l’obiettivo dell’azienda triestina Italesse di innalzare la cultura del calice professionale, rendere emozionale l’esperienza di degustazione e valorizzare i territori. Il progetto del T-made 95 Oslavia, incarna perfettamente questa dualità perché sposa l’unicità di questo terreno di confine, baciato da una conformazione che dona alla Ribolla gialla in particolare, la capacità di esprimersi al meglio ma regala anche l’opportunità di percorrere le strade e sentieri di Oslavia sconfinando con lo sguardo alle province di Gorizia e Nova Gorica e godere di scorci incredibili. Un progetto nato da un approccio collaborativo di Massimo Barducci, CEO Italesse, Paolo Lauria, Sommelier e Head of Marketing Italesse, e dei produttori di APRO, da Dario Princic a Fiegl, da Gravner a Il Carpino, da La Castellada a Primosic, a Radikon, con Saša Radikon, attuale loro Presidente.

La grande attenzione progettuale
In questo calice scultura sono numerosi gli elementi studiati per valorizzare l’insieme delle sensazioni organolettiche dei vini macerati, al naso come al palato. Le pareti avvolgenti della coppa e il proporzionato bevante sono stati studiati per far risaltare l’eleganza del vino; il fondo ampio e piatto, è stato pensato per stemperare l’impatto alcolico e valorizzare morbidezza e complessità di questi vini grazie all’ampio rapporto tra superficie e ossigeno. Inoltre il diametro del bevante è stato calcolato in modo da valorizzare la freschezza e l’equilibrio al palato. L’attenzione progettuale, oltre che alle forme è stata rivolta anche alla qualità dei materiali e all’architettura del calice. I T-made 95 Oslavia sono infatti realizzati con il miglior vetro cristallino per garantire la massima trasparenza possibile, elemento fondamentale per la valutazione visiva del vino, realizzati in modo da assicurare, con il perfetto bilanciamento dei pesi e i giusti spessori, la resistenza e la perfetta maneggevolezza. Questo calice inserendosi nella collezione ultra-professionale T-made in versione “Leggerissimi”, grazie al perfezionamento della tecnica del soffiaggio a bocca e della lavorazione a mano, raggiunge una leggerezza e un’elasticità da record, in grado di aggiungere alla percezione visiva, olfattiva e gustativa, anche l’emozione di quella tattile.

Tutti i calici del progetto Senses
Del Progetto Senses, oltre a questo nuovo calice, fanno parte di questa collezione il T-made 55 pensato per i Vermentini di Sardegna e di Gallura, il T-made 70, calice ufficiale del Consorzio del Brunello di Montalcino, e il T-made 75, il calice da Barolo, diventato a pochi mesi dalla presentazione un vero e proprio best seller. Realizzare questo calice ha rappresentato per il T-made Lab (il gruppo di enologi, sommelier e tecnici che lavora con Italesse sul progetto Senses) e per le cantine di Oslavia una sfida unica. Una sfida tra tecnologia ed emozioni durata 12 mesi di lavoro tra fasi di studio, progettazione e test; con 320 degustazioni per testare i vini dei 7 produttori di Oslavia; l’utilizzo iniziale di 14 calici test per approdare poi a 5 diversi prototipi e infine individuare le forme definitive del T-made 95 Oslavia.

Le note tecniche della degustazione
Durante la presentazione alla stampa abbiamo degustato tre vini da Ribolla gialla versati in tre calici diversi, come potete vedere nell’immagine allegata. Il primo era un vino di Primosic, una Ribolla Gialla 2016 versata nel primo calice, dove all’analisi olfattiva, spingeva in intensità, nel secondo aveva sensazioni più delicate sempre al naso, mentre nel terzo era ancora più complesso. Al palato il sorso si esaltava nel terzo. Il secondo vino, una Ribolla Gialla del 2016 di Gravner, era penalizzato in bocca nel primo calice, nel secondo non mostrava lo stesso carattere e la stessa morbidezza. Il terzo vino di Dario Princic, sempre Ribolla Gialla del 2020, nel primo il naso era interessante e sfaccettato, con al sorso un’esaltazione delle note ossidative non esaltante. Nel secondo il naso era più chiuso, mentre al palato era sempre di uno stile ossidativo, con un buon equilibrio complessivo, nel terzo c’era più equilibrio in generale e una piacevolezza più diffusa.
T-made 95 Oslavia, un calice che affascina
“Il T-made 95 Oslavia è un calice che conferma la capacità progettuale dell’azienda e del T-made Lab, una realtà capace di unire ricerca, innovazione, tecnica ed eleganza per un costante affinamento del prodotto volto alla valorizzazione delle particolari caratteristiche organolettiche dei vini di specifici terroir. Dobbiamo ringraziare i produttori di APRO – ha affermato Paolo Lauria, al termine di questa insolita degustazione – per aver accolto con entusiasmo il fascino della sfida e la bellezza della sperimentazione sensoriale. T-made 95 Oslavia è un calice che affascina, a prima vista per le sue forme generose, mostra il proprio potenziale al naso, mettendo in evidenza l’eleganza dei vini, e conquista al palato per la sua capacità di fare la differenza. Complessità, carattere, eleganza e freschezza, ogni aspetto del vino viene messo in gioco nell’atto della degustazione rendendo questa sfida ancora più grande per l’unicità di questi vini, accumunati dallo stesso spirito ma allo stesso tempo diversi per il diverso approccio produttivo delle 7 cantine, specchio dell’anima di chi li produce”.

La cena curata dallo chef stellato Matteo Metullio
Di grande pregio il luogo scelto per la presentazione del calice alla stampa, parliamo infatti dell’’Harry’s Piccolo di Trieste, 2 stelle Michelin diretto dal bravissimo chef Matteo Metullio che per l’occasione ha realizzato alcune sue creazioni tra cui la capasanta servita con radicchio al barbecue, salsa bernaise, caviale e arancia ed i conchiglioni con burro affumicato, lime, erba cipollina, ricciola. Dal canto loro i produttori di Oslavia ci hanno fatto assaggiare in abbinamento differenti annate, andando indietro anche fino a 15 anni in un caso, da vitigni diversi come Chardonnay, Malvasia, a diverse espressioni di Ribolla gialla, in una fusione davvero speciale.